<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272</id><updated>2012-02-05T02:24:34.028-08:00</updated><category term='Lettere Matte'/><category term='Due parole con...'/><category term='Concorsi letterari'/><category term='Recensioni'/><category term='lista degli editori'/><category term='Sul pubblicare'/><category term='Sullo scrivere'/><category term='articoli'/><category term='Le chicche'/><category term='culture sommerse'/><category term='Annunci'/><category term='I Racconti'/><title type='text'>Lettere Matte</title><subtitle type='html'>Blog per chi scrive e per chi legge.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>184</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8880932533475978021</id><published>2011-10-17T07:24:00.000-07:00</published><updated>2011-10-17T07:27:24.185-07:00</updated><title type='text'>INVIA IL TUO RACCONTO, TORNA "VENTI NODI"!</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, 'Times New Roman', serif; font-size: 11px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;span style="font-size: 14px; "&gt;Buongiorno a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti di voi ricorderanno &lt;a href="http://ventinodi.wordpress.com/" target="_blank" style="color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; letter-spacing: 0.2px; "&gt;Venti Nodi&lt;/a&gt;, il nostro bollettino letterario lanciato nel 2009 e purtroppo rimasto fermo per molto tempo... Fino a ora!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: center; "&gt;&lt;img alt="" src="http://files.splinder.com/06fb80d402f16055051b03541f1eb86b_small.jpg" style="border-top-style: none; border-right-style: none; border-bottom-style: none; border-left-style: none; border-width: initial; border-color: initial; border-top-width: 0px; border-right-width: 0px; border-bottom-width: 0px; border-left-width: 0px; border-style: initial; border-color: initial; width: 175px; height: 240px; " /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: 14px; "&gt;&lt;a name="more-25527436"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vi anticipiamo più del necessario, ma sappiate che sono in arrivo grandi novità sul fronte Venti Nodi. Una di queste riguarda un nuovo numero di lancio della rivista, che chiameremo &lt;strong&gt;Numero Zero&lt;/strong&gt; e che conterrà esclusivamente racconti e illustrazioni. Rilanceremo la rivista, ma lanceremo anche gli autori (come sveleremo più avanti, questa volta abbiamo in programma i fuochi d'artificio)!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La volta scorsa abbiamo avuto un vincitore attraverso l'&lt;a href="http://studio83.splinder.com/post/19863045/venti-nodi" target="_blank" style="color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; letter-spacing: 0.2px; "&gt;Operazione Venti Nodi&lt;/a&gt;: questa volta ci sarà più di un selezionato. Per questo motivo, invitiamo tutti gli autori che vogliano sottoporci i loro racconti a inviarceli; lo &lt;a href="http://www.studio83.info/chisiamo.html" target="_blank" style="color: rgb(0, 0, 0); text-decoration: none; letter-spacing: 0.2px; "&gt;staff di Studio83&lt;/a&gt; valuterà le opere ricevute e sceglierà le più meritevoli. Per gli autori selezionati ci saranno grandi sorprese!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le regole per l'invio dei racconti sono le seguenti:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Ogni autore può partecipare con un solo racconto;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. il racconto andrà inviato in formato .doc, .pdf o .rtf all'indirizzo&lt;strong&gt;ventinodi[chiocciola]studio83.info&lt;/strong&gt;, specificando nel testo della mail le generalità dell'autore (nome, cognome, provenienza);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. il racconto non dovrà superare le 18.000 battute (spazi inclusi);&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. non esistono limitazioni di genere, che potrà essere a discrezione dell'autore;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. tutti i diritti resteranno all'autore, che ci darà però l'autorizzazione a pubblicare la sua opera sul Numero Zero in formato cartaceo, digitale e on-line; il racconto non potrà più essere rimosso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molto bene... Se avete domande, chiedete; se avete racconti, inviate; se avete idee... scrivete! :)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: 14px; "&gt;EDIT&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questioni organizzative i racconti andranno inviati entro e non oltre il 20 ottobre prossimo, così da permettere allo staff di lavorare nei giusti tempi :)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8880932533475978021?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8880932533475978021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/10/invia-il-tuo-racconto-torna-ventinodi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8880932533475978021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8880932533475978021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/10/invia-il-tuo-racconto-torna-ventinodi.html' title='INVIA IL TUO RACCONTO, TORNA &quot;VENTI NODI&quot;!'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1231495216588765560</id><published>2011-08-17T11:18:00.000-07:00</published><updated>2011-08-17T11:19:51.387-07:00</updated><title type='text'>LA TUA RICETTA PER UN UNIVERSO CALDO</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="color: rgb(42, 42, 42); font-family: arial, sans-serif; font-size: 13px; background-color: rgb(255, 255, 255); "&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Ciao tu,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;questa è una richiesta d’aiuto e un invito a un progetto partecipato.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Stiamo cercando scrittori per una raccolta di short stories illustrata, si intitolerà Ricette per un universo caldo. Vorrebbe essere una raccolta di fiabe per adulti. Gli scrittori saranno sia persone non note che persone più o meno famose (nel design, nell'architettura, nel teatro, nella musica, ecc.) e preferibilmente non scrittori professionisti. I racconti resteranno anonimi e tutti gli autori verranno indicati solo alla fine del libro in ordine casuale.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Stiamo cercando persone che per diletto ogni tanto scrivono - o che non lo fanno ma vorrebbero iniziare - per raccogliere un bel numero di storie fra le quali scegliere quelle da mettere nel libro.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Ogni partecipante potrà concorrere con uno o più scritti di non più di due pagine A4, meglio se resta in una. Potranno essere racconti, narrazioni o impasti di parole su qualsiasi argomento, storie brevi e personali, antiche come il mondo o contemporanee come il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Le prime copie del libro le spediremo direttamente a scuole superiori e inferiori, musei, gallerie, uffici navali ecc…e ovviamente ad ognuno dei partecipanti. La scadenza è il 30 Settembre 2011 ma prima riceveremo il materiale meglio sarà.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Questo progetto è aperto a tutti. Se conosci persone che potrebbero essere interessate a partecipare non esitare a inoltrargli questo invito. Ci piacerebbe che partecipassero persone di ogni professione ed età quindi se conosci postini, colonnelli, badanti, professori, panettieri e contabili che scrivono ci farebbe molto piacere coinvolgerli.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Quindi, se vuoi, scrivici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;b style="line-height: 17px; font-weight: bold; "&gt;Chi siamo&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Siamo Giovanni Delvecchio e Anita Righi, dei giovani di belle speranze. Il nostro lavoro ha a che fare con il design e la comunicazione e crediamo nei progetti partecipati. Questo libro è un esperimento, pensiamo che qualcosa di bello verrà fuori, nel risultato o nel processo, e questo è un motivo sufficiente per provarci.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Giovanni è un designer, vive tra Cesena, Faenza e Torino. E’ uno dei fondatori del meta-progetto Resign (&lt;a href="http://www.resign.it/" target="_blank" style="line-height: 17px; text-decoration: underline; color: rgb(0, 104, 207); cursor: default; "&gt;www.resign.it&lt;/a&gt;) e alcuni suoi progetti sono su  &lt;a href="http://www.dorothygray.net/" target="_blank" style="line-height: 17px; text-decoration: underline; color: rgb(0, 104, 207); cursor: default; "&gt;http://www.dorothygray.net/&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Anita è un architetto, vive tra Ravenna e Londra. Si occupa di paesaggio e spazi pubblici e ha partecipato ad alcune iniziative di Resign.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;b style="line-height: 17px; font-weight: bold; "&gt;Contattaci&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;Puoi scriverci per qualsiasi domanda, informazione, suggerimento e, se vuoi, per mandarci il tuo racconto. Qui:&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;a href="mailto:righi.anita@gmail.com" style="line-height: 17px; text-decoration: underline; color: rgb(0, 104, 207); cursor: default; "&gt;righi.anita@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;line-height: 17px; "&gt;&lt;a href="mailto:gd_sign@libero.it" style="line-height: 17px; text-decoration: underline; color: rgb(0, 104, 207); cursor: default; "&gt;gd_sign@libero.it&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1231495216588765560?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1231495216588765560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/08/la-tua-ricetta-per-un-universo-caldo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1231495216588765560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1231495216588765560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/08/la-tua-ricetta-per-un-universo-caldo.html' title='LA TUA RICETTA PER UN UNIVERSO CALDO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8668469754936366860</id><published>2011-05-12T07:56:00.000-07:00</published><updated>2011-05-13T13:28:43.483-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>L'ARCOBALENO DELLA VITA</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" align="center" style="margin-top:12.0pt;margin-right:0cm; margin-bottom:12.0pt;margin-left:0cm;text-align:center;line-height:120%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt:auto;margin-bottom: 6.0pt;text-align:center;line-height:120%"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:9.0pt;line-height:120%;letter-spacing: 1.0pt"&gt;Decima edizione – Anno 2011&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div align="center"&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" border="0" cellspacing="0" cellpadding="0" width="80%" style="width:80.0%;border-collapse:collapse;mso-yfti-tbllook:480;mso-padding-alt:  0cm 0cm 0cm 0cm"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow:0;mso-yfti-firstrow:yes;mso-yfti-lastrow:yes"&gt;   &lt;td style="padding:0cm 4.25pt 0cm 0cm"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" align="right" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:   auto;text-align:right;line-height:120%"&gt;&lt;span style="font-size:36.0pt;   line-height:120%;color:gray"&gt;“&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td style="padding:0cm 0cm 0cm 0cm"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" align="center" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:   auto;text-align:center;line-height:120%"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:9.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%;color:gray"&gt;L’iniziativa   nasce dalla volontà di promuovere la cultura, la comunicazione scritta e   l’espressione dei sentimenti e delle emozioni… Per dare voce a quei colori   che spesso, per mille ragioni, rimangono chiusi dentro l’anima di ciascuno…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;   &lt;td valign="bottom" style="padding:0cm 0cm 0cm 0cm"&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt:auto;mso-margin-bottom-alt:auto"&gt;&lt;span style="font-size:36.0pt;color:gray"&gt;„&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p class="TestoBando" align="center" style="margin-top:0cm;text-align:center"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div align="center"&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" style="background:#FFFFCC;border-collapse:collapse;border:none;mso-border-alt:  solid silver .5pt;mso-yfti-tbllook:480;mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;  mso-border-insideh:.5pt solid silver;mso-border-insidev:.5pt solid silver"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow:0;mso-yfti-firstrow:yes;mso-yfti-lastrow:yes;   height:1.0pt"&gt;   &lt;td valign="top" style="border:solid silver 1.0pt;mso-border-alt:solid silver .5pt;   padding:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;height:1.0pt"&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%"&gt;Nel 2010 il concorso ha ottenuto:&lt;br /&gt;   &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Medaglia" st="on"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;la &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Medaglia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:   115%;font-family:Arial"&gt; del Presidente della Repubblica&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;st1:personname productid="la Medaglia" st="on"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:    115%;font-family:Arial"&gt;la&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt; Medaglia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:   115%;font-family:Arial"&gt; del Presidente della Camera &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;st1:personname productid="la Medaglia" st="on"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:    115%;font-family:Arial"&gt;la&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt; Medaglia&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:   115%;font-family:Arial"&gt; del Presidente del Senato &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;il &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Patrocino del Ministero per le Pari   Opportunità &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;il &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Patrocinio del Ministero per i Beni e le   Attività Culturali&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;il&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt; Patrocino del Ministero per il Turismo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;il &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Patrocinio del Ministero della Gioventù&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando" align="center" style="text-align:center;line-height:115%"&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;line-height:115%;font-family:Arial"&gt;il &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Patrocino del Ministero delle Politiche   Agricole, Ambientali e Forestali&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:8.0pt;   line-height:115%"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;div style="mso-element:para-border-div;border:none;border-bottom:dotted silver 1.0pt; mso-border-bottom-alt:dotted silver .5pt;padding:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:24.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 18.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:120%;mso-pagination:widow-orphan lines-together; page-break-after:avoid;border:none;mso-border-bottom-alt:dotted silver .5pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;REGOLAMENTO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Il concorso è aperto a tutti e non richiede alcuna quota d’iscrizione.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;È gradito e facoltativo un libero contributo per le spese organizzative e di segreteria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Possono partecipare autori italiani e stranieri con opere in &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;lingua italiana&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Si riconoscono &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;due categorie&lt;/b&gt; di partecipanti:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:17.85pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;text-indent:0cm; line-height:120%;mso-list:l1 level1 lfo2;tab-stops:list 8.5pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%;font-family: Wingdings;mso-fareast-font-family:Wingdings;mso-bidi-font-family:Wingdings"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;§&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Giovani&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt; (fino ai 22 anni)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:6.0pt; margin-left:17.85pt;text-align:justify;text-indent:0cm;line-height:120%; mso-list:l1 level1 lfo2;tab-stops:list 8.5pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%;font-family: Wingdings;mso-fareast-font-family:Wingdings;mso-bidi-font-family:Wingdings"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;§&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;         &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Adulti&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt; (dai 19 anni in poi)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;I giovani fino ai 22 anni possono, a propria discrezione, concorrere anche nelle sezioni dedicate agli adulti, è sufficiente che indichino le sezioni alle quali intendono partecipare all’interno del plico dei testi inviati, secondo le modalità descritte più sotto.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Ai fini della premiazione la categoria Giovani sarà ulteriormente suddivisa in &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;tre fasce d’età&lt;/b&gt;: fino ai 10 anni compiuti, dagli 11 anni ai 15 anni compiuti, dai 16 anni ai 22 anni compiuti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Il premio è articolato in &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;sei sezioni&lt;/b&gt;:&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.4pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.4pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione A&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Adulti – prosa o racconto breve a tema libero&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:120%"&gt;(1 solo racconto di lunghezza massima 3 cartelle o 2 racconti di lunghezza massima 2 cartelle; 30 righe ciascuna cartella)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.2pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.35pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione B&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Adulti – poesia a tema libero&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;br /&gt;(massimo 3 poesie; lunghezza massima 40 versi ciascuna)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.4pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.4pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione C&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Giovani – prosa o racconto breve a tema libero&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height:120%"&gt;(1 solo racconto di lunghezza massima 3 cartelle o 2 racconti di lunghezza massima 2 cartelle; 30 righe ciascuna cartella)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size: 12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.2pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.35pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione D&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;              &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Giovani – poesia a tema libero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height: 120%"&gt;(massimo 3 poesie; lunghezza massima 40 versi ciascuna)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.2pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.35pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione E&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;               &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Silloge inedita di poesie a tema libero&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height: 120%"&gt;(1 silloge di minimo 5 e massimo 10 poesie con versi di lunghezza libera.&lt;br /&gt; &lt;u&gt;Si precisa che &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;i fogli dovranno essere spillati tra loro in modo da formare un fascicolo per ogni copia inviata&lt;/b&gt;, pena l’esclusione dal concorso&lt;/u&gt;)&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm; margin-left:80.2pt;margin-bottom:.0001pt;text-indent:-62.35pt;line-height:120%; mso-list:l0 level1 lfo1;tab-stops:list 80.4pt"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="mso-list:Ignore"&gt;Sezione F&lt;span style="font:7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;"&gt;               &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Haiku&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;&lt;br /&gt;(massimo 10 haiku in forma classica: 3 versi rispettivamente di 5, 7 e 5 sillabe)&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Ogni partecipante può concorrere a più sezioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Le opere inviate devono essere &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;inedite&lt;/b&gt; e non devono aver &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;mai ricevuto premi in altri concorsi letterari&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Gli elaborati dovranno essere spediti in 5 copie dattiloscritte su fogli formato A4. Quattro copie dovranno essere completamente anonime, non dovranno essere firmate o recare segni particolari atti a permetterne il riconoscimento. Una soltanto delle 5 copie dovrà essere firmata e inserita in una busta chiusa contenente le generalità del concorrente: nome, cognome, età, indirizzo, numero telefonico, eventuale e-mail, dichiarazione attestante che i componimenti presentati sono interamente di propria ed esclusiva creazione e non hanno mai vinto altri premi, firma originale. All’esterno di tale busta dovranno essere indicati solamente la sezione di partecipazione e l’età dell’autore.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;Il plico inviato dovrà quindi racchiudere le 4 copie anonime e la busta sigillata contenente la copia firmata e i dati dell’autore&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando" style="margin-bottom:6.0pt"&gt;I partecipanti che volessero essere avvisati in ogni caso dell’esito del concorso dovranno inserire nella busta sigillata anche una busta preaffrancata e precompilata per permettere l’invio del verbale.&lt;/p&gt;  &lt;table class="MsoNormalTable" border="1" cellspacing="0" cellpadding="0" width="100%" style="width:100.0%;background:#FFFFCC;border-collapse:collapse;border:none;  mso-border-alt:solid silver .5pt;mso-yfti-tbllook:480;mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt"&gt;  &lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow:0;mso-yfti-firstrow:yes;mso-yfti-lastrow:yes;   page-break-inside:avoid;height:1.0pt"&gt;   &lt;td width="100%" valign="top" style="width:100.0%;border:solid silver 1.0pt;   mso-border-alt:solid silver .5pt;padding:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;height:1.0pt"&gt;   &lt;p class="TestoBando"&gt;I lavori dovranno essere consegnati o inviati a:&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:6.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom:   0cm;margin-left:35.4pt;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;line-height:   120%"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:   120%"&gt;Premio letterario “L’Arcobaleno della Vita”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:   120%"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:   120%"&gt;c/o &lt;st1:personname productid="Gloria Venturini" st="on"&gt;Gloria    Venturini&lt;/st1:personname&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:   120%"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:   120%"&gt;Via E. F. Foresti, 6/E&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:0cm;margin-right:0cm;margin-bottom:6.0pt;   margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height:120%"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;45100 ROVIGO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;u&gt;entro e non   oltre il 15 settembre 2011&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;, farà fede il timbro postale.&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando"&gt;(Si prega di non inviare il materiale con posta   raccomandata)&lt;/p&gt;   &lt;p class="TestoBando"&gt;Si precisa che non saranno accettate opere inviate   tramite posta elettronica.&lt;/p&gt;   &lt;/td&gt;  &lt;/tr&gt; &lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Si chiede cortesemente agli autori di non attendere l’approssimarsi della scadenza del premio ma di anticipare, se possibile, l’invio delle opere in modo tale da agevolare il lavoro della segreteria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;All’atto del ricevimento, ad ogni opera sarà assegnato un numero di riconoscimento che permetterà alla giuria di identificare il testo in maniera completamente anonima.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Il mancato rispetto delle prescrizioni fin qui citate (caratteristiche e lunghezza dei componimenti, modalità di invio e presentazione delle copie, originalità e paternità delle opere, termini di scadenza, ecc.) comporta l’&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;esclusione dal concorso&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;div style="mso-element:para-border-div;border:none;border-bottom:dotted silver 1.0pt; mso-border-bottom-alt:dotted silver .5pt;padding:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:24.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 18.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:120%;mso-pagination:widow-orphan lines-together; page-break-after:avoid;border:none;mso-border-bottom-alt:dotted silver .5pt; padding:0cm;mso-padding-alt:0cm 0cm 1.0pt 0cm"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;PR&lt;st1:personname st="on"&gt;EMI&lt;/st1:personname&gt;AZIONE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Per le sezioni A, B, E e F verranno premiati i &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;primi cinque classificati&lt;/b&gt;, ai quali saranno donate targhe artistiche di pregio e diplomi di riconoscimento. Ai successivi dieci classificati saranno attribuite &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;segnalazioni di merito&lt;/b&gt; attestate con diploma.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Per la sezione C sarà premiato, con targhe artistiche e diplomi, il &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;primo classificato di ogni fascia d’età&lt;/b&gt;.&lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Per la sezione D saranno premiati, con targhe artistiche e diplomi, i &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;primi due classificati di ogni fascia d’età&lt;/b&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;All’interno della categoria&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt; Giovani &lt;/b&gt;saranno attribuiti ulteriori &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;premi speciali e segnalazioni di merito&lt;/b&gt; a discrezione della giuria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;La giuria e gli organizzatori si riservano il diritto di assegnare &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;premi speciali&lt;/b&gt; ad autori e/o opere di particolare rilievo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Potrà inoltre essere istituita una &lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;sezione Intercultura&lt;/b&gt; che premierà i componimenti più meritevoli inviati dall’estero e/o da cittadini abitanti in Italia ma nati in altri Paesi.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;I vincitori e i segnalati verranno tempestivamente contattati telefonicamente e avvisati tramite comunicazione scritta (eventualmente anche attraverso e-mail). L’esito del concorso sarà comunque pubblicato su vari siti internet di carattere letterario e sul sito del concorso &lt;a href="http://www.arcobalenodellavita.it/"&gt;www.arcobalenodellavita.it&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;La &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;cerimonia di premiazione&lt;/b&gt; si svolgerà presumibilmente in un sabato pomeriggio della prima metà del mese di dicembre 2011. I premi saranno consegnati esclusivamente ai vincitori, che dovranno essere presenti alla cerimonia di premiazione. Previo accordi telefonici, i diplomi possono essere inviati tramite spedizione postale, con spese a carico del destinatario.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;La &lt;b style="mso-bidi-font-weight:normal"&gt;giuria&lt;/b&gt;, presieduta da &lt;st1:personname productid="Gloria Venturini" st="on"&gt;Gloria Venturini&lt;/st1:personname&gt;, ideatrice del concorso e Presidente del Premio, è composta da esponenti della cultura di varie località italiane: Davide Dal Maso, giornalista e poeta, Antonio Villa, insegnante, saggista, scrittore e poeta, Paolo Santato, poeta, Cristina Gallina, scrittrice, Giuseppe Gambini, poeta, Diego Zamarian, antropologo, Mara Penso, maestra. I giudizi della giuria sono insindacabili. Per tutto ciò che non è espressamente disciplinato dal presente regolamento le decisioni spettano autonomamente al Presidente della giuria.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Segreteria a cura di Cassandra Venturini.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Gli organizzatori del concorso si riservano il diritto di stampare o di far pubblicare in qualsiasi momento, senza compenso per diritti d’autore, le opere presentate. In ogni caso gli elaborati inviati non saranno restituiti.&lt;/p&gt;  &lt;p class="TestoBando"&gt;Tutti i partecipanti accettano, senza condizioni, il presente regolamento.&lt;/p&gt;  &lt;div style="mso-element:para-border-div;border:none;border-top:dotted silver 1.0pt; mso-border-top-alt:dotted silver .5pt;padding:1.0pt 0cm 0cm 0cm"&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-top:72.0pt;margin-right:0cm;margin-bottom: 6.0pt;margin-left:0cm;text-align:justify;line-height:120%;mso-pagination:widow-orphan lines-together; page-break-after:avoid;border:none;mso-border-top-alt:dotted silver .5pt; padding:0cm;mso-padding-alt:1.0pt 0cm 0cm 0cm"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style:normal"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt; mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;Per maggiori informazioni:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;/div&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left:35.4pt;text-align:justify;line-height: 120%"&gt;&lt;span style="font-size:10.0pt;mso-bidi-font-size:12.0pt;line-height:120%"&gt;e-mail: &lt;a href="mailto:cassanaluce@alice.it"&gt;cassanaluce@alice.it&lt;/a&gt; - &lt;a href="mailto:info@arcobalenodellavita.it"&gt;info@arcobalenodellavita.it&lt;/a&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8668469754936366860?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8668469754936366860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/05/larcobaleno-della-vita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8668469754936366860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8668469754936366860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/05/larcobaleno-della-vita.html' title='L&apos;ARCOBALENO DELLA VITA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4854646772207868149</id><published>2011-03-31T04:30:00.001-07:00</published><updated>2011-03-31T04:46:30.193-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>WILLY E IL BUDINO DI SEMOLINO</title><content type='html'>&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/622/9788838436222p.jpg" onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 80px; height: 127px;" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/622/9788838436222p.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;Questo libro è una raccolta di racconti brevi che hanno come protagonista – indiscusso ed esaltante – proprio il piccolo Willy, un ragazzino pieno di interessi e di gioia di vivere, che si trova a perpetrare il grave reato di “infanzia spensierata” inquadrato nella rigida gabbia dei modi di pensare e degli atteggiamenti degli adulti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;E’ superfluo dire che le doti, i buoni propositi, gli entusiasmi di Willy non vengono mai riconosciuti, specialmente perché inevitabilmente, qualunque progetto, pur partendo da basi quanto mai ottime, si svolge e precipita in un totale caos che spesso sfiora risultati spettacolari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;I racconti prendono spunto dalla vita normale di un normale ragazzino dedito alla scuola, alla mensa, ai giochi con i compagni: e come mai, ci si può chiedere, queste semplici attività del tutto normali possono trascendere la noia e l’abitudine per diventare esempi di travolgente umorismo?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;Sicuramente è merito della penna di Collinson, un autore che conosce molto bene i bambini e li sa descrivere con simpatia e tolleranza; ma non dimentichiamo mai che è il protagonista il vero eroe che si distacca nettamente dalla mediocrità tranquilla dei compagni per librarsi sulle vette della rottura degli schemi e veleggiare indomito tra nonni incastrati sui balconi, budini appiccicati sul soffitto, concerti di fine anno rivisitati da un’insolita capacità canora distruttiva, districandosi fra gli ottimi e sempre disattesi ed ignorati consigli della madre ed i regali insoliti dello zio, sempre restando fedele al suo straordinario e felice mondo infantile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;Il libro è chiaramente dedicato ai bambini, ma non lasciatevelo sfuggire: una vera boccata d’aria, da leggere e rileggere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Niva Ragazzi&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;AUTORE: COLLINSON ROGER&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;EDITORE: PIEMME&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;ANNO DI PUBBLICAZIONE:1996&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;PAGINE:160&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;ISBN: &lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; -webkit-border-horizontal-spacing: 2px; -webkit-border-vertical-spacing: 2px; "&gt;9788838436222&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align:justify"&gt;&lt;span style="font-family:&amp;quot;Courier New&amp;quot;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4854646772207868149?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4854646772207868149/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/willy-e-il-budino-di-semolino.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4854646772207868149'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4854646772207868149'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/willy-e-il-budino-di-semolino.html' title='WILLY E IL BUDINO DI SEMOLINO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1677803329205389818</id><published>2011-03-24T17:34:00.000-07:00</published><updated>2011-03-24T17:40:26.827-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>CREATIVITY PAPERS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=6848e1d36579418910a38dc9b72aa9f3&amp;amp;w=90&amp;amp;h=90&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fimgv2-3.scribdassets.com%2Fimg%2Fword_document%2F50783625%2F164x212%2Fb8214ccad7%2F1300194620"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 69px; height: 90px;" src="http://external.ak.fbcdn.net/safe_image.php?d=6848e1d36579418910a38dc9b72aa9f3&amp;amp;w=90&amp;amp;h=90&amp;amp;url=http%3A%2F%2Fimgv2-3.scribdassets.com%2Fimg%2Fword_document%2F50783625%2F164x212%2Fb8214ccad7%2F1300194620" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Arriva su Culture Sommerse il nuovo magazine di attualità, &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;cultura e scrittura creativa &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span"  &gt;CREATIVITY PAPERS!!!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Verdana, sans-serif; line-height: 20px; "&gt;&lt;div style="text-align: center; font-size: 13px; "&gt;&lt;b&gt;In questo numero:&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center; "&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-weight: normal; "&gt;&lt;div style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span &gt;L'ANGOLO CREATIVO: RACCONTI E POESIA DA CREATIVITY STATION&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span &gt;ATTUALITA': L'OTTO MARZO E LA FESTA DELLA DONNA. PARLIAMONE.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span &gt;FOCUS: COS'E' IMLOC? SCOPRIAMOLO INSIEME!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span &gt;CULTURA: EMILIO SALGARI, RICORDIAMO IL PAPA' DI SANDOKAN A 100 ANNI DALLA SUA SCOMPARSA.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; "&gt;&lt;span &gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span &gt;Che aspetti a scaricarlo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span &gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/riviste-co"&gt;CLICCA QUI E BUONA LETTURA!&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;www.culturesommerse.org&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1677803329205389818?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1677803329205389818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/creativity-papers.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1677803329205389818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1677803329205389818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/creativity-papers.html' title='CREATIVITY PAPERS'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4997499774646942891</id><published>2011-03-11T08:57:00.000-08:00</published><updated>2011-03-11T09:36:18.576-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>COMUNICAZIONE AI VINCITORI DEL 2° CONTEST LA LETTERA MATTA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si informano i primi dieci classificati nelle due sezioni del contest che, dopo aver inserito a catalogo le opere vincenti (narrativa e poesia), la Redazione di Culture Sommerse sta valutando l'inserimento di altri elaborati. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tale selezione riguarda le opere classificate dal 2° al 10° posto di ciascuna sezione e non è legata al piazzamento: la graduatoria è stata infatti stilata sommando i punteggi assegnati ai testi dai diversi membri del Comitato Di Lettura secondo il livello qualitativo espresso dalle opere stesse e non dal "potenziale" che potrebbe emergere a seguito di operazioni di editing. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Saranno privilegiati nella scelta quei testi che si prestano alla lettura ad alta voce (Culture Sommerse si occupa anche di audioracconti) e/o che maggiormente si avvicinano alla nostra idea di catalogo (un editore direbbe "linea editoriale").&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Redazione di Culture Sommerse provvederà a contattare gli autori selezionati entro e non oltre il 10 aprile 2011 (se entro tale data non avrete ricevuto comunicazioni in merito, significa che il vostro testo non entrerà a far parte del catalogo).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualora nessun testo risulti idoneo all'inserimento su Culture Sommerse, la Redazione si riserva il diritto di non concedere ulteriori spazi.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Cordiali Saluti,&lt;br /&gt;La Redazione di Culture Sommerse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4997499774646942891?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4997499774646942891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/comunicazione-ai-vincitori-del-2.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4997499774646942891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4997499774646942891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/comunicazione-ai-vincitori-del-2.html' title='COMUNICAZIONE AI VINCITORI DEL 2° CONTEST LA LETTERA MATTA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3290316001444042490</id><published>2011-03-10T13:43:00.000-08:00</published><updated>2011-03-10T13:51:14.941-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>SENSO, CONSENSO E DISSENSO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-YKcYLY2FjZo/TXlGxh2oruI/AAAAAAAAAMc/4bYyDGcPKNw/s1600/senso%2Bcons.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5582571029817503458" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/-YKcYLY2FjZo/TXlGxh2oruI/AAAAAAAAAMc/4bYyDGcPKNw/s200/senso%2Bcons.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;AUTORE: PIERO SAGUATTI&lt;br /&gt;COLLANA: POESIA&lt;br /&gt;NUMERO IN COLLANA: 3&lt;br /&gt;CATEGORIA: POESIA INTROSPETTIVA&lt;br /&gt;PAGINE: 11&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/senso-consenso-e-dissenso"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;SCARICA L'OPERA IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ho adorato la semplicità di queste parole, quella semplicità che sta in una onesta visione del sé. L’umanità di Piero che traspare nel dire speranze, nel raccontare paure, mi ha parlato anche un po’ di me.  Giocando con le parole di un noto scrittore, mi viene da dire: “Guarda, tra tutta quella gente c’è un essere umano”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;Mirella Severini&lt;br /&gt;Redattrice Culture Sommerse&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3290316001444042490?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/3290316001444042490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/senso-consenso-e-dissenso.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3290316001444042490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3290316001444042490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/senso-consenso-e-dissenso.html' title='SENSO, CONSENSO E DISSENSO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-YKcYLY2FjZo/TXlGxh2oruI/AAAAAAAAAMc/4bYyDGcPKNw/s72-c/senso%2Bcons.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-6064881582708541854</id><published>2011-03-06T04:38:00.000-08:00</published><updated>2011-03-06T04:56:40.391-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>CERVO A PRIMAVERA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Mala Voglia dà il via al primo Contest di Scrittura "Cervo a Primavera", per dare il benvenuto alla primavera rimanendo nello spirito del forum.Oscar Wilde diceva che poteva resistere a tutto, tranne che alle tentazioni. Forse la tentazione più grande alla quale siamo sottoposti è la lussuria. Il Contest propone un tema molto scottante e sempre attuale: il tradimento.Tale tema viene inteso nell'aspetto sessuale ed erotico del termine, anche se irrimediabilmente viene tirato in ballo il più nobile dei sentimenti.Per dare la possibilità al maggior numero possibile di autori di cimentarsi, il contest avrà la durata di un'intera stagione (la primavera) e potrà essere sviluppato sia in poesia che in prosa.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://img827.imageshack.us/img827/1970/cervoaprimavera.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 441px; FLOAT: left; HEIGHT: 279px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://img827.imageshack.us/img827/1970/cervoaprimavera.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a href="http://img827.imageshack.us/img827/1970/cervoaprimavera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;REGOLAMENTO:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1) Oggetto e requisiti del Contest:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1.1) Il Contest si suddivide in due sezioni indipendenti:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sezione A: POESIA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sezione B: NARRATIVA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ed ha come oggetto l'invio di massimo un'opera per ogni sezione da parte di ogni partecipante, nel tema "Il tradimento", nel suo aspetto erotico e/o sessuale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1.2) Le opere possono essere inedite oppure edite, sia sulla carta stampata che sul web. La partecipazione all'iniziativa implica il consenso al presente regolamento e all'eventuale pubblicazione dei propri scritti su siti internet e su e-book. L'autore dichiara inoltre la paternità di tali scritti e si assume ogni responsabilità, anche legale, in caso di violazione di copyright.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1.3) La lunghezza delle poesie (Sezione A) non deve superare i 50 versi. La lunghezza dei racconti (Sezione B) non deve superare le 2 "pagine Word" (carattere 12).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1.4) Ogni opera può essere formattata nella libertà più totale, inserendo immagini, video ed altro purché siano rispettati i termini del copyright.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1.5) Eventuali scritti (o parti di essi) in lingua straniera o in dialetto dovranno essere accompagnati da una traduzione in italiano.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2) Modalità:(2.1) La partecipazione al Contest è assolutamente gratuita.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.2) Le opere in versi dovranno essere postate nella sottosezione Sezione A: Poesia all'interno della sezione Contest di Scrittura: "Cervo a Primavera". La prosa dovrà invece essere pubblicata nella sottosezione Sezione B: Narrativa, della stessa sezione.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.3) Gli utenti possono utilizzare il loro nome proprio o uno pseudonimo (un unico nome o pseudonimo nel caso di più opere dello stesso).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.4) I racconti potranno essere commentati da tutti. L'autore del racconto può rispondere ai commenti solo per dare dei chiarimenti importanti. Sarà penalizzato chi tenterà spudoratamente di "uppare" il proprio topic (o quello di terzi) con commenti e ringraziamenti inutili.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.5) Il concorso parte dalla pubblicazione del presente regolamento (se lo stai leggendo è già aperto) e termina alle ore 24.00 del 17 Maggio 2011 . Ci riserviamo di prorogare tale data in caso di eventi o situazioni particolari.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.6) Dopo la chiusura del concorso, inizierà la fase di votazione da parte di due giurie (distinte per le due sezioni), che comunicheranno l'intera classifica entro un mese dalla scadenza del Contest. I singoli voti resteranno segreti, verrà comunicato solo il punteggio finale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(2.7) I membri delle giurie non possono partecipare come autori al contest e sono i seguenti (tra parentesi lo spazio che rappresentano):Sezione A:Alan Turing (La Mala Voglia [Forum]).:LadyIce:. (Ebookingdom [Sito])La Valle dell'Eco (La Valle dell'Eco [Forum])Sezione B:K.E.R (La Mala Voglia [Forum], Mondo Parallelo [Sito][Forum][Blog])Kito (Culture Sommerse [Sito], Lettere Matte [Blog])Roberto Sonaglia (Creativity Station [Forum])&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(3) Premi:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(3.1) Per l'autore della poesia vincitrice nella Sezione A sono previsti i seguenti premi:* E-book su Ebookingdom* Poesia spostata nella sezione "Poesie Scelte" del forum La Mala Voglia* Poesia pubblicata su tutti i forum e i siti amici&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(3.2) Per l'autore del racconto vincitore nella Sezione B sono previsti i seguenti premi:* E-book su Culture Sommerse* Racconto linkato nella TagBoard del forum La Mala Voglia* Racconto pubblicato su tutti i forum e i siti amici&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(3.3) Potranno essere offerti altri premi ai vincitori e agli altri autori del Contest.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In bocca al lupo a tutti e partecipate numerosi!&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://lamalavoglia.forumfree.it/?t=54244175"&gt;http://lamalavoglia.forumfree.it/?t=54244175&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://img827.imageshack.us/img827/1970/cervoaprimavera.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-6064881582708541854?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/6064881582708541854/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/cervo-primavera.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6064881582708541854'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6064881582708541854'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/03/cervo-primavera.html' title='CERVO A PRIMAVERA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5324576752970232912</id><published>2011-02-22T15:30:00.000-08:00</published><updated>2011-02-22T15:32:09.026-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>L'UOMO CHE LASCIAVA LE DONNE</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-6MlAe8YSalU/TWRECHP8d6I/AAAAAAAAABw/USwY3svR_Xg/s1600/N3.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" j6="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-6MlAe8YSalU/TWRECHP8d6I/AAAAAAAAABw/USwY3svR_Xg/s200/N3.bmp" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;PREMIO LA LETTERA MATTA 2010, NARRATIVA&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: red; font-size: large;"&gt;L'UOMO CHE LASCIAVA LE DONNE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/l-uomo-che-lasciava-le-donne"&gt;&lt;span style="font-size: x-small;"&gt;SCARICALO GRATUITAMENTE IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Bookman Old Style'; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-font-family: 'Times New Roman'; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;"(...) Tenendo presente che Meo, da consumato nocchiero della vita, si sforzava&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;di scovare in ogni femmina che adocchiava qualcosa di speciale. Un particolare che ne riscattasse l’anonimato estetico e la rendesse appetibile ai sensi. Se questo mancava o non era così evidente, ci pensava la sua fantasia a crearlo o a metterlo in luce, trasfigurando il banale in eccentrico, il difetto in privilegio. E di tale sapienza menava vanto, piccandosi di trovare in ognuna tratti e sfumature sconosciuti finanche all’interessata". &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Bodoni MT;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Gabriele Astolfi ci sventola sotto il naso il suo racconto come un’istantanea lucida e nitida sul controverso e, come in questo caso, spietato mondo degli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Bodoni MT;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Gabriele crea Meo operando dall’interno, con dettagli inaspettati. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Bodoni MT;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;La donna di fronte a Meo è nuda, osservata con raffinata perizia. Meo le idolatra tutte, talmente tanto da non volerne scartare nessuna. Il legame per lui è un ostacolo da evitare. Ma si troverà alle prese con Lucina. Avremo per un istante l’impressione che la rinomata astuzia femminile prenderà il sopravvento, ma con un inaspettato colpo di coda Gabriele ci sorprenderà scattando a noi l’ultima istantanea, grazie al finale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Bodoni MT;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;La storia è originale: dalla prima all’ultima parola la scrittura di Gabriele vi aggancerà senza lasciarvi mai. Scrittura profonda, corposa, densa e ricca, si snoda come una sorta di fiume che scorre via ondoso e mosso, travolgente, ma senza mai straripare oltre gli argini sapientemente costruiti dal nostro Autore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Maria Papa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;&lt;span style="background-color: white; color: black;"&gt;Autrice Culture Sommerse&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right" style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;AUTORE: GABRIELE ASTOLFI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;COLLANA: NARRATIVA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;NUMERO IN COLLANA: 3&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;CATEGORIA: RACCONTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="line-height: 150%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: Bookman Old Style; line-height: 150%;"&gt;PAGINE: 17&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5324576752970232912?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5324576752970232912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/luomo-che-lasciava-le-donne.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5324576752970232912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5324576752970232912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/luomo-che-lasciava-le-donne.html' title='L&apos;UOMO CHE LASCIAVA LE DONNE'/><author><name>Culture Sommerse</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18287204574102306714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-6MlAe8YSalU/TWRECHP8d6I/AAAAAAAAABw/USwY3svR_Xg/s72-c/N3.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8837749554369642156</id><published>2011-02-21T12:22:00.000-08:00</published><updated>2011-02-21T12:22:14.489-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>L'UOMO A ROVESCIO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/440/9788806194406p.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" j6="true" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/440/9788806194406p.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;di &lt;strong&gt;Fred Vargas&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;Sono state scritte parecchie storie misteriose in cui si accavallano eventi di uomini ed &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;animali. L’uomo e la bestia si alternano in queste vicende in cui spesso predomina l’efferatezza di delitti, enigmi che sembra impossibile risolvere. È inevitabile fare riferimento ai &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Delitti della Via Morgue&lt;/i&gt; di&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Edgar Allan Poe e al &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Mastino di Baskerville&lt;/i&gt; di Conan Doyle.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;Il lupo, su cui s’imbastisce la trama del romanzo della Vargas, è una presenza dignitosa e inquietante, che comunque assume rigidi schemi di comportamento secondo l’etologo Lorenz, ed è fantasticamente introdotto nel romanzo &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Vino e pane&lt;/i&gt; di Ignazio Silone, mentre predomina in &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Zanna Bianca &lt;/i&gt;di Jack London. Il terrore per questo animale viene convogliato poi nell’immaginario popolare nella figura del lupo mannaro. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;La vicenda si svolge nel Mercantour, dove predomina il monte Saint Victor che ci ricorda la ricorrente suggestione pittorica di Paul Cézanne. Pare ci sia un lupo enorme che ha ucciso pecore e persone e continua ad uccidere. Ad investigare è, come nei libri precedenti, il Commissario Adamsberg, originario di una zona sui Pirenei, dove i lupi ci sono e si presumono. Il loro sguardo fosforescente nel buio è una visione che lo accompagna da anni e che credeva di avere dimenticato. Ed incontra ancora Camille il suo amore perduto e tante volte ritrovato. Questa volta è legata però ad un ricercatore canadese che si occupa di orsi e di lupi. Come sempre Adamsberg, con i suoi metodi empirici e deduttivi riuscirà a sbrogliare il bandolo di una matassa tinta di sangue e contraddistinta dai segni di enormi fauci.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;Fred Vargas, pseudonimo di Frederique Audouin-Rouzeau, figlia di una chimica e di un surrealista, è ricercatrice di archeozoologia specializzata in medievalistica.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;La sua maniera di ordire trame poliziesche è del tutto particolare, tanto da rasentare a volte l’assurdo.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;MARIA GIOIA MUSSO&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;AUTORE: FRED VARGAS&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;EINAUDI - EDIZ.2008&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;PREZZO: 12,50 €&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;PAGINE: 328&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt 60pt; text-align: justify;"&gt;E tu che aspetti a inviarci la tua recensione? &lt;a href="mailto:info@culturesommerse.org"&gt;info@culturesommerse.org&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8837749554369642156?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8837749554369642156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/luomo-rovescio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8837749554369642156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8837749554369642156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/luomo-rovescio.html' title='L&apos;UOMO A ROVESCIO'/><author><name>Culture Sommerse</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18287204574102306714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7039839952552010663</id><published>2011-02-21T03:19:00.000-08:00</published><updated>2011-02-21T04:24:28.767-08:00</updated><title type='text'>IL CURIOSO CASO DI MR. POLLICE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Come avrete notato, cari scrittori e cari lettori, la Redazione di Lettere Matte ha da poco inserito, sul fondo di ogni post, un gadget che permette a voi utenti di esprimere un giudizio su ogni singolo articolo (scarso, interessante, eccezionale). Lo scopo non è quello di collezionare un filotto di "eccezionale", ma quello di dar modo a chi scrive gli articoli di capire quanto è interessante quello che ha scritto e, non ultimo, di consentire a Lettere Matte di indirizzarsi sugli argomenti che interessano di più voi utenti. Per intenderci, un sacrosanto "scarso" su un post sgrammaticato, non inerente la cultura e l'attualità ci sta tutto e ben venga. Scrivo questo perchè questa mattina, più o meno in concomitanza con l'uscita dei risultati definitivi della sezione poesia (guarda un po'!), nel giro di cinque minuti Mr. Pollice ha bollato come "scarso" una mezza dozzina di post. In una manciata di secondi, il signorino, ha letto tutta quella roba (tra cui il libro di Marco Bruschi di 128 pagine e le 11 pagine dell'ebook del nostro kito "Come si fa una recensione") e ha deciso che non valessero un bel niente. L'unico post in home page che non è stato - per il momento - decretato scarso da costui è quello coi vincitori della sezione POESIA. O meglio, in un primo momento anche quello è stato dichiarato "scarso" (ero collegata e stavo tenendo d'occhio la cosa), ma poi, forse perchè "troppo sgamabile", Mr. Pollice è tornato sui suoi passi: ora il post coi vincitori della poesia non è più "scarso". Invece quello coi dati della NARRATIVA è scarso, sì, perchè lui ha in tutta evidenza letto le 10 opere che hanno vinto. Anche se nessuna di queste figura ancora nel catalogo di Culture Sommerse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari utenti, il tipo di scrittore che né Lettere Matte né Culture Sommerse vuole è proprio questo: un tiponzolo convinto di avere subito un'ingiustizia non vincendo un concorso, senza per altro aver letto le opere che si sono piazzate prima della sua in classifica. Lo scrittore che non vogliamo è esattamente questo, un bambino presuntuoso e acritico, irrispettoso del lavoro altrui (della Redazione, degli altri autori, dei nostri lettori) e incapace di fare squadra e di ammettere i propri limiti al fine di migliorare nello scrivere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sebbene questa cosa risulti fastidiosa (e sebbene abbia visto l'IP di Mr. Pollice - dal momento che, come detto, ero on line mentre lui e il suo ditino si davano da fare), non ho intenzione di proporre alcun provvedimento alla Redazione... la speranza è che Mr.Pollice cresca un pochino e diventi uno scrittore per davvero. Dopo tutto ci ha dato modo di parlare della nuova funzione installata sul blog, così gli altri 2-300 utenti che ci seguono tutti i giorni (che, in tutta evidenza, non ritengono acriticamente scarsi tutti i contenuti che proponiamo) sapranno che esiste.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Mirella Severini.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7039839952552010663?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7039839952552010663/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-curioso-caso-di-mr-pollice.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7039839952552010663'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7039839952552010663'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-curioso-caso-di-mr-pollice.html' title='IL CURIOSO CASO DI MR. POLLICE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-223997368420799408</id><published>2011-02-20T03:16:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T13:04:05.697-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>2° CONTEST "LA LETTERA MATTA": RISULTATI FINALI (POESIA)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo i risulati per la sezione narrativa, ecco quelli per la poesia. Complimenti a chi ha vinto, a chi c'è andato vicino e a chi, pur non ottenendo risultati di rilievo, ha voluto mettersi alla prova. Non indugiamo oltre e vediamo come sono andate le cose:&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;10° ORSACCHIOTTI&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Alessio Casari&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;9° I VIAGGIATORI DEL LABIRINTO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Monica Balestrero&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#003333;"&gt;8° CAMBIO DI STAGIONE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Davide Duma&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000066;"&gt;7° LA VERITA' NUDA E CRUDA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Raffaele Castelli Cornacchia&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#000099;"&gt;6° URTO &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Laura Tramonto&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#330099;"&gt;5° RIVINCITA DEI SENTIMENTI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Paolo Sangiovanni&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;4° SPAGHETTI OLIO, AGLIO E POESIA&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Ludovica Mazzuccato&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#6666cc;"&gt;&lt;strong&gt;3° SENZA TITOLO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Elena Piccinini&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#3366ff;"&gt;2° AMOREMENTE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Paola Vailati&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#33ccff;"&gt;&lt;strong&gt;1° SENSO, CONSENSO E DISSENSO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Piero Saguatti&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le redazioni di Culture Sommerse e di Lettere Matte rinnovano i loro ringraziamenti a:&lt;br /&gt;tutti i partecipanti al contest;&lt;br /&gt;tutti coloro che si sono resi disponibili a valutare il materiale pervenuto (Anna Maria Locatelli, Lucia Cotrone, Gabriele Ansaloni, Maria Giulia Giulianelli, Simone Gentile, Alberto Marsili, Marco Toccacieli, Giulia Abbadia, Mirella Severini, Donatella Righi);&lt;br /&gt;tutti i siti che hanno parlato del contest o comunque gli hanno dato visibilità.&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;Nei prossimi giorni la Redazione di Culture Sommerse contatterà il vincitore (ed eventualmente altri autori meritevoli) per l'inserimento dell'opera nel catalogo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;AL PROSSIMO CONTEST, SCRITTORI!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-223997368420799408?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/223997368420799408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/223997368420799408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/2-contest-la-lettera-matta-risultati_20.html' title='2° CONTEST &quot;LA LETTERA MATTA&quot;: RISULTATI FINALI (POESIA)'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1909048697624865632</id><published>2011-02-18T12:43:00.000-08:00</published><updated>2011-02-18T12:51:14.927-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>COME SI FA UNA RECENSIONE?</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EarVJCvESao/TV7aidbCuBI/AAAAAAAAALg/GGLJvYMp9yI/s1600/s2%2Bbis.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5575133674279712786" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-EarVJCvESao/TV7aidbCuBI/AAAAAAAAALg/GGLJvYMp9yI/s200/s2%2Bbis.bmp" /&gt;&lt;/a&gt; DALL'AUTORE DE&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;"SCRIVERE! PICCOLO MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA"&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff0000;"&gt;COME SI FA UNA RECENSIONE?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="https://sites.google.com/a/culturesommerse.org/www/CATALOGO/come-si-fa-una-recensione"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;SCARICALO GRATUITAMENTE IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lo scopo di questa azione (recensire) non è solo informare l’interlocutore, ma anche creare interesse e curiosità. Il termine “recensione” arriva dal latino e significa “riflettere”. Ecco, è qui che sta il bello del recensire: chi è in grado di far riflettere gli altri ha un dono enorme. (...) Tutti fanno recensioni, ma pochi riescono a incuriosirci, perché? Perché recensire non è solo parlare a proposito di qualcosa, non è far sciamare idee, vocaboli e ricordi confusi fuori dalle labbra, ma comunicare in modo ordinato avendo idea di ciò che si dice." &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTORE: MARCO TOCCACIELI&lt;br /&gt;COLLANA: SAGGI E MANUALI&lt;br /&gt;NUMERO IN COLLANA: 2&lt;br /&gt;CATEGORIA: EDITORIA E SCRITTURA&lt;br /&gt;PAGINE: 11&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1909048697624865632?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1909048697624865632/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/come-si-fa-una-recensione.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1909048697624865632'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1909048697624865632'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/come-si-fa-una-recensione.html' title='COME SI FA UNA RECENSIONE?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EarVJCvESao/TV7aidbCuBI/AAAAAAAAALg/GGLJvYMp9yI/s72-c/s2%2Bbis.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-575751844628231286</id><published>2011-02-16T05:23:00.000-08:00</published><updated>2011-02-16T05:27:53.738-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>I LIBRI COSTANO TROPPO... POCO.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Eccolo che ritorna, il luogo comune: “i libri costano troppo”. L’ho appena letto su uno spazio web dedicato ad aspiranti scrittori. E il sangue da libraio attacca a bollirmi sotto pelle. E’ mai possibile che ancora aspiranti scrittori che dovrebbero saperne a bizzeffe su come funziona il mercato del libro se ne escano con ‘ste frasi fatte, ficcate lì tanto per? Il libro, cari miei, non costa affatto un’esagerazione.&lt;br /&gt;Casualmente mi capita sotto mano “In fondo alla palude” di Joe R. Lansdale. Un gran bel libro, tra l’altro. Costa 9,90 €. L’ho letto due volte, l’ho prestato ad altre quattro o cinque persone e se avessi voglia di andarmelo a rileggere non mi direbbe di no. Lo stesso discorso vale per “Espiazione” di Ian McEwan: 12-13 euro mi hanno dato diritto a un meraviglioso viaggio di una decina di ore, solo io e una storia meravigliosa. E pensare che la versione cinematografica mi è venuta a costare 7 € per due ore scarse. Ho provato a prestare il biglietto ai miei amici, ma il controllore ha detto che voleva sette euro a testa pure da loro.&lt;br /&gt;Il fatto è uno: il libro può essere una porcheria che invade lo scaffale, e allora anche un euro speso è un euro di troppo; oppure può essere qualcosa di importante, un’opera di genio o una finestra sul sapere, una chiave di accesso alla cultura. In quest’ultimo caso ogni individuo dotato di un minimo di amor proprio dovrebbe essere ben contento di migliorare il proprio essere in cambio di un paio di banconote. La questione, però, è che l’essere ha perso gran parte del suo peso a favore dell’avere, dell’apparire. E allora ci si lamenta del buon Joyce, che per averlo in versione tascabile tocca cacciare fuori la "bellezza" di 8 euro, tralasciando invece la spesa folle fatta da D&amp;amp;G.&lt;br /&gt;Con il "costosissimo" libro, amici miei, ci si campa a stento. Le librerie ci ricavano un 30-40% del prezzo di copertina (uno dei ricarichi più bassi del commercio a fronte di un investimento notevolissimo), i distributori un 20% (ma devono pagare magazzinieri, affitti per strutture, promotori editoriali, bollette, attrezzature e stipendi), gli autori circa il 10%, l’editore un "lussuosissimo" 5% che deve reinvestire quasi per intero sul prossimo libro che pubblicherà... il resto sono spese di stampa e promozione. Gran bel business, no?&lt;br /&gt;E ancora, sugli sconti della grande distribuzione: chi ama i libri non se li prende al supermercato, anche se costano meno. Se all’inizio del percorso la Grande Distribuzione era, per chi vive di libri, una soluzione per allargare un mercato fin troppo ristretto, ora si sta cominciando a capire il danno provocato da queste strutture: il libro non è visto come un contenitore di bellezza o di sapere, ma esclusivamente come un prodotto di mercato (comprati il libro e, visto che ci sei, anche una carrellata di olio d’oliva); gli sconti fatti dai grandi editori (in considerazione della quantità ordinata) non permette ai piccoli di competere in alcun modo, e questo non favorisce il progredire delle idee (sono sempre gli stessi a decidere cosa dobbiamo acquistare); le rese spaventose che si stanno verificando fanno barcollare chi nei libri ha investito una vita.&lt;br /&gt;Ancora convinto che il libro abbia un costo eccessivo? Onestamente, spero di no.&lt;br /&gt;Il libro è un oggetto nobile e prezioso, non paragoniamolo a un barattolo di passata di pomodoro. Grazie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Marco Toccacieli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-575751844628231286?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/575751844628231286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/i-libri-costano-troppo-poco.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/575751844628231286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/575751844628231286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/i-libri-costano-troppo-poco.html' title='I LIBRI COSTANO TROPPO... POCO.'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3438218359161604045</id><published>2011-02-15T07:12:00.000-08:00</published><updated>2011-02-23T13:02:06.469-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>2° CONTEST "LA LETTERA MATTA": RISULTATI FINALI (NARRATIVA)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ci siamo, cari scrittori. Ecco i vincitori, in ordine di piazzamento, del 2° contest letterario "La Lettera Matta" per ciò che riguarda la sezione NARRATIVA. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;10° L'AMORE AI TEMPI DELL'URANIO&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Giuseppe Felice Cassatella&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;9° MANUELA SENZA LA E&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Maria Falchi&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#333333;"&gt;8° LA SCONOSCIUTA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Manuela Caracciolo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#660000;"&gt;7° LUCIFERO &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Elisa Rolfo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;6° ASPETTO UN BIMBO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Massimiliano Campo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;&lt;strong&gt;5° OGGI E' PRIMAVERA&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Giorgio Simoni&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;4° FIORELLINO DI MAGGIO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Giovanni Fusco&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#ff6666;"&gt;&lt;strong&gt;3° NESSUN CODICE PER CHARLIE PARKER&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Edoardo Passone&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff6600;"&gt;2° OSCAR&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Stefano Marino&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#ff0000;"&gt;&lt;strong&gt;1° L'UOMO CHE LASCIAVA LE DONNE&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di Gabriele Astolfi&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le redazioni di Culture Sommerse e di Lettere Matte ringraziano:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;tutti i partecipanti al contest;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;tutti coloro che si sono resi disponibili a valutare il materiale pervenuto (Anna Maria Locatelli, Lucia Cotrone, Gabriele Ansaloni, Maria Giulia Giulianelli, Simone Gentile, Alberto Marsili, Marco Toccacieli, Giulia Abbadia, Mirella Severini, Donatella Righi);&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;tutti i siti che hanno parlato del contest o comunque gli hanno dato visibilità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nei prossimi giorni la Redazione di Culture Sommerse contatterà il vincitore (ed eventualmente altri autori meritevoli) per l'inserimento dell'opera nel catalogo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;A BREVE USCIRANNO ANCHE I RISULTATI PER LA SEZIONE &lt;strong&gt;POESIA&lt;/strong&gt;, CONTINUATE A SEGUIRCI!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3438218359161604045?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3438218359161604045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3438218359161604045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/2-contest-la-lettera-matta-risultati.html' title='2° CONTEST &quot;LA LETTERA MATTA&quot;: RISULTATI FINALI (NARRATIVA)'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5983752862578050363</id><published>2011-02-14T14:00:00.000-08:00</published><updated>2011-02-14T14:13:39.292-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>IL VERO CUORE DELL'ITALIA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ho aspettato molto prima di scrivere questo post perchè ho avuto bisogno di chiarirmi un po' le idee. L'argomento è quello che è successo in FIAT, tutti ne hanno parlato: Marchionne, che della FIAT è amministratore delegato, ha imposto, prendere o lasciare, un contratto nuovo alla maggior parte degli stabilimenti in Italia, compreso quello più importante, Mirafiori. Non uno qualunque, quello di Torino. L'intera classe dirigente del paese ha messo sulle spalle dei 5000 e rotti dipendenti dello stabilimento la responsabilità di decidere il futuro stesso delle relazioni industriali, sapendo che, con il rischio di perdere il lavoro, avrebbero accettato quello che gli è stato imposto. La responsabilità, in realtà, sarebbe tutta della politica e delle forze sociali, ma nessuno (tranne la FIOM e pochissimi politici) si è fatto sentire o ha preso posizioni a riguardo per non dover poi giustificare di essere, alla fine di tutto, dalla parte sbagliata, dalla parte di chi ha perso. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da eterno realista ho pensato, fino allo svolgersi delle votazioni sull'accettazione del nuovo contratto, che quei dipendenti fra prendersi sulle spalle questa grande responsabilità e il proprio posto di lavoro avrebbero scelto, giustamente, quest'ultimo. So cosa vuol dire lavorare in fabbrica, l'ho fatto per anni in un'azienda metalmeccanica in linea su tre turni. So cosa vuol dire avere i minuti contati per andare a pisciare e so cosa vuol dire lavorare la notte. Però, anche a queste condizioni pensavo che i Sì a quell'accordo sarebbero stati la stragrande maggioranza. Sta di fatto che quelle operaie e quegli operai hanno deciso diversamente. Hanno deciso che qualcuno quella responsabilità se la doveva pur prendere e hanno scelto di essere forti e maturi per farlo loro stessi. L'hanno fatto eroicamente, contro tutti, e i NO sono stati tantissimi (sulle linee la maggioranza). Ho provato per loro, per quel loro gesto di orgoglio un amore profondo. Ho sentito una gran voglia di abbracciarli, uno per uno ,tutti, anche quelli che hanno votato SI. Ho sentito che intorno a loro si può ricreare quel poco di condivisione civile che possa risollevare le sorti di questo nostro povero e bistrattato paese. Ho sentito, perchè lo provo ogni giorno anche io sulla mia pelle, che è nei luoghi dove il pane si suda davvero che batte il vero cuore dell'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Leonardo Pagliazzi&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;www.leonardopagliazzi.blogspot.com&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5983752862578050363?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5983752862578050363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-vero-cuore-dellitalia.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5983752862578050363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5983752862578050363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-vero-cuore-dellitalia.html' title='IL VERO CUORE DELL&apos;ITALIA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4553237058071802100</id><published>2011-02-12T03:19:00.000-08:00</published><updated>2011-02-12T03:44:47.632-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>ANDIAMO A VEDERE LE API</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Gqo_PSWnnOg/TVZtMPsfqoI/AAAAAAAAALY/K42qR7VBOp8/s1600/Andiamo%252520a%252520vedere%252520le%252520api2%255B1%255D.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 148px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5572761646056581762" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-Gqo_PSWnnOg/TVZtMPsfqoI/AAAAAAAAALY/K42qR7VBOp8/s200/Andiamo%252520a%252520vedere%252520le%252520api2%255B1%255D.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Di &lt;strong&gt;Marco Bruschi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Andiamo a vedere le api, e già nel titolo c’è tutta la forza di un invito a conoscere e conoscersi, attraverso chi è altro da noi.&lt;br /&gt;Andiamo a vedere chi siamo, da dove veniamo, la nostra storia fatta di mille storie, di altri prima di noi.&lt;br /&gt;Edo ha tante domande che gli ronzano in testa e lo spingono a inforcare la sua bici e a pedalare veloce verso risposte scomode, più grandi di lui. Per ricucire lo strappo che ci tiene lontani da coloro che ci appartengono dobbiamo conoscerli fino in fondo, sapere chi erano.&lt;br /&gt;Edo vuole sapere la verità e dopo quell’afosa estate, fatta di giochi crudeli tra bambini e pomeriggi troppo lunghi, niente sarà più come prima.&lt;br /&gt;In queste riflessioni, lontane dalla spensieratezza dei ragazzini, fa capolino una coscienza adulta, che già sa come stanno le cose, ma ha bisogno di andare a ritroso per fare ordine e capire davvero chi gli sta intorno.&lt;br /&gt;Andiamo a vedere.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Autore: Marco Bruschi&lt;br /&gt;Editore: Memoranda Edizioni&lt;br /&gt;Anno pubblicazione: Gennaio 2011&lt;br /&gt;Numero di pagine: 128&lt;br /&gt;ISBN: 88-7725-015-1&lt;br /&gt;PER SAPERNE DI PIU' VISITA &lt;a href="http://andiamoavedereleapi.tumblr.com/"&gt;QUESTA PAGINA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Serena Basteri&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;---&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con un po' di emozione e un pizzico di orgoglio, la Redazione ricorda che Marco Bruschi è il vincitore del contest "Scrittori per Talitha" (indetto da Lettere Matte lo scorso anno) con il racconto "Tutta quella storia". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Complimentissimi, Marco!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4553237058071802100?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4553237058071802100/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/andiamo-vedere-le-api.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4553237058071802100'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4553237058071802100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/andiamo-vedere-le-api.html' title='ANDIAMO A VEDERE LE API'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Gqo_PSWnnOg/TVZtMPsfqoI/AAAAAAAAALY/K42qR7VBOp8/s72-c/Andiamo%252520a%252520vedere%252520le%252520api2%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5654151957901177005</id><published>2011-02-10T00:51:00.000-08:00</published><updated>2011-02-10T00:56:08.185-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>DISPOSTE A TUTTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cINTGJt9GHU/TVOnWJUZZVI/AAAAAAAAALQ/GgQESnzfFqo/s1600/DSCI0438%255B1%255D.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 150px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571981162887865682" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/-cINTGJt9GHU/TVOnWJUZZVI/AAAAAAAAALQ/GgQESnzfFqo/s200/DSCI0438%255B1%255D.JPG" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;DISPOSTE A TUTTO&lt;/strong&gt; di Cinzia Berni e Guido Polito Regia- Walter Croce Con: Marta Zoffoli, Cinzia Berni, Mauro Serio, Loredana Piedimonte, Emiliano De Martino Teatro de' Servi (Roma) 25 gennaio-13 febbraio 2011 Via del Mortaro 22 &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.teatroservi.it/"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;http://www.teatroservi.it/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;div align="justify"&gt;-&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso» così scriveva Guy Debord nel 1967. Ed è proprio questo che fuoriesce dalla commedia “Disposte a tutto”, frutto dell’ingegno di Cinzia Berni e Guido Polito. La scena si svolge interamente nello studio televisivo della trasmissione “Abbandonati” condotta da Simona Sarno (Marta Zoffoli), una presentatrice «odiosa» e sprezzante. “Abbandonati”, in onda su Ciber tv, è una trasmissione che dà voce alle disgrazie della gente “comune” e fa leva sulle lacrime degli spettatori per aumentare lo share. Ma cosa accade se al posto dell’ospite previsto arriva una brillante attrice di teatro che non ha niente di drammatico da raccontare? Infatti, a causa di un’omonimia, il maldestro neo-redattore Spazzola (Emiliano De Martino) confonde le schede e, invece di Anna Fatebenefratelli, arriva in studio Anna Guarneschi (Cinzia Berni). Scoperto l’equivoco, Simona va su tutte le furie ma, la diretta incombe, e il direttore di rete Paolo (Mauro Serio) convince Simona a intervistare l’elegante attrice arrivata in studio per errore. A calmare la presentatrice iena interviene anche l’amica/nemica truccatrice, Carla (Loredana Piedimonte), che oltre ad essere la sua truccatrice personale, le fa anche da cartomante leggendole i tarocchi. Simona è, infatti, molto turbata perché il programma sta perdendo ascolti e rischia di chiudere. Inoltre, Paolo direttore di rete e suo amante non solo sta per avere un figlio da sua moglie, ma sembra anche avere altre relazioni extraconiugali. Tra confidenze, urla e imprevisti vari sopraggiunge la diretta. L’ospite è quindi costretta a improvvisare una storia drammatica che in realtà coincide quasi perfettamente con la vita privata della presentatrice. Inizia così un faccia a faccia tragicomico e pieno di gag esilaranti tra queste due donne, entrambe protagoniste e vittime dello “star system”. I ruoli dunque si ribaltano, e le due donne si sfideranno a colpi di slogan: ”Abbandonati, non guardate alle vostre spalle... il futuro è davanti a voi!” Per sapere chi delle due avrà la meglio, non vi resta che andare a teatro e godervi lo spettacolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Disposte a tutto” è una commedia originale e ben strutturata. I personaggi sono finemente curati anche esteticamente. Da notare ad esempio il rossetto (portafortuna) “rosso giungla della California” che sfoggia Simona Sarno. A rendere poi ancora più frizzante l’atmosfera c’è anche la grappa che le due donne bevono per “calmarsi”, durante il faccia a faccia, al posto della solita acqua. Gli attori sono tutti ben calati nella parte, la Zoffoli è veramente straordinaria nel cambiare registro espressivo e vocale da un momento all’altro. Cinzia Berni ci regala uscite teatrali perfette passando anche lei, all’occorrenza, da un registro espressivo ad un altro. Mauro Serio impersona con abilità l’uomo donnaiolo che “parla” anche con le sole espressioni facciali. Non meno importanti sono le presenze di Emiliano De Martino ingenuo ragazzo tuttofare, e quella di Loredana Piedimonte truccatrice personale della Sarno, ma amica un po’ di tutti che si lascia andare un po’ troppo… ma poi realmente pentita. La magia di questa commedia è che oltre a ridere di gusto, il pubblico è messo di fronte ai difetti della televisione odierna che privilegia oltre misura i programmi cosiddetti spazzatura. E, metaforicamente mette in scena anche il conflitto tra teatro e televisione. Un conflitto da sempre impari che relega spesso gli attori di teatro ai margini, preferendo quelli della tv che occupano le pagine delle riviste patinate. Lo spettacolo è godibile quindi sotto tutti i punti di vista, e il tempo passa così velocemente che lo spettatore neppure se ne accorge.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giulia Eleonora Zeno&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5654151957901177005?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5654151957901177005/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/disposte-tutto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5654151957901177005'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5654151957901177005'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/disposte-tutto.html' title='DISPOSTE A TUTTO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cINTGJt9GHU/TVOnWJUZZVI/AAAAAAAAALQ/GgQESnzfFqo/s72-c/DSCI0438%255B1%255D.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-315570174432093930</id><published>2011-02-09T01:53:00.000-08:00</published><updated>2011-02-09T01:59:39.369-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>SERA D'ESTATE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TVJks_5P4nI/AAAAAAAAALI/dLDajmyV9I0/s1600/N2.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 142px; FLOAT: left; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5571626413239296626" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TVJks_5P4nI/AAAAAAAAALI/dLDajmyV9I0/s200/N2.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;E' arrivato SERA D'ESTATE di Niva Ragazzi, racconto vincitore del primo contest "La Lettera Matta" (edizione 2009).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/sera-d-estate"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;SCARICALO GRATUITAMENTE IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;    &lt;br /&gt; "Mi giro furibondo per cercare uno scopino e un pezzo di giornale con cui avvolgere l'occhio di pesce. E quando ritorno al lavandino, che ora borbotta con suoni gutturali, mi dico che da un momento all'altro mi aspetto di veder spuntare anche le lische, dal buco di scarico. E invece è un altro occhio, a venirne fuori".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;AUTORE: Niva Ragazzi&lt;br /&gt;NUMERO IN COLLANA: 2&lt;br /&gt;COLLANA: Narrativa&lt;br /&gt;PAGINE: 10&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-315570174432093930?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/315570174432093930/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/sera-destate.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/315570174432093930'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/315570174432093930'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/sera-destate.html' title='SERA D&apos;ESTATE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TVJks_5P4nI/AAAAAAAAALI/dLDajmyV9I0/s72-c/N2.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3686694576316343191</id><published>2011-02-05T14:29:00.000-08:00</published><updated>2011-02-05T15:21:33.113-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>IL LIBRO SALVATO DA... UN POST-IT?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3247/3080709700_08279b3a8b_m.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 240px; FLOAT: left; HEIGHT: 167px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://farm4.static.flickr.com/3247/3080709700_08279b3a8b_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Singolare iniziativa presa dai librai della libreria Coop di Pesaro: altro che "non si può sfogliare", "vietato toccare" e compagnia bella... qui i clienti sono autorizzati, anzi incitati, ad appiccicare foglietti volanti - post-it - sui libri. No, i signori librai non sono impazziti, tutt'altro. Il fatto è che il ciclo vitale del libro si è ridotto incredibilmente: ogni giorno escono novità editoriali che reclamano spazio, spazio che non c'è. E allora accade che libri ancora freschi di stampa, ex-novità con poche settimane di vita che hanno avuto la sfortuna di non essere stati comperati in quantità nell'immediato, devono cedere il posto a uscite appena più recenti. Questi libri meritano davvero la resa? In mezzo a tante novità inutili è possibile che ci sia un libro magnifico che nessuno ha scoperto? Questo si chiedono i ragazzi della libreria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I libri, per vivere, hanno bisogno di essere comunicati, amati e riraccontati. Il significato del post-it è proprio questo. I lettori, con un breve commento, possono consigliare altri lettori e salvare un libro dalla morte dentro lo scaffale o, peggio, dalla resa. Chi vuole può consegnare già da ora il proprio post-it passando in libreria (e presto potrà inviarlo anche via mail o, quando sarà pronto, attraverso il blog che stanno creando i librai per questa singolare iniziativa). Vi terremo aggiornati!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per approfondire l'argomento sulla brevità del ciclo vitale del libro vi rimandiamo all'articolo di Loredana Lipperini &lt;a href="http://leggesulprezzodellibro.wordpress.com/2011/01/15/pronti-alla-resa/"&gt;"Pronti alla Resa".&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;L'immagine in questo post è sotto licenza CC- attribution 2.5&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://flickrcc.bluemountains.net/flickrCC/index.php?terms=post-it&amp;amp;page=14&amp;amp;edit=yes&amp;amp;com=no"&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;font-size:78%;"&gt;http://flickrcc.bluemountains.net/flickrCC/index.php?terms=post-it&amp;amp;page=14&amp;amp;edit=yes&amp;amp;com=no&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3686694576316343191?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/3686694576316343191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-libro-salvato-da-un-post-it.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3686694576316343191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3686694576316343191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/il-libro-salvato-da-un-post-it.html' title='IL LIBRO SALVATO DA... UN POST-IT?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3247/3080709700_08279b3a8b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4259093337470529161</id><published>2011-02-03T11:48:00.000-08:00</published><updated>2011-02-03T12:00:20.989-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>CUORI SPEZZATI, OVVERO I MIEI UNDICI OMICIDI</title><content type='html'>&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/395/9788876413957p.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 80px; FLOAT: left; HEIGHT: 124px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/395/9788876413957p.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; Di &lt;strong&gt;Milena Moser&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Spiazzante e destrutturante, la storia insolita di una donna che fin dall’infanzia più tenera si qualifica come “assassina”.&lt;br /&gt;Assistiamo per capitoli al progredire nella vita di questa bambina, prima adolescente chiusa e disperatamente infelice, in seguito la vediamo crescere donna dalla personalità atipica, senza amici e senza affetti, alla ricerca di amori vari, nonostante i numerosi fallimenti e abbandoni. La seguiamo nei suoi vagabondaggi tristi e solitari, fino ad approdare insieme a lei sul lettino di un analista che, unico fra tutte le persone che l’hanno incontrata, ha svelato i suoi precedenti.&lt;br /&gt;Non è il caso qui di raccontare dettagliatamente i famosi “Undici omicidi” che ritmano gli undici capitoli della sua storia, raccontata con freddezza quasi chirurgica, uno stile affascinante e spezzato che ricorda a tratti l’esaltante prosa-poesia di Hertha Muller (Il paese dalle prugne verdi – Premio Nobel per la letteratura 2009), un’altra grande scrittrice che vive, come lei, in modo dissociato. Ho trovato molto interessante la soluzione adottata dall’autrice di intervallare i capitoli a lei relativi con altri capitoli in cui si raccontano storie di donne, tutte rigorosamente in prima persona.&lt;br /&gt;Naturalmente, anche qui si tratta di donne particolari, donne che vengono definite “strane”, donne che la gente a volte non vede neppure, anonime, sole, e tutte, disperatamente affamate d’amore: amore riconoscimento, amore accettazione, amore presenza.&lt;br /&gt;Non è una lettura affascinante, è sicuramente impegnativa, lo stile può apparire a volte falsamente “sciatto” e facile, ma non è così: è doloroso e asciutto come un paio di occhi che hanno pianto molto e non hanno più lacrime, uno sguardo disperatamente senza illusioni.&lt;br /&gt;Due parole sull’autrice: Milena Moser è una scrittrice molto giovane, pensate che è del 1963, è nata in Svizzera ma vive negli Usa; è molto conosciuta e apprezzata nei paesi di lingua tedesca, mentre da noi in Italia ha pubblicato presso le Edizioni e/o solamente un paio di altri titoli, tra i quali “L’Isola delle cameriere”, che non consiglio assolutamente.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Niva Ragazzi&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;AUTORE: MILENA MOSER&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;EDIZIONI E/O&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PREZZO: 11,36 €&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ANNO DI PUBBLICAZIONE: 1999&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PAGG: 160&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4259093337470529161?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4259093337470529161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/cuori-spezzati-ovvero-i-miei-undici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4259093337470529161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4259093337470529161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/cuori-spezzati-ovvero-i-miei-undici.html' title='CUORI SPEZZATI, OVVERO I MIEI UNDICI OMICIDI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-968548099456440479</id><published>2011-02-01T14:26:00.000-08:00</published><updated>2011-02-02T03:20:49.902-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>"LA LETTERA MATTA" 2^ EDIZIONE: I FINALISTI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TUiJEOO-3XI/AAAAAAAAAK0/aDpQu_z-ptY/s1600/la%2Blettera%2Bmatta.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; FLOAT: left; HEIGHT: 128px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5568851644877036914" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TUiJEOO-3XI/AAAAAAAAAK0/aDpQu_z-ptY/s200/la%2Blettera%2Bmatta.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;Cominciamo col dirvi, cari scrittori, che anche quest'anno abbiamo avuto un numero incredibile di iscrizioni: i partecipanti a questa edizione sono stati ben 189. Ogni elaborato è stato valutato da due redattori di Culture Sommerse e i trenta che, per ogni sezione, hanno ottenuto i punteggi più alti sono stati inseriti nella lista dei finalisti. In seguito, tali testi, verranno inviati ad almeno tre membri del Comitato Di Lettura per una nuova valutazione, quella finale.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questa fase i testi sono stati valutati da due tra: Mirella Severini, Marco Toccacieli, Donatella Righi, Giulia Abbadia.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Complimenti ai magnifici 30 e una pacca sulla spalla a chi è stato escluso, andrà meglio la prossima!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;POESIA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1- EMOZIONI IN VERSI, COSTANTINO POSA&lt;br /&gt;2- ORSACCHIOTTI, ALESSIO CASARI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;3- SULLE ALI DEL TEMPO, ANGELO BARRECA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;4- SENTIMENTI, SILVIA MENTASTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;5- SENZA TITOLO, ELENA PICCININI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;6- URTO, LAURA TRAMONTO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;7- SENZA TITOLO, LAURA SENSOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;8- LA VERITA' NUDA E CRUDA, RAFFAELE CASTELLI CORNACCHIA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;9- NUOVI VERSI, MARCO PETRUZZELLA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;10- SENZA TITOLO, SALVATORE D'APRANO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;11- SENZA TITOLO, MARIA CRISTINA BIASOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;12- CAMBIO DI STAGIONE, DAVIDE DUMA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;13- I VIAGGIATORI DEL LABIRINTO, MONICA BALESTRERO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;14- IL PIU' BEL FIORE. DANIELA SIAS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;15- MACCHIE DI COLORE, FRANCESCO DI RUGGIERO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;16- LAMINA, CLAUDIO SALVAGO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;17- DIECI POESIE MIE, GIUSEPPE BUDETTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;18- LA NEVE, FEDERIGO ZENO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;19- SENSO, CONSENSO E DISSENSO, PIERO SAGUATTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;20- BONSAI, LUCA BRESCIANI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;21- AMOREMENTE, PAOLA VAILATI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;22- DIECI POESIE DI ODIO, ANDREA DONAERA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;23- NEL MOMENTO, MARINA BISOGNO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;24- RIVINCITA DEI SENTIMENTI, PAOLO SANGIOVANNI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;25- CADUTA LIBERA NELLA DIMENSIONE ALTRA, VINCENZO BOELLIS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;26- EVANESCENZE E ALCHIMIE DELL'ANIMA, DONATO LADIK&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;27- UOMO, FEDERICA VOLPE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;28- I MARITTIMI, ALESSIA ARNESANO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;29- SPAGHETTI OLIO AGLIO E POESIA, LUDOVICA MAZZUCCATO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;30- LE STAGIONI, NANNI MALPICA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#ff0000;"&gt;NARRATIVA&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1- DOLCI VELENI OFFERTI DALL'ORCHESTRA, GIADA CATTANEO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;2- PAZZO PER ASSUNTINA, LUCA PALUMBO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;3- SCAMBIO DI RUOLI, JACOPO CARTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;4- LETTERA AL NAZARENO, CINZIA BALDINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;5- MANUELA SENZA LA E, MARIA FALCHI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;6- LA SCONOSCIUTA, MANUELA CARACCIOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;7- FIORELLINO DI MAGGIO, GIOVANNI FUSCO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;8- UN NUOVO MITO, GIOVANNI COMI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;9- OSCAR, STEFANO MARINO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;10- OGGI E' PRIMAVERA, GIORGIO SIMONI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;11-ALICE NEL PAESE DEI MUTANTI, MARIA GIOIA MUSSO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;12- L'AMORE AI TEMPI DELL'URANIO, GIUSEPPE FELICE CASSATELLA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;13- L'UOMO CHE LASCIAVA LE DONNE, GABRIELE ASTOLFI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;14- SCACCO AL RE, TINA CARAMANICO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;15- LUCIFERO, ELISA ROLFO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;16- GLI ASSI CARTESIANI DELL'ALFABETO DI UN ISTANTE, MARIA BAGGI NECCHI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;17- RIMPATRIATA, LORENA LUSETTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;18- NESSUN CODICE PER CHARLIE PARKER, EDOARDO PASSONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;19- ASPETTO UN BIMBO, MASSIMILIANO CAMPO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;20- LA SCALA DI CARTA, PIETRO RAINERO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;21- DUE CILIEGIE, GIANLUIGI NARDO &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;22- ESAME DI STATO, DARIO GHIRINGHELLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;23- MARTA DA LEGARE, PATRIZIA BIRTOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;24- VERDETTO FINALE, ALESSIA PALAZZOLI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;25- E SE MANCA LA R, MIRIAM DE MICHELIS&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;26- L'INNOCENZA SULLE GOTE TUE, ALESSANDRO DAL CIN&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;27- SCUOLA DI SOPRAVVIVENZA, GUERINO PAOLINI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;28- IL VECCHIO E LA SOGNATRICE, ROSSELLA RAPA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;29- L'UOMO SBAGLIATO, LUDOVICO BRUNO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;30- QUELLA STRANA COPPIA, ALESSIA PIEMONTE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ora i lavori passeranno, anzi, in buona parte sono già passati nelle mani del nostro Comitato Di Lettura. Ogni elaborato verrà valutato da tre membri tra: Anna Maria Locatelli, Lucia Cotrone, Gabriele Ansaloni, Maria Giulia Giulianelli, Simone Gentili, Alberto Marsili. I risultati finali saranno disponibili su LETTERE MATTE entro la fine del mese di febbraio 2011.&lt;/div&gt;&lt;p align="justify"&gt;Accettando il regolamento, in particolare i punti 10 e 11 del BANDO, avete dato il consenso, qualora i vosti lavori vengano eletti a vincitori del contest, affinchè gli stessi vengano trasformati in e-book e successivamente promossi e distribuiti da Culture Sommerse. Tuttavia, se dalla data di invio ad oggi, si fossero venute a creare delle condizioni (se ad esempio il vostro lavoro è stato pubblicato) per cui volete ritirare il vostro scritto dal contest, potete farlo entro e non oltre il 9 febbraio 2011 inviandoci comunicazione scritta a &lt;a href="mailto:info@culturesommerse.org"&gt;info@culturesommerse.org&lt;/a&gt; . &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Grazie a chi ha inviato e a chi ha valutato/valuterà le opere.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Le Redazioni di Lettere Matte e di Culture Sommerse.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-968548099456440479?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/968548099456440479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/la-lettera-matta-2-edizione-i-finalisti.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/968548099456440479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/968548099456440479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/02/la-lettera-matta-2-edizione-i-finalisti.html' title='&quot;LA LETTERA MATTA&quot; 2^ EDIZIONE: I FINALISTI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TUiJEOO-3XI/AAAAAAAAAK0/aDpQu_z-ptY/s72-c/la%2Blettera%2Bmatta.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7815787394381725974</id><published>2011-01-30T11:52:00.000-08:00</published><updated>2011-01-30T11:54:53.211-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>IPOCRITI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi giorni, dopo la fiducia al governo Berlusconi e dopo gli scontri fuori dai palazzi romani, ho provato più di una volta a capire se quella violenza fosse giusta, sbagliata, giustificabile o cos'altro. Lo dico da pacifista convinto, la violenza non dovrebbe mai essere tollerata, ma anche questa certezza non mi ha aiutato. Allora ho cercato di calarmi, per quanto possibile, nella testa di quei ragazzi per provare a capire. Ho guardato video e foto, ho ascoltato interviste ed analisi e sono arrivato alla conclusione che per loro, quello che hanno fatto non è ne giusto ne sbagliato, è semplicemente normale. Anzi, non sono riuscito a trovare un numero significativamente alto di interviste a ragazzi che da quelle violenze prendevano le distanze. Insomma, si ha la sensazione che non sia stato un fatto isolato, ma che di tutti i ragazzi che erano in Piazza del Popolo molti, all'occorrenza, avrebbero fatto lo stesso dei loro compagni in prima fila. E allora provo a fare un'analisi. Questi ragazzi sono cresciuti, praticamente tutti, già nella seconda repubblica. Una fase della storia del nostro paese che ha molte sfaccettature, ma un unico comune denominatore: la violenza, verbale, fisica e sociale e la prevaricazione. La classe dirigente italiana (politici, industriali, editori, giornalisti, poteri forti e società civile) negli ultimi 15 anni ha fatto fare al paese almeno tre guerre, promosse da governi di tutti i colori, ha sdoganato e portato al governo una forza politica, la Lega Nord, che fa della violenza, fisica e verbale il proprio cavallo di battaglia. Ha accettato e addirittura legiferato sulla prevaricazione del singolo sulla collettività (leggi ad personam) fatte da governi di ogni colore ( per la verità più da governi di centro destra), ha sdoganato l'uso violento e a fini meramente commerciali del corpo della donna con i suoi annessi e connessi. Ha proposto un modello culturale nel quale sei qualcuno solo se sei visibile, solo se sei in prima pagina, qualsiasi sia il modo e il motivo per cui ci sei. E adesso, dopo due anni di lotte pacifiche contro questa “riforma” della scuola, dopo che nessuno dai piani alti si è visto ne sentito, da questi ragazzi, cresciuti con questi modelli, ma cos'altro vi aspettavate? Ma veramente voi che oggi li condannate vi sentite e siete migliori? Ma dove eravate negli ultimi 15 anni quanto tutto questo si consumava? Ipocriti, questo siete, solo degli ipocriti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Leonardo Pagliazzi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7815787394381725974?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7815787394381725974/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/ipocriti.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7815787394381725974'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7815787394381725974'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/ipocriti.html' title='IPOCRITI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8041123346821364730</id><published>2011-01-28T12:43:00.001-08:00</published><updated>2011-01-28T12:52:35.907-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>KNULP</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.marsilioeditori.it/media/libri/3177563.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 88px; FLOAT: left; HEIGHT: 135px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.marsilioeditori.it/media/libri/3177563.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Di &lt;strong&gt;Hermann Hesse&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Knulp è un racconto di Herman Hesse che, attraverso tre episodi distinti, tratteggia la figura di un personaggio che non verrà facilmente dimenticato dal lettore. Knulp è un vagabondo che vive fuori dal tessuto sociale. Egli passa le giornate vagando da un posto all’altro, rifiutando qualsiasi tipo di lavoro fisso, facendo affidamento sull’aiuto degli amici che incontra per strada. Molti sono disposti ad ospitarlo, o aiutarlo, senza avere niente in cambio. Egli affascina tutti, uomini e donne, con la sua semplicità, le sue maniere raffinate, le sue doti di poeta di strada che improvvisa in quattro e quattr’otto versi o canzonette. Knulp sembra in grado di vivere solo per i piaceri che la vita sa regalare, senza pretendere di raggiungere alcun obiettivo particolare. È al contempo una persona corretta, quasi austera, con una morale sobria e decorosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Hesse, tuttavia, è ben lungi dal tratteggiare la figura di un personaggio mitico o privo di difetti. Knulp, con tutte le sue doti, con la sua esistenza libera e apparentemente felice, è anche una persona per certi versi tormentata, consapevole della difficoltà dei rapporti umani; di come tra due persone, per quanto vicine possano essere, vi sia sempre un abisso. E così le sue scelte non sono prive di rimpianti. Nell’ultimo episodio Knulp, ormai malato e prossimo alla fine, si interroga sul suo passato, domandandosi se ha davvero avuto un senso restare solo, senza cercare di costruire nulla di concreto. Egli trova risposta in una significativa accettazione del suo ruolo del mondo; con la consapevolezza che solo in quel modo, giusto o sbagliato che fosse, egli avrebbe potuto vivere. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;strong&gt;ALESSIO IOVINO&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;AUTORE: HERMANN HESSE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;MARSILIO&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;PREZZO: 4,13 €&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2000&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;PAGG: 128&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8041123346821364730?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8041123346821364730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/knulp.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8041123346821364730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8041123346821364730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/knulp.html' title='KNULP'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1432600523860509330</id><published>2011-01-27T14:50:00.000-08:00</published><updated>2011-01-28T13:11:00.175-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>UN GIORNO DI GLORIA PER MISS PETTIGREW</title><content type='html'>&lt;a href="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/316/9788854503168p.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 80px; FLOAT: left; HEIGHT: 124px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://img2.libreriauniversitaria.it/BIT/316/9788854503168p.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Di &lt;strong&gt;Winifred Watson&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Come è possibile che si sia lasciato passare così tanto tempo prima di ripresentare questo libro delizioso?&lt;br /&gt;Pubblicato nel 1938, subito acclamato come un successo, poi è caduto nel dimenticatoio.&lt;br /&gt;Solo ultimamente, è stato riscoperto e ripresentato: ed è ancora una volta un successo.&lt;br /&gt;Deliziosa e tenera commedia, la storia della scialba quarantenne alla ricerca di un impiego qualunque che le possa dare un posto in cui vivere, senza amici e senza affetti con l’unico bagaglio della sua corretta rispettabilità ed educazione da signora, che improvvisamente, rispondendo ad un annuncio di lavoro, viene investita dallo splendore della vita vera, quella abbagliante del mondo dorato di chi ha soldi, bellezza, fascino e pochi scrupoli.&lt;br /&gt;Seguendo ed assistendo la splendida giovane Miss LaFosse, cantante di night club alle prese con i suoi molti e contemporanei amanti ed ammiratori, vediamo con ansiosa ammirazione la metamorfosi della squallida zitella, che si fa a poco a poco sempre più ardita, emergendo lentamente dalle vesti del suo decoro e dei suoi buoni sentimenti, fino ad ammettere con onestà che la via del bene è certo doverosa, ma sicuramente meno invitante e viva di quella amorale.&lt;br /&gt;L’intero romanzo vive di una sola giornata, quella che dà il titolo al libro, che in originale è letteralmente perfetto: Miss Pettigrew vive per un intero giorno.&lt;br /&gt;I capitoli sono scanditi dalle ore che vengono impiegate a prepararsi per un cocktail, a prepararsi ad affrontare un amante respinto, a partecipare ad una serata in un night, ed il tutto è sorretto dalla sorridente e svagata eleganza descrittiva dell’autrice che ci chiede di farci sempre più vicini alla sua eroina, per accompagnarla in questa sua straordinaria scoperta: tutto è realmente possibile a chi tutto riesce ad osare.&lt;br /&gt;Apparentemente leggero e superficiale, pur risentendo della morale del tempo in cui è stato scritto, morale che divideva nettamente le donne per bene, le signore, dalle donne di facili costumi, è esaltante constatare quanto riesca l’autrice a scrostare la vernice della rispettabilità borghese comune per far rilucere la realtà delle persone con cui la protagonista viene in contatto per comunicare il suo semplice messaggio di divertita tolleranza ed ottimismo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;strong&gt;Niva Ragazzi.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;AUTORE: Winifred Watson&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;NERI POZZA - &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;Pagg. 214&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;"&gt;PREZZO: 15 €&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;9788854503168&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1432600523860509330?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1432600523860509330/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/un-giorno-di-gloria-per-miss-pettigrew.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1432600523860509330'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1432600523860509330'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/un-giorno-di-gloria-per-miss-pettigrew.html' title='UN GIORNO DI GLORIA PER MISS PETTIGREW'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1545117777531918980</id><published>2011-01-26T12:01:00.001-08:00</published><updated>2011-01-26T12:05:30.525-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>BRAVO, BURRO!</title><content type='html'>&lt;a href="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=3&amp;amp;item_id=01f8a41d47744c5c01&amp;amp;time=1290088169"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 108px; FLOAT: left; HEIGHT: 168px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=3&amp;amp;item_id=01f8a41d47744c5c01&amp;amp;time=1290088169" /&gt;&lt;/a&gt;Di&lt;strong&gt; John Fante&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Rudolph Borchert&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:courier new;"&gt;Provate a chiudere gli occhi e, se riuscite, a tornare con la mente a quando eravate bambini. Ora chiedetevi cosa avreste fatto se vi fosse capitato di assistere alla battaglia tra un feroce puma e un valoroso asinello, un asinello talmente testardo da prenderle di santa ragione e rialzarsi sempre, ogni volta, fino a far passare l’appetito all’avversario. Certo, l’avreste adorato, quel ciuchino, magari curato e voluto come amico. Ecco, Manuel, il giovanissimo protagonista, se lo porta pure a casa. Beh, lui può farlo: non abita in una città sommersa dallo smog, ma nell’hacienda di don Francisco, in un Messico d’altri tempi.&lt;br /&gt;Pensate che il ragazzo sia fortunato a starsene dove sta e a godere della compagnia del suo nuovo amico peloso? Vi sbagliate di grosso, la vita non gli va granché bene: suo padre si beve la paga, ha un orgoglio smisurato e combina un guaio dopo l’altro. E’ proprio a causa di quel papà disastroso se Montana Negra, il toro più prestigioso e conosciuto del paese, riesce a scappare dall’hacienda.&lt;br /&gt;Tuttavia, non è solo l’asinello ad essere coraggioso, lo è anche Manuel. Va bene che il nostro è arcistufo di sentirsi dire da tutti che chi l’ha messo al mondo non vale niente, solo capace di scrocconerie e seccature, ma partire in groppa al suo piccolo asino per riportare all’hacienda quel toro enorme e pericoloso, quel bestione che ha ferito chiunque abbia cercato di togliergli la appena conquistata libertà, richiede del fegato, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un romanzo fiabesco, ma comunque fantiano, che ti lascia con un sorriso un po’ ammaccato. Sì, ammaccato, perché è spassoso, vivo, ma toccante al punto da far scendere qualche lacrimuccia ai più sentimentali.&lt;br /&gt;Piacerà ai grandi, lo adoreranno i piccolini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Toccacieli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTORI: John Fante e Rudolph Borchert&lt;br /&gt;ISBN: 9788806203276&lt;br /&gt;Einaudi – Stile Libero Extra&lt;br /&gt;2010 &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1545117777531918980?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1545117777531918980/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/bravo-burro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1545117777531918980'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1545117777531918980'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/bravo-burro.html' title='BRAVO, BURRO!'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7279823004027921468</id><published>2011-01-25T07:59:00.000-08:00</published><updated>2011-01-25T08:26:28.502-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Recensioni'/><title type='text'>I GRAFFI DEL BUIO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lineeinfinite.net/portal/images/stories/copertine/graffi_copertina.png"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 195px; FLOAT: left; HEIGHT: 300px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.lineeinfinite.net/portal/images/stories/copertine/graffi_copertina.png" /&gt;&lt;/a&gt;di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Michele Gentile&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; e &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Monica Baldacchino&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Graffi del Buio pur essendo un ottimo libro non è assolutamente facile da commentare. Si rischia di cadere nel banale, nel già sentito, nell’aprire la bocca solo per far prendere aria alle corde vocali. No, non è assolutamente facile recensirlo.&lt;br /&gt;Vediamo, entro in argomento piano piano, a piccoli passi. Inizio dalla copertina che è davvero notevole e il cui autore Corrado Vanelli ha ricevuto un premio per essa, poi passo a dire della cura con cui Linee Infinite, che ne è la casa editrice, lo ha dato alle stampe, aggiungo anche che ho apprezzato molto la scrittura chiara e pulita di Michele Gentile e Monica Baldacchino, e a questo punto, inutile continuare a girarci intorno, introduco l’argomento che i due autori trattano: la pedofilia.&lt;br /&gt;La pedofilia nonostante il suono musicale e quasi seducente del termine è l’unità di misura con cui si determina la bassezza, il lerciume, la corruzione spirituale e morale a cui può arrivare un essere umano, se così un pedofilo può ancora venire definito.&lt;br /&gt;Ma non voglio dilungarmi in ovvie dichiarazioni, preferisco lasciare a Michele e a Monica la parola: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;“… Inghiotto la saliva e ripeto il tuo nome per la bellezza che contiene, per la fragilità che mi spoglia… aiutami a capire, a farmi una ragione della morte, al perché qualcuno farebbe tutto questo ad un bambino poi…&lt;br /&gt;Il corpicino è scomposto, sembra la bambola di pezza che lasci sul divano, quella che hai vinto al Luna Park… ricordi?&lt;br /&gt;Ma si , è così, dev’essere una bambola, per forza! Uno scherzo, un avvertimento, chi mai farebbe questo ad un bambino?&lt;br /&gt;Ad una bambina… è una bambina!&lt;br /&gt;La torcia fa brillare l’ultimo istante di vita, gli occhi le guardano lontano, oltre la mia spalla, forse l’uscita, forse l’altalena e le rose di un giardino o un banconi scuola. Il braccio sinistro si adagia sulla gamba appena piegata, la bocca voleva dire qualcosa, così semiaperta nel silenzio polveroso di una notte senza fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’improvviso la luce, bianca, totale, restituisce al mondo il segreto di una bambina che ha chiamato “Mamma”, che ha cercato scampo invocando il nome di chi l’ha messa a questo mondo con l’intenzione di proteggerla ed accudirla fino all’ultimo respiro.&lt;br /&gt;In quell’ade però ha trovato posto solo lei… ha potuto contare solo sulla sua solitudine mentre qualcuno la scrutava nel buio per oltraggiarla, fagocitarle l’anima.&lt;br /&gt;Bestemmie, imprecazioni di uomini che ora hanno la prova tangente della follia distruttiva di altri uomini, padri di famiglia che ora stanno pensando ai propri figli, che non vedono l’ora di tornare a casa, correre in cameretta e rimanere in silenzio a vegliare sul sonno delle loro creature, sollevati dal vederli al sicuro, contenti che non sia toccato a loro.&lt;br /&gt;Il luogo, lurido, si riempie di cuori che pulsano, si anima di sangue in circolo, intorno la fredda stasi di vita che non c’è più.&lt;br /&gt;Sinatra, Agostani, i suoi uomini, decine di occhi che hanno smesso di parlare, sguardi smarriti nel vuoto, increduli o forse troppo ancorati alla realtà. Ora è tempo di ragionare, lasciar perdere Dio e le sue mancanze, ricondurre le menti all’equilibrio, sudare la rabbia o nasconderla momentaneamente in qualche anfratto del cuore.&lt;br /&gt;Reperti, prove, segni… un appiglio che offra la possibilità di capire ma soprattutto qualcosa che serva a fiutare le tracce perché “ho bisogno di sperare, ho la necessità di credere ora che riusciremo a prendere l’artefice di quest’incubo”.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;È difficile riprendere il discorso. È un’impresa titanica richiamare le parole alle labbra perché quasi non vogliono salire dalla gola, bloccate come sono da un brivido di ribrezzo nello stomaco… E poi cos’altro potrei aggiungere dopo il pezzo appena letto e le riflessioni fatte fare al protagonista dagli autori? Poco o niente addirittura, che non sia già stato detto! E per carità, vi risparmio le ovvie e inutili frasi di circostanza.&lt;br /&gt;Una considerazione personale però gliela devo a questi due autori che, poco più che esordienti, sono usciti fuori dal coro per scrivere un romanzo tanto significativo quanto impegnato. Parlare di questo argomento è importante, conoscerlo per sconfiggerlo è basilare, trattarlo come hanno farro Michele e Monica è di vitale importanza ma, a mio modesto avviso, mai parole sono state sprecate come quelle usate da illustri personaggi per descrivere o meglio inscrivere la pedofilia in un contesto razionale, concederle l’attenuante di malattia mentale, deviazione sessuale o quant’altro. Il pedofilo è un essere amorale e nel mio vocabolario, forse perché sono madre, non trovo una parola talmente spregevole con cui definirlo. Mi rifiuto a trovare, nel comportamento di questi reietti scusanti e giustificazioni, troppo è l’orrore che lasciano dietro di loro. Ributtanti i delitti con cui si sporcano le mani quanto nauseabondo l’odore mefitico della fanghiglia venefica che fagocita le loro coscienze e ottenebra i loro cervelli. La pedofilia è un problema vero, reale, un cancro purtroppo, ad oggi, incurabile, che si nutre degli elementi più indifesi della nostra società: i bambini, i nostri figli. È una fistola purulenta e inverminita con cui ci dobbiamo confrontare e che dobbiamo estirpare ad ogni costo, con ogni mezzo e che merita qualunque sacrificio di mezzi e risorse. Ignorala, mettendo la testa sotto la sabbia non farà che farla penetrare ancora più intensamente nel tessuto connettivo della collettività. Nessuna istituzione può voltarsi dall’altra parte e fregarsene, nessuna famiglia ne è al riparo, nessun genitore può dire: “tanto ai miei figli non potrebbe accadere”, perché accade. Nessun bambino è al sicuro, nessun cucciolo d’uomo ne è escluso!&lt;br /&gt;È questo che I Graffi del Buio, come uno specchio impietoso e orripilante, ci rimanda: l’immagine di quella realtà deviata e obnubilata, deformata dalla bestialità che è la pedofilia e il mondo sconsacrato dei pedofili. Che ci sferra quel sacrosanto pugno nello stomaco -come ama dire l’autore Michele Gentile, che ho il grande piacere di conoscere- che serve a suonare la carica, a farci tenere alta la guardia e a ricordarci che come uomini/donne, padri/madri abbiamo una coscienza a cui rispondere e obblighi morali di ordine naturale e sociale a cui attenerci verso i nostri figli.&lt;br /&gt;La storia narrata da Michele e Monica è, per fortuna, una storia di fantasia ma dopo aver terminato il libro, di certo, come me, anche voi vi chiederete dove finisce il romanzo ed inizia la realtà e viceversa.&lt;br /&gt;Non è stato facile decidere di aprire questo libro e affrontarne la problematica. Ci ho impiegato oltre un anno leggendolo a tratti e lasciandolo da parte, riprendendolo con i dovuti rimorsi di coscienza e riabbandonandolo di nuovo. Infine l’ho fronteggiato e ne sono rimasta inorridita e affascinata al contempo.&lt;br /&gt;Il grido di allarme e la conseguente denuncia lanciata degli autori risulta tagliente e vigorosa perché sottolineata da una scrittura scorrevole, incisiva, intensa e talmente ben amalgamata che difficilmente si distingue lo stacco dall’una all’altra mano. La storia narrata, inutile negarlo, è triste e dolorosa e le note tragiche accompagnano il lettore fino all’epilogo finale, di cui non rivelo nulla perché il libro va letto ed elaborato liberamente e personalmente dalla coscienza di ognuno.&lt;br /&gt;La categoria in cui classificare I Graffi del Buio è il giallo. È un romanzo ben strutturato e altrettanto ben articolato, infatti, sulla storia principale che si dipana in modo chiaro e coinvolgente si susseguono a ritmo serrato, da togliere il fiato, i colpi di scena.&lt;br /&gt;Il libro in tutta la sua energia e particolarità è davvero ottimo ma per l’argomento trattato e le scene forti abilmente descritte nella loro cruda essenzialità, lo consiglio ad un pubblico adulto ma soprattutto maturo.&lt;br /&gt;Lasciate poi, che da queste righe giungano ai due autori Michele Gentile e Monica Baldacchino le mie congratulazioni per il loro eroico lavoro e il mio personale grazie per la preziosa funzione di denuncia sociale che hanno saputo racchiudere in questi capitoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cinzia Baldini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Autori: MICHELE GENTILE E MONICA BALDACCHINO&lt;br /&gt;ISBN 978 88 6247 028 5&lt;br /&gt;LINEE INFINITE EDIZIONI&lt;br /&gt;Pagg. 181 Prezzo € 11,00&lt;br /&gt;Pubblicato nel 2009 &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7279823004027921468?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7279823004027921468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/i-graffi-del-buio-di-michele-gentile-e.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7279823004027921468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7279823004027921468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/i-graffi-del-buio-di-michele-gentile-e.html' title='I GRAFFI DEL BUIO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8928342656980139484</id><published>2011-01-23T14:53:00.000-08:00</published><updated>2011-01-23T14:59:05.482-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>LA LEGA NORD E IL ROGO DEI LIBRI</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Non è un romanzo, ma un fatto. I protagonisti non sono pompieri bradburiani, ma esponenti veneti della Lega Nord.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Elena Donazzan, &lt;u&gt;assessore regionale all’istruzione&lt;/u&gt; e fervente cattolica (sua l’idea di donare una bibbia ad ogni ragazzino delle elementari), invita le scuole venete a non adottare o far leggere i testi di quegli autori che hanno firmato l’appello a favore di Cesare Battisti. Le fa eco Raffaele Speranzon, &lt;u&gt;assessore alla cultura della provincia di Venezia&lt;/u&gt;, il quale vorrebbe addirittura allontanare questi libri dalle biblioteche pubbliche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Il boicottaggio civile, ecco cosa ci vorrebbe secondo i leghisti, contro quegli intellettuali che appoggiano un criminale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Il presidente della Regione Luca Zaia afferma che “i delinquenti vanno messi in galera, non lasciati liberi”.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Questo non è il primo tentativo di censura da parte del carroccio: Paolo Grimoldi (deputato leghista) nel 2010 dice “no ad Anna Frank alle elementari, troppo osè”; l’allestimento dei &lt;em&gt;Pagliacci&lt;/em&gt; di Martone viene condannato per l’ambientazione in un campo rom; sparisce la frase sulla bandiera verde dalla canzone sanremese di Tricarico; il film di Placido su Vallanzasca viene boicottato. Basta così? No. Dopo i battibecchi Saviano-Maroni inerenti la trasmissione &lt;em&gt;Vieni via con me&lt;/em&gt;, un bibliotecario veneto (non il solo, a quanto pare) ha fatto presente che il sindaco leghista non gradiva la presenza dei libri dell’autore nella biblioteca cittadina.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Ma come hanno reagito gli intellettuali?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Agamben&lt;/strong&gt; si mostra preoccupato per il tracollo culturale e politico italiano e sostiene che quell’appello del 2004 non intendeva sostenere Battisti (uomo di cui afferma aver sempre dubitato), voleva piuttosto portare gli italiani a riflettere sulla stagione del&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;terrorismo. Agamben non la manda di certo a dire e afferma che gli assessori che ostacolano la diffusione dei libri andrebbero dimessi d’ufficio. &lt;strong&gt;Antonio Tabucchi&lt;/strong&gt; che, udite udite, a suo tempo aveva criticato gli intellettuali francesi per l’atteggiamento compiacente mostrato verso Battisti dice che questa iniziativa è gravissima a prescindere dalle motivazioni. Nel parere di Tabucchi &lt;personname productid="la Costituzione" w:st="on"&gt;la Costituzione&lt;/personname&gt; è in tutta evidenza un titolo “fuori catalogo” per le biblioteche venete. Anche &lt;strong&gt;Michela Murgia&lt;/strong&gt; fa la voce grossa: secondo lei non si tratta solo di una &lt;em&gt;boutade&lt;/em&gt;, ma di una deriva culturale fascista. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Carlotto&lt;/strong&gt; vede tutto questo come un diversivo rispetto ai veri problemi del paese e ricorda che molti autori che non vanno a genio alla Lega (come Stella, Saviano e Paolini) non hanno nulla a che fare con l’appello presunto pro-Battisti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Ora, non è che Battisti viene preso a pretesto per estirpare un ramo scomodo della cultura?&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Va bene &lt;personname productid="la Bibbia" w:st="on"&gt;la Bibbia&lt;/personname&gt; della Donazzan, ma chi ama i libri in casa ci tiene pure Fahrenheit 451. Come cos’è? E’ Ray Bradbury, assessori. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Marco Toccacieli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTyu9KWnHoI/AAAAAAAAABo/Juf_TpYWIE0/s1600/CALDEROLI+E+SAVIANO.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="340" s5="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTyu9KWnHoI/AAAAAAAAABo/Juf_TpYWIE0/s400/CALDEROLI+E+SAVIANO.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8928342656980139484?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8928342656980139484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/la-lega-nord-e-il-rogo-dei-libri.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8928342656980139484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8928342656980139484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/la-lega-nord-e-il-rogo-dei-libri.html' title='LA LEGA NORD E IL ROGO DEI LIBRI'/><author><name>Culture Sommerse</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18287204574102306714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTyu9KWnHoI/AAAAAAAAABo/Juf_TpYWIE0/s72-c/CALDEROLI+E+SAVIANO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4504727387732954299</id><published>2011-01-20T07:17:00.000-08:00</published><updated>2011-01-20T07:17:23.591-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>SUL SESSO TUTTI MENTONO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TThQnoZ5J6I/AAAAAAAAABc/WpeHZ7FejbU/s1600/malavoglia.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" s5="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TThQnoZ5J6I/AAAAAAAAABc/WpeHZ7FejbU/s200/malavoglia.bmp" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;AUTORE: AA.VV.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;COLLANA: Poesia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;CATEGORIA: Poesia Erotica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;NUMERO IN COLLANA: 2.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;PAGINE: 77&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/sul-sesso-tutti-mentono"&gt;SCARICA GRATUITAMENTE L'OPERA IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/a&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Piccantissima selezione di poesia erotica a cura dello staff del forum letterario "La mala voglia".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: Book Antiqua;"&gt;&lt;span style="color: black; font-size: x-small;"&gt;&lt;em&gt;"Le mie labbra nude&lt;br /&gt;non indossano mai&lt;br /&gt;la prima cosa che trovano&lt;br /&gt;non vestirle di parole&lt;br /&gt;hanno già trovato&lt;br /&gt;sul tuo corpo&lt;br /&gt;il rosso giusto&lt;br /&gt;cui intonarsi&lt;br /&gt;tre istanti prima&lt;br /&gt;che tu te ne accorga"&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4504727387732954299?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4504727387732954299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/sul-sesso-tutti-mentono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4504727387732954299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4504727387732954299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/sul-sesso-tutti-mentono.html' title='SUL SESSO TUTTI MENTONO'/><author><name>Culture Sommerse</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18287204574102306714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TThQnoZ5J6I/AAAAAAAAABc/WpeHZ7FejbU/s72-c/malavoglia.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1400379332893085244</id><published>2011-01-19T15:04:00.000-08:00</published><updated>2011-01-19T15:04:07.879-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>UNA BAMBINA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTds0ieegDI/AAAAAAAAABY/KaaGrMHx0-k/s1600/una+bambina.bmp" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTds0ieegDI/AAAAAAAAABY/KaaGrMHx0-k/s200/una+bambina.bmp" width="141" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;AUTORE: Maria Papa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;COLLANA: Poesia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;NUMERO IN COLLANA: 1.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;PAGINE: 17.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/una-bambina"&gt;SCARICA GRATUITAMENTE L'OPERA IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Sfogliare un vecchio diario zeppo di ricordi e per sbaglio procurarsi un piccolo taglietto sulla punta delle dita, di quelli fatti con la carta, che bruciano per un po' sotto la pelle. Ecco che effetto fanno le poesie di Maria.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Mirella Severini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Redattrice Culture Sommerse.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Attraverso intensissimi versi, la poetessa Maria Papa rivisita la sua infanzia con l'animo tormentato e graffiante della bambina che fu e che ancora vive in lei; forte traspare l'anelito alla riconciliazione: "non più voi ed io, saremo noi".&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;strong&gt;Anna Maria Locatelli&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;Redattrice Culture Sommerse&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1400379332893085244?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1400379332893085244/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/una-bambina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1400379332893085244'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1400379332893085244'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/una-bambina.html' title='UNA BAMBINA'/><author><name>Culture Sommerse</name><uri>http://www.blogger.com/profile/18287204574102306714</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EzIRCJRI_Vs/TTds0ieegDI/AAAAAAAAABY/KaaGrMHx0-k/s72-c/una+bambina.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5501049484669361869</id><published>2011-01-16T03:40:00.000-08:00</published><updated>2011-01-16T03:43:37.884-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;ARCHIVIO DIARISTICO "LA LANTERNA BIANCA"&lt;br /&gt;IN MEMORIA DI FILIPPO MARIA TRIPOLONE&lt;br /&gt;X EDIZIONE&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;-&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Associazione socio-culturale con finalità umanitarie&lt;br /&gt;ONLUS senza scopo di lucro&lt;br /&gt;Sede di Milano e Giardini Naxos&lt;br /&gt;tel.0942985302 - 3204109522&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lanternabianca.it/"&gt;www.lanternabianca.it&lt;/a&gt; – e-mail: &lt;a href="mailto:info@lanternabianca.it"&gt;info@lanternabianca.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;-&lt;br /&gt;La “Lanterna Bianca” indice la X edizione del premio letterario diaristico.&lt;br /&gt;Una giuria sceglierà i lavori che risulteranno migliori sotto l'aspetto socio-umanitario.&lt;br /&gt;Attenzione gli elaborati per l'anno 2011 dovranno pervenire entro il 15/05/2011.&lt;/div&gt;-&lt;br /&gt;REGOLAMENTO DEL CONCORSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La partecipazione è gratuita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;TESTI:&lt;br /&gt;1.&lt;/strong&gt; I diari dovranno essere inviati entro il 15/05/2011, in duplice copia di cui una con&lt;br /&gt;generalità, indirizzo, n. Tel., e-mail, i lavori devono essere personali, possono&lt;br /&gt;essere editi o inediti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2.&lt;/strong&gt; Facoltativamente le opere inedite pervenuteci in formato doc, (e-mail o cd)&lt;br /&gt;partecipano anche al premio speciale opere inedite ed i migliori lavori saranno&lt;br /&gt;pubblicati sui nostri siti (resta obbligo invio cartaceo vedi punto 1).&lt;br /&gt;Inviare il tutto al seguente indirizzo:&lt;br /&gt;ARCHIVIO DIARISTICO “LA LANTERNA BIANCA”&lt;br /&gt;SS.185 - via Lanterna Bianca – 98030 Motta Camastra (ME).&lt;br /&gt;Ai sensi del D.Lgs. 196/2003. L'organizzazione dichiara che il trattamento dei dati dei partecipanti&lt;br /&gt;al concorso è finalizzato unicamente alla gestione del premio; con l'invio dei materiali letterali&lt;br /&gt;partecipanti al concorso l'interessato acconsente al trattamento dei dati personali. Il materiale non&lt;br /&gt;sarà restituito. I vincitori saranno avvertiti a mezzo posta ed i loro nomi pubblicati sui nostri siti.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREMI:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Verranno assegnati in totale sei premi:&lt;br /&gt;Il primo premio per il miglior DIARIO consiste in una targa con medaglia d'oro ed&lt;br /&gt;una pergamena.&lt;br /&gt;Il secondo premio consiste in una targa con medaglia d'argento ed una pergamena.&lt;br /&gt;Il terzo premio consiste in una targa con medaglia d'argento ed una pergamena.&lt;br /&gt;Gli altri premi consistono in targhe e pergamene.&lt;br /&gt;Il premio speciale Opere Inedite, consiste in una targa con medaglia d'oro ed una&lt;br /&gt;pergamena.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;GIURIA:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La Giuria sarà composta da cinque esperti, il giudizio è insindacabile.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREMIAZIONE:&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;La cerimonia di premiazione è pubblica, avverrà nel mese di Agosto 2011,&lt;br /&gt;provincia di ME, data e luogo verranno comunicati sul nostro sito entro Giugno 2011.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5501049484669361869?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5501049484669361869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/archivio-diaristico-la-lanterna-bianca.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5501049484669361869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5501049484669361869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2011/01/archivio-diaristico-la-lanterna-bianca.html' title=''/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8012318017402240490</id><published>2010-10-31T04:04:00.001-07:00</published><updated>2011-01-20T06:59:49.129-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>SCRIVERE! PICCOLO MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TM1NnjpgbEI/AAAAAAAAAJc/bblz5vfulpc/s1600/S1.bmp"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5534164859087776834" src="http://2.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TM1NnjpgbEI/AAAAAAAAAJc/bblz5vfulpc/s200/S1.bmp" style="cursor: hand; float: left; height: 200px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 142px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;AUTORE: Marco Toccacieli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;COLLANA: Saggi &amp;amp; Manuali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;CATEGORIA: Editoria e Scrittura.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;NUMERO IN COLLANA: 1.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;PAGINE: 74.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/scrivere"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;&lt;strong&gt;SCARICA GRATUITAMENTE L'OPERA IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;Questo libro digitale di Marco Toccacieli (redattore di Culture Sommerse) è la somma aggiornata di tutti&amp;nbsp;gli articoli&amp;nbsp;inerenti la stesura di un testo di narrativa postati sul blog&amp;nbsp;&lt;em&gt;Lettere Matte&lt;/em&gt; e tratta in modo semplice gli argomenti chiave della scrittura:&amp;nbsp;&amp;nbsp;cosa e &lt;em&gt;come&lt;/em&gt;&amp;nbsp;legge un aspirante scrittore, quali sono le differenze tra romanzo e racconto, come si costruisce un incipit efficace, come si creano personaggi validi, come viene strutturata una trama forte, come si fa una buona descrizione, come si sceglie l'ambientazione, come si rende credibile un dialogo, come migliorare il linguaggio... insomma, si tratta di una vera e propria cassetta di pronto soccorso per autori alle prime armi!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8012318017402240490?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8012318017402240490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/scrivere-piccolo-manuale-di-scrittura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8012318017402240490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8012318017402240490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/scrivere-piccolo-manuale-di-scrittura.html' title='SCRIVERE! PICCOLO MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_mSQXyb2kyoI/TM1NnjpgbEI/AAAAAAAAAJc/bblz5vfulpc/s72-c/S1.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3121091661927792135</id><published>2010-10-19T11:05:00.000-07:00</published><updated>2011-01-19T14:58:17.612-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='culture sommerse'/><title type='text'>IL PALLOTTOLIERE</title><content type='html'>&lt;a href="http://sites.google.com/a/culturesommerse.org/www/_/rsrc/1286972555506/home/pallottoliere.bmp?height=200&amp;amp;width=144"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://sites.google.com/a/culturesommerse.org/www/_/rsrc/1286972555506/home/pallottoliere.bmp?height=200&amp;amp;width=144" style="cursor: hand; float: left; height: 199px; margin: 0px 10px 10px 0px; width: 144px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Courier New&amp;quot;, Courier, monospace;"&gt;AUTORE: Edoardo Passone.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;COLLANA: Narrativa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;NUMERO IN COLLANA: 1.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;PAGINE: 12.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/CATALOGO/il-pallottoliere"&gt;&lt;strong&gt;SCARICA GRATUITAMENTE&amp;nbsp;L'OPERA IN UNO DEI FORMATI DISPONIBILI&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;C'è comunque molto da dire su Johnny McKelly. Che era irlandese, innanzitutto. Potrà sembrare una cosa banale, ma per Johnny aveva la sua importanza. Andava in giro con l'aria fiera di chi l'Irlanda ce l'ha nel cuore. “Tu non puoi capire cosa voglia dire” era solito spiegare a chi aveva da ridire su quel suo amore “per me l'Irlanda è come per te...” e qui solitamente si fermava. Non riusciva mai a trovare un termine di paragone per la sua Irlanda. Johnny McKelly era fermamente convinto che nessuno amasse una qualsiasi cosa come lui amava la sua Irlanda.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: courier new; font-size: 85%;"&gt;Non è certo un racconto di grandi riflessioni, ma proprio questa è la forza de “Il Pallottoliere”. L’autore, seppur giovanissimo, ha capito che il lettore non ha bisogno di ulteriori e improbabili predicatori che gli spieghino il senso della vita… Il lettore vuole una storia ben scritta, una bella storia capace di trascinarlo dentro la pagina. Questo è “Il Pallottoliere”: un racconto bello e originale che mantiene viva l’attenzione di chi legge dall’inizio alla fine.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: courier new; font-size: 85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: courier new; font-size: 85%;"&gt;&lt;span style="font-family: Georgia; font-size: 100%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;Marco Toccacieli&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Autore e redattore Culture Sommerse.&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3121091661927792135?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/3121091661927792135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/il-pallottoliere-di-edoardo-passone.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3121091661927792135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3121091661927792135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/il-pallottoliere-di-edoardo-passone.html' title='IL PALLOTTOLIERE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-347308501680331233</id><published>2010-10-13T05:48:00.000-07:00</published><updated>2010-10-13T05:54:56.222-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>PAROLE IN GUERRA</title><content type='html'>IL SECONDO CONTEST DI SCRITTURA indetto da&lt;br /&gt;&lt;a href="http://scrittoridellanotte.forumcommunity.net/" target="_blank"&gt;Scrittori della Notte &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;__________________&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tema sul quale si baserà il Contest è: GUERRA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come partecipare?&lt;br /&gt;Niente di più semplice; leggete con attenzione le seguenti regole e informazioni per saperne di più.&lt;br /&gt;• È necessario esprimere la propria volontà di partecipare, in qualunque modo (per esempio con un MP, oppure un'e-mail all'indirizzo sottocitato).&lt;br /&gt;• Il racconto dovrà essere mandato a questo indirizzo e-mail: &lt;a href="mailto:scrittoridellanotte@live.it"&gt;scrittoridellanotte@live.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ci si può rivolgere al medesimo indirizzo per qualsiasi cosa: problemi, incomprensioni, dubbi, informazioni, ecc...&lt;br /&gt;• Il racconto dovrà essere INEDITO.&lt;br /&gt;• Sarà possibile quindi inviare gli scritti sino a mezzanotte del 13 dicembre 2010; i testi ricevuti oltre la data (eventualmente prorogabile in caso di bisogno) precisata non saranno considerati validi. La scadenza delle iscrizioni coincide con la data di consegna, per dare così modo di iscriversi anche a chi dovesse notare il concorso in ritardo.&lt;br /&gt;• A decretare il vincitore/la vincitrice sarà una giuria composta da 5 persone dello Staff del forum ‘Scrittori della Notte’: • Axum;• Bruce Moore;• ELEMIAH;• ~Fox;• (¯`•. Prin¢ess Dreamer .•´¯). Ciascuno di loro esaminerà uno per uno tutti i lavori, dando un giudizio complessivo da 0 a 55. Il testo con il punteggio più alto sarà il vincitore del Contest. I giudici si formalizzeranno alla seguente tabella di valutazione:&lt;br /&gt;a) CORRETTEZZA GRAMMATICALE: da 0 a 10 punti&lt;br /&gt;b) STILE E LESSICO: da 0 a 10 punti&lt;br /&gt;c) CARATTERIZZAZIONE PERSONAGGI: da 0 a 10 punti&lt;br /&gt;d) ORIGINALITA': da 0 a 10 punti&lt;br /&gt;e) ATTINENZA AL TEMA: da 0 a 10 punti&lt;br /&gt;f) APPREZZAMENTO PERSONALE: da 0 a 5 punti&lt;br /&gt;per un massimo di 55 punti.&lt;br /&gt;• Il tema principale è ‘guerra’, ma ovviamente non dovrete scrivere per forza solo racconti che parlano di armi, bombardamenti, eserciti e quant'altro; si possono considerare molti altri argomenti sempre attinenti al tema.&lt;br /&gt;• Il testo non dovrà superare la lunghezza di cinque pagine Word, utilizzando il carattere TIMES NEW ROMAN e una grandezza del testo pari a 12.&lt;br /&gt;• Dovranno essere presenti i seguenti termini: alchimia, fuoco, dito.&lt;br /&gt;• Si può narrare in qualunque persona, modo e tempo.&lt;br /&gt;• È vietato utilizzare nel racconto il linguaggio tipico da SMS. L'uso non corretto della lingua italiana toglierà punti al racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PREMI:&lt;br /&gt;Due eBook a scelta di qualsiasi libro. Quadro del racconto nella HomePage. Attestato personalizzato. Se fate parte di un forum, il banner del vostro forum sarà esposto in homepage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pronti a guerreggiare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-347308501680331233?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/347308501680331233/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/parole-in-guerra.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/347308501680331233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/347308501680331233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/parole-in-guerra.html' title='PAROLE IN GUERRA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7022431746248041403</id><published>2010-10-08T11:08:00.000-07:00</published><updated>2010-10-08T11:11:29.129-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>ESSERE O SENTIRE - Segreti e misteri</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;COMUNE  DI  FINALE EMILIA&lt;br /&gt;ASSESSORATO ALLE PARI OPPORTUNITA’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO DEL 4° CONCORSO LETTERARIO&lt;br /&gt;“ESSERE O SENTIRE – Segreti e misteri”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 1 – PROMOTORI, PATROCINANTI E COLLABORATORI&lt;br /&gt;Il 4° concorso “Essere o sentire” è indetto dall’Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Finale Emilia, all’interno del progetto “COME TE 2010”, che include diverse iniziative per promuovere messaggi di riconoscimento e valorizzazione delle diversità, di genere e di diritto.&lt;br /&gt;Il concorso è patrocinato dal Ministero delle Pari Opportunità, dalla Regione Emilia Romagna e dalla Provincia di Modena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 2 – MOTIVAZIONE&lt;br /&gt;La scrittura, oltre ad impersonare un piacevole momento di svago, o la traduzione di un talento artistico, può rappresentare anche uno strumento in grado di liberare e sollevare l’anima. Su questo pensiero il presente concorso ha voluto offrire l’occasione per rivelare, immaginare o inventare, misteri e segreti della propria vita, oltre che sollevare l’anima da qualcosa che ci è stato chiesto di non svelare. Che sia parte del privato o l’eredità di una persona cara, il mistero ed il segreto assumono un fascino unico e straordinario, che stimola chi scrive ed invita alla lettura.&lt;br /&gt;Il peso del mistero e del segregato è comunque gravoso. Sgomberare il cuore da ciò che è stato a lungo imprigionato, per volere o obbligo, concede un respiro di sollievo. Le parole diventano, così, un lasciapassare per la serenità, la quiete interna e l’armonia con il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 3 – PARTECIPANTI&lt;br /&gt;Il concorso è aperto a tutti coloro che abbiano compiuto almeno 15 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 4 – QUOTA D’ISCRIZIONE&lt;br /&gt;La partecipazione è gratuita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 5 – ARGOMENTO&lt;br /&gt;La tematica da svilupparsi è “Segreti e misteri”, ovvero storie arcane lasciate a lungo in un cassetto, fra le memorie recondite, chiusi nello scrigno del cuore. Amori, tradimenti, bugie, violenze, persone care e tutto ciò che è il passato. Racconti e poesie dal tono drammatico o scherzoso, thriller o romantico, che danno voce alla positività o al lato oscuro delle situazioni e dei personaggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 6 – SEZIONI&lt;br /&gt;Il concorso è suddiviso in 2 (due) sezioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poesia&lt;br /&gt;Narrativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 7 – ELABORATI&lt;br /&gt;Ogni partecipante può presentare una sola opera per sezione, di propria produzione, che non sia mai stata premiata,anche a titolo di menzione o segnalazione speciale, pubblicata in altro concorso o edita sia da casa editrice sia come autoprodotto, pena l’esclusione.&lt;br /&gt;L’elaborato dovrà avere le caratteristiche sotto elencate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;POESIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ø      presentato in forma cartacea (n.8 copie anonime)&lt;br /&gt;Ø      riportante il titolo e la sezione d’appartenenza (A= POESIA / B= NARRATIVA)&lt;br /&gt;Ø      scritta in lingua italiana&lt;br /&gt;Ø      battuta al computer (con carattere Time New Romans, corpo 12) oppure dattiloscritta&lt;br /&gt;Ø      lunghezza massima n. 60 versi compresi eventuali spazi fra un rigo e l’altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NARRATIVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ø      presentato in forma cartacea (n.8 copie anonime)&lt;br /&gt;Ø      riportante il titolo e la sezione d’appartenenza (A= POESIA / B= NARRATIVA)&lt;br /&gt;Ø      scritto in lingua italiana&lt;br /&gt;Ø      battuto al computer (con carattere Time New Romans, corpo 12) oppure dattiloscritto lunghezza massima n. 5 cartelle (30 righe per max 60 battute l’una compresi gli spazi e la punteggiatura, totale massimo 1800 caratteri per cartella)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si accettano manoscritti.&lt;br /&gt;Al fine di valorizzare la lingua italiana, si sconsiglia l’inserimento nel testo di parole in dialetto o di espressioni straniere.&lt;br /&gt;Gli autori classificatisi ai primi 3 posti si impegnano ad inviare con sollecitudine, tramite mail, il testo presentato al concorso ed una fotografia recente. A chi non fosse in possesso di servizi informatici è consentito inviare un floppy-disk od un cd contenente il materiale necessario. &lt;br /&gt;Il testo su carta e quello riprodotto informaticamente dovranno essere identici.&lt;br /&gt;L’opera non dovrà in alcun punto recare indicazione del nome dell'autore/trice o altro riferimento che consenta il riconoscimento di quest'ultimo/a, pena l'esclusione dal concorso.&lt;br /&gt;Sono esclusi dal concorso le componenti della Commissione Pari Opportunità, e chiunque sia coinvolto nell’organizzazione o nella giuria.&lt;br /&gt;I testi non saranno restituiti e non saranno fornite schede valutative sulle opere in concorso. &lt;br /&gt;Art. 8 – SCHEDE  D’ACCOMPAGNAMENTO&lt;br /&gt;L’elaborato dovrà essere accompagnato da una scheda nella quale saranno riportati, dentro una busta sigillata, avente la scritta “GENERALITA’ DELL’AUTORE”, inserita nella busta di consegna o spedizione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ø      nome e cognome&lt;br /&gt;Ø      eventuale pseudonimo&lt;br /&gt;Ø      titolo dell’opera&lt;br /&gt;Ø      sezione di appartenenza (POESIA / NARRATIVA)&lt;br /&gt;Ø      indirizzo completo&lt;br /&gt;Ø      data e luogo di nascita&lt;br /&gt;Ø      numero di telefono (fisso e possibilmente di cellulare)&lt;br /&gt;Ø      eventuale fax ed indirizzo di posta elettronica&lt;br /&gt;Ø      dichiarazione che non sia mai stata premiata, anche a titolo di menzione o segnalazione speciale, pubblicata in altro concorso o edita sia da casa editrice sia come autoprodotto, pena l’esclusione.&lt;br /&gt;Ø      dichiarazione di accettare integralmente tutte le norme le disposizioni contenute nel bando e nel regolamento del concorso, senza alcuna condizione o riserva&lt;br /&gt;Ø      l’autorizzazione al trattamento dei dati personali, usando la dicitura “Autorizzo il trattamento dei dati ai fini istituzionali (D.Lgs. 196/03)”&lt;br /&gt;Ø      la concessione a titolo gratuito dell’uso dell’opera ai fini di pubblicazioni curate da dell’Amministrazione Comunale di Finale Emilia&lt;br /&gt;Ø      la firma leggibile dell’autore, se maggiorenne, oppure, in caso di minore età, da uno dei genitori, o comunque da chi ne esercita la patria potestà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scheda di partecipazione potrà essere redatta in carta semplice o utilizzando il modulo allegato al bando di concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 9 – MODALITA’ DI CONSEGNA&lt;br /&gt;Le buste contenenti gli elaborati e le generalità dell’autore, potranno essere inviate tramite posta a Comune di Finale Emilia, Piazza Verdi n. 1, 41034 Finale Emilia (MO). Sul frontespizio dovrà essere indicato &lt;4°concorso&gt;.&lt;br /&gt;I testi potranno essere altresì recapitati a mano, sempre in busta sigillata, all’URP, Municipio, Piano Terra, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00, il sabato dalle ore 10,00 alle ore 13,00, e dal lunedì al venerdì dalle ore 15,30 alle ore 18,30. Al momento della consegna sarà rilasciata copia della busta con timbro d’arrivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 10 – SCADENZA&lt;br /&gt;Le opere dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12,00 del 30/12/2009.&lt;br /&gt;Per il rispetto dei termini di scadenza faranno fede in timbro d’arrivo in caso di consegna a mano, o il timbro postale in caso di spedizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 11 – VALUTAZIONE&lt;br /&gt;La Giuria determinerà una classifica per ogni sezione, basandosi sulla propria sensibilità artistica ed umana, in considerazione della qualità dello scritto, dei valori dei contenuti, della forma espositiva, delle emozioni suscitate.&lt;br /&gt;Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile ed inappellabile della Giuria del concorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 12 – GIURIA&lt;br /&gt;La Giuria, appositamente costituita, sarà formata da:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ø      il Sindaco o in sua vece un altro rappresentante dell’Amministrazione Comunale di Finale Emilia che ricoprirà il ruolo di Presidente della Giuria&lt;br /&gt;Ø      6 persone che, a parere della Giunta, siano investiti dei requisiti per esprimere un giudizio artistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Giuria sarà composta in modo tale da tenere conto sia della sensibilità maschile, sia di quella femminile.&lt;br /&gt;Il lavori della Giuria saranno seguiti dalla segretaria dell’Assessorato, la quale provvederà a redigere apposito verbale, e si occuperà delle comunicazioni ai partecipanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 13 – PREMIAZIONE&lt;br /&gt;La premiazione si terrà nella primavera 2011 (maggio/giugno). I/Le partecipanti al concorso ne saranno informati/e con largo anticipo.&lt;br /&gt;La Segreteria organizzativa del Concorso letterario si riserva il diritto di modificare modalità di svolgimento, date e tempi relativi all’organizzazione delle premiazioni del Concorso stesso. Eventuali variazioni saranno rese note ai partecipanti e pubblicate sul sito Internet comunale. &lt;br /&gt;I primi 10 classificati per ogni sezione saranno pubblicati in un libro.&lt;br /&gt;Per ogni settore saranno premiati i primi 5 classificati:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1° classificato: Targa + n. 35 copie del libro&lt;br /&gt;2° classificato: Targa + n. 25 copie del libro&lt;br /&gt;3° classificato: Targa + n. 15 copie del libro&lt;br /&gt;4° classificato: Targa + n. 5 copie del libro&lt;br /&gt;5° classificato: Targa + n. 5 copie del libro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualora la Giuria, come organo collegiale, segnalasse menzioni speciali, i designati saranno premiati con una pergamena di merito.&lt;br /&gt;A tutti i/le concorrenti sarà consegnato un attestato di partecipazione  + una copia del libro.&lt;br /&gt;I premi dovranno essere ritirati personalmente dai vincitori, o, in caso di forzato impedimento, da comunicare e giustificare preventivamente alla segreteria organizzativa, da persone da loro designate.&lt;br /&gt;Per questioni organizzative, tutti i  partecipanti dovranno comunicare, con congruo anticipo, la presenza alla premiazione.&lt;br /&gt;L’Amministrazione Comunale riconoscerà una pergamena ed una copia del libro alle scuole che avranno presentato fra i partecipanti i loro alunni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 14 – BANDO DI CONCORSO&lt;br /&gt;Il bando di concorso e la relativa scheda di partecipazione sono disponibili presso l’URP (Municipio, piano terra, dal lunedì al venerdì dalle ore 9,00 alle ore 13,00 e il sabato dalle ore 10,00 alle ore 13,00, dal lunedì al venerdì dalle ore 15,30 alle ore 18,30 – tel. 0535 788 333/177 – &lt;a href="mailto:urp@comune.finale-emilia.mo.it"&gt;urp@comune.finale-emilia.mo.it&lt;/a&gt; – oppure: &lt;a href="mailto:informacitta@comune.finale-emilia.mo.it"&gt;informacitta@comune.finale-emilia.mo.it&lt;/a&gt;), o la Segreteria dell’Assessorato alle Pari Opportunità (Municipio, 2° piano, orari pomeridiani, tel. 0535 788 140 – &lt;a href="mailto:assessori@comune.finale-emilia.mo.it"&gt;assessori@comune.finale-emilia.mo.it&lt;/a&gt;). E’ possibile reperire le informazioni e il modulo necessario alla partecipazione anche sul sito del Comune di Finale Emilia www.comunefinale.net .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 15 – PUBBLICITA’&lt;br /&gt;Il concorso sarà opportunamente pubblicizzato attraverso la stampa ed altri media, nonché pubblicati sul sito del Comune di Finale Emilia &lt;a href="http://www.comunefinale.net/"&gt;www.comunefinale.net&lt;/a&gt; , e su siti appositamente trattanti la materia. Lo stesso esito sarà divulgato riportando i primi tre classificati, citando gli altri quarti a pari merito. Solo i concorrenti potranno richiedere alla segreteria organizzativa la propria effettiva posizione di classifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art. 16 –  DIRITTI D'AUTORE&lt;br /&gt;Gli autori, per il fatto stesso di partecipare al concorso, cedono il diritto di pubblicazione all'interno del periodico comunale, sul sito Internet del Comune e sul libro nel quale saranno pubblicate le opere dei vincitori, senza aver nulla a pretendere come diritto d'autore. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.17 – PRIVACY&lt;br /&gt;I dati forniti dagli autori saranno trattati  esclusivamente per le seguenti finalità: iscrizione al Concorso Letterario, verbalizzazione delle operazioni della Giuria, formulazione delle graduatorie, comunicazioni tra Segreteria organizzativa ed Autori. I dati saranno trattati in modo cartaceo ed elettronico per i soli fini sopra indicati, dai soggetti  che compongono la Segreteria organizzativa. Titolare del trattamento  è il Comune di Finale Emilia - Ufficio Segreteria Operativa, con sede in Finale Emilia, Piazza Verdi, 1, nella persona del Funzionario Responsabile del Servizio. Il conferimento dei dati è obbligatorio; l'eventuale rifiuto a fornire tali dati impedisce l'iscrizione al Concorso Letterario e la relativa partecipazione. I dati non saranno comunicati e divulgati ad altri soggetti limitatamente a quelli previsti dal Regolamento e dal relativo Bando del Concorso. In ogni momento l'autore  potrà esercitare i diritti che l'art. 7 D.Lgs. 196/03 riconosce nei confronti del titolare del trattamento. In particolare l'autore potrà chiedere di conoscere l'esistenza di trattamenti di dati che lo riguardano, la comunicazione, la cancellazione, la trasformazione in forma anonima, o il blocco dei dati trattati in violazione di legge, l'aggiornamento, la rettifica e l'integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;18 - ALTRE NORME&lt;br /&gt;La partecipazione al concorso implica l’accettazione integrale del bando di concorso e del presente regolamento, senza alcuna condizione o riserva. La mancanza di una sola delle condizioni che regolano la validità dell’iscrizione determina l’automatica esclusione dal Concorso letterario.&lt;br /&gt;Per qualsiasi controversia o contestazione vigono le leggi, i regolamenti e le consuetudini in materia ed è competente il Foro di Modena.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7022431746248041403?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7022431746248041403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/essere-o-sentire-segreti-e-misteri.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7022431746248041403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7022431746248041403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/10/essere-o-sentire-segreti-e-misteri.html' title='ESSERE O SENTIRE - Segreti e misteri'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-6380208132974751159</id><published>2010-09-24T02:40:00.000-07:00</published><updated>2010-09-24T02:46:43.646-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>17 OTTOBRE: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTA'</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Articolo di Barbara Cannetti&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il 17 ottobre, anche in Italia si celebrerà la giornata mondiale contro la fame e la povertà indetta dall’ONU. È questo un problema sempre più sentito tanto che -anche nei paesi industrializzati- si discute sempre più spesso di quelle che vengono definite “nuove forme di povertà”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tal proposito, l’Istat ha diffuso i dati relativi all’anno passato dai quali si evince che una famiglia italiana su tre è costretta a risparmiare sull’acquisto del cibo.&lt;br /&gt;Ecco alcune cifre: il 35,6% delle famiglie nel 2009 ha speso meno per i generi alimentari; il 63% delle stesse afferma di risparmiare sulla quantità di cibo acquistata, mentre il 15% risparmia anche sulla qualità, tanto che la spesa media mensile è scesa dell’1,7% rispetto al 2008. Il prodotto più penalizzato -i cui acquisti sembrano essere calati del 50%- è il pane; si tratta comunque di tagli generalizzati, salvo qualche eccezione. Ad avere maggiori difficoltà economiche, sono -ancora una volta- gli anziani soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi dati sono preoccupanti poiché evidenziano situazioni di debolezza e fragilità sociale: essi testimoniano, e al contempo sottolineano, quel che già sapevamo, ossia che la crisi economica non è solo un affare dei mercati, delle banche, delle grandi società finanziarie, ma è un problema che incide sulla vita di tutti i cittadini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia stessa insegna che le crisi economiche generalizzate -quando va bene- modificano le abitudini di consumo e -quando va male- innescano una serie di danni e disagi ancora più evidenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le cause di un tracollo economico individuale e delle sue conseguenti ricadute sociali possono essere le più disparate: si diventa indigenti se si resta soli, se si perde il lavoro, se ci si ammala o se la famiglia si disgrega...&lt;br /&gt;Per questo motivo ha fatto molto discutere l’affermazione del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Sacconi che avrebbe affermato «La lettura dei dati della spesa per le famiglie varia a seconda di come si inquadra questa voce statistica: se la si considera in senso ampio, come possiamo constatare nel contesto della crisi che abbiamo vissuto, la famiglia viene indirettamente sostenuta anche dalla spesa per invalidità, per ammortizzatori sociali e pensioni». (fonte: “Il Messaggero” del 29 agosto 2010).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La realtà, in molti casi concreti, ha già smentito queste affermazioni; è infatti risaputo che la presenza di una persona malata o portatrice di una disabilità grave o gravissima, determina un peggioramento della qualità di vita dell’intero nucleo familiare anche sotto l’aspetto economico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sul sito Superando si legge inoltre che, nel nostro Paese, viene destinato appena l’1,2% del Prodotto Interno Lordo al sostegno della famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stando così le cose, non ci si dovrebbe stupire del fatto che in Italia persistano livelli molto bassi di natalità e che –come denunciato da alcune associazioni di padri divorziati, alcuni di coloro che escono dalla propria famiglia si ritrovino in difficoltà. Chi lascia il tetto coniugale, infatti, si scopre molto spesso a dover sostenere i costi di gestione di una nuova abitazione, spesa che va a sommarsi al pagamento degli alimenti per figli e/o coniuge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La giornata contro la povertà è dunque nata proprio per richiamare l’accento su tutti questi aspetti e per sottolineare l’importanza di porre in atto azioni correttive al fine di scongiurare situazioni estreme, quali la perdita della vita sociale dei cittadini più svantaggiati. Lo sanno bene i senza fissa dimora che ogni giorno sono costretti a individuare nuove strategie per riuscire a soddisfare almeno i bisogni primari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se quel che è stato fatto finora per arginare il problema si è dimostrato insufficiente, le previsioni per il futuro più prossimo non sono affatto rosee dal momento che gli stessi tagli dovuti alla crisi economica vanno a incidere su tutti i servizi che si possono erogare, sui progetti che si possono portare avanti sul territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Asfalto, il blog che si occupa dei problemi e delle storie dei senza fissa dimora di Bologna è stato recentemente messo in vendita su e-bay. Si tratta di una provocazione posta in atto per tentare di reperire fondi, dato che il Comune ha dovuto tagliare i finanziamenti alla cooperativa sociale “La strada” con conseguente chiusura di alcune attività del centro diurno. È già successo al laboratorio artistico e, se non si troveranno altre entrate, presto toccherà anche a quello di informatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 ottobre si ricorderà anche questa amara realtà, perché per l’undicesimo anno consecutivo in molte piazze italiane i volontari organizzeranno ‘La notte dei senza fissa dimora’, un evento con cui si tenta di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla vita dei senzatetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutte le città che aderiranno all’iniziativa, si potrà assistere a diverse iniziative e, a mezzanotte, i volontari inviteranno i cittadini a dormire per strada (è il cosiddetto sleep out) nel tentativo di far comprendere a chi ha una dimora in cui tornare cosa significhi perdere tutto.&lt;br /&gt;Un antico proverbio degli Indiani d’America infatti ricorda che “prima di giudicare un uomo, bisogna camminare per tre lune nelle sue scarpe”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-6380208132974751159?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/6380208132974751159/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/17-ottobre-giornata-mondiale-contro-la.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6380208132974751159'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6380208132974751159'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/17-ottobre-giornata-mondiale-contro-la.html' title='17 OTTOBRE: GIORNATA MONDIALE CONTRO LA POVERTA&apos;'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-2159295607464945873</id><published>2010-09-20T02:42:00.000-07:00</published><updated>2010-09-20T02:44:28.001-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>I CAFONI</title><content type='html'>Articolo di Pasquale Faseli&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su un editoriale apparso su un giornale a tiratura nazionale, si metteva in relazione la fine dell’Era Cristiana con la proliferazione dei cafoni in tutto il mondo occidentale. Questa presa di posizione trovò in principio timidi assensi da parte di altre testate, con brevi articoli relegati nelle pagine interne. L’argomento era scottante e la maggior parte degli autorevoli giornalisti erano rimasti a guardare dalla finestra, in attesa dell’evolversi del dibattito. La cagione era che nessuno voleva ergersi a paladino di un evento che, pur essendo sotto gli occhi di tutti, mancava ancora di ufficialità.&lt;br /&gt;            Il precedente caso dello scrittore che aveva, con un suo libro, divulgato il nesso di causalità tra la fine dell’Era Democratica e la proliferazione delle mafie, era ancora custodito nella memoria collettiva. Costui era convinto che compito dello scrittore fosse quello di cogliere la verità, per diffonderla sotto forma di letteratura. Ma gli eventi susseguenti alla pubblicazione di quel libro avevano evidenziato che per il popolo, la verità è solo un atto di fede. Alla verità ci si può credere solo per fede, in quanto è impossibile dimostrare scientificamente la sua esistenza. Ecco perché, dopo le prime manifestazioni di stima, venne subissato di critiche, non solo per avere reso pubblico che il re era nudo, come il bambino della favola, ma anche e soprattutto per avere, con quel libro, smosso le coscienze di tanti. E quando si smuovono tante coscienze risulta oltremodo difficile riuscire a ricomporle per come erano prima. Ed anzi, a volte, una coscienza sconvolta rimane sconvolta per sempre.&lt;br /&gt;            Nessuno quindi voleva fare la fine di quel propagatore di verità, e così la questione sui cafoni rimase per lungo tempo tabù. Poi, come tutti sanno, si creò un fronte di intellettuali disposti a tutto pur di far conoscere la verità e, per non fare la stessa fine dello scrittore, decisero di prendere posizione in concomitanza. Per cui, in contemporanea, uscirono sui giornali articoli che denunciavano l’inizio dell’Era dei cafoni. Un’era per niente effimera, forse più duratura e devastante di quella mafiosa, perché i cafoni erano, oramai, in numero nettamente superiore ai mafiosi, e se contro la mafia si erano perse tutte le battaglie, figurarsi contro l’esercito dei cafoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            Che la fine dell’Era Cristiana avrebbe determinato la diffusione degli zotici in tutte le classi sociali, era stato previsto dagli antropologi. Saggi in tal senso facevano bella mostra nelle librerie senza suscitare l’interesse del pubblico colto, e neppure di quello incolto. Sembravano mere previsioni allarmistiche, come quelle sul peggioramento del clima, la desertificazione di nuovi territori, e la fine della civiltà a causa dell’esaurimento delle risorse energetiche. Tutti allarmismi ai quali la gente non prestava più fede, sia per i tempi lunghi necessari al verificarsi di questi eventi, e sia per istinto di conservazione: ognuno voleva conservare il proprio status, senza rinunciare a niente.&lt;br /&gt;            Così, mentre la Chiesa Cattolica lentamente si dissolveva, il vuoto che essa lasciava si andava inesorabilmente riempiendo di una differente religione. La quale, facendo a meno della vecchia morale, ne andava forgiando una nuova; una morale dove il bene e il male convivevano indistintamente, disciolti nel mare dell’individualismo. Nessuna etica quindi, nessuna regola di comportamento, ma tante etiche, tante regole così come tanti erano gli individui. La legge del più forte, la legge dei cafoni entrava crudelmente nella mentalità comune, coinvolgendo ogni ambito sociale. I cafoni si aggregavano in gruppi sempre più numerosi, fondavano partiti politici, occupavano il Parlamento ed ogni settore della Pubblica Amministrazione. I mas media divulgavano in positivo questo nuovo modo di fare politica: non già a servizio della collettività, ma a servizio del singolo cafone. La gente percepì subito come negativa questa nuova impostazione della società; ma il pensiero umano, di fronte alla ripetizione di una realtà tamburellata da più fonti medianiche, finisce con l’assuefarsi. È risaputo infatti che ogni cambiamento sociale è percepito solo all’inizio. Poi, man mano che il cambiamento si espande, la sua percezione diminuisce fino a scomparire. Difatti, quando in molte università comparvero manifesti con la frase di Dostoevskj: “Se Dio è morto, tutto è permesso”, nessuno ci fece caso. &lt;br /&gt;            In verità non era morto solo Dio, ma anche il sentimento della vergogna.       &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;            &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-2159295607464945873?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/2159295607464945873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/i-cafoni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2159295607464945873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2159295607464945873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/i-cafoni.html' title='I CAFONI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-6646658239402326758</id><published>2010-09-06T03:54:00.000-07:00</published><updated>2010-09-06T04:03:10.583-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>ARRIVA IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI MANTOVA!!!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Ragazzi, appuntamento imperdibile a Mantova!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una manifestazione all'insegna del divertimento culturale, cinque giorni di incontri con autori, reading, spettacoli, concerti. Festivaletteratura è ormai da molti anni un appuntamento fisso per chi ama la lettura e per chi è semplicemente curioso e sa di poter incontrare scrittori, musicisti, attori per le vie e le piazze della città.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Festivaletteratura di Mantova ha conosciuto nelle passate edizioni un grande successo di pubblico, segno dell'originalità della sua formula e della qualità e della varietà delle sue offerte. Gli incontri tra pubblico e autori, le letture, le performances teatrali e musicali vengono presentati in luoghi insoliti di forte valenza storico-artistica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una formula consueta nei paesi anglosassoni - e Mantova si ispira a quello ormai celebre di Hay-on-Wye nel Galles - che si è rivelata ideale in un luogo ricco di fascino e a misura d'uomo come la città dei Gonzaga.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cultura e lettura durante il Festival diventano intrattenimento, uno spettacolo dal vivo ambientato nella cornice di una città d'arte, facilmente percorribile a piedi, che nelle giornate di settembre si trasforma nell'accogliente cittadella del Festival, dove pubblico e autori si avvicinano in assoluta libertà.Scrittori, pubblico, organizzatori, volontari dell'Associazione Filofestival contribuiscono tutti insieme a creare un'atmosfera di festa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Agli incontri letterari - cuore del programma - partecipano narratori e poeti italiani, scrittori di fama internazionale e delle ultime generazioni, intervistati da colleghi di fama, giornalisti ed esperti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un'attenzione particolare è rivolta ai bambini, a cui è dedicata un'apposita sezione del Festival con incontri, laboratori ed animazioni.Festivaletteratura propone inoltre percorsi guidati al patrimonio storico culturale della città; momenti teatrali con testi firmati da importanti autori; reading di poesia, per poter ascoltare dalla viva voce dei poeti il senso del loro mondo e dei loro sentimenti; spettacoli musicali dove interpreti di valore rendono omaggio a varie tradizioni letterarie; incontri su arte, architettura, design e libro illustrato. A tutto questo si aggiungono le colazioni con gli autori e reading in lingua nello spazio di piazza Concordia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In occasione del Festival, Mantova apre le porte di palazzi monumentali e di giardini privati e offre le proprie piazze e le proprie strade per incontri e spettacoli. Oltre ai tesori d'arte più conosciuti, Festivaletteratura entra in luoghi meno turistici ma ugualmente preziosi, scoprendo di anno in anno nuovi spazi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel corso della manifestazione è tutta la città ad animarsi: il centro storico con i suoi negozi, caffè e ristoranti vengono coinvolti in occasioni diverse di scoperta, conoscenza e valorizzazione di Mantova.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Clicca &lt;a href="http://www.festivaletteratura.it/2010/programma.php"&gt;QUI PER VEDERE IL PROGRAMMA&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-6646658239402326758?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/6646658239402326758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/arriva-il-festival-della-letteratura-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6646658239402326758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6646658239402326758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/09/arriva-il-festival-della-letteratura-di.html' title='ARRIVA IL FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI MANTOVA!!!'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-6129763970722053825</id><published>2010-08-22T04:14:00.000-07:00</published><updated>2010-08-22T04:16:45.103-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>RISVEGLIO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Durante l’estate i ritmi rallentano, le giornate si illuminano e la mia mente si rigenera.&lt;br /&gt;Avendo molto più tempo per soffermarmi ad osservare ciò che mi circonda, mi ritrovo ad emozionarmi in continuazione riscoprendo nella semplicità un valore ineguagliabile.&lt;br /&gt;Cammino per le strade della città senza meta, con un passo morbido, lo sguardo panoramico, guardo la gente e “la vedo”, sì la vedo come se fosse la prima volta e ammiro rapita la bellezza della diversità. Mi accomodo su una panchina con l’intento di&lt;br /&gt;frugare fra la moltitudine  e colgo i sorrisi, l’allegria, le preoccupazioni, l’indifferenza, la cecità, li faccio miei riscoprendomi affamata di umanità.&lt;br /&gt;Penso che siamo davvero un capolavoro e di quanta gioia potremmo contagiarci a vicenda riconoscendoci come simili e scambiandoci un sorriso, una sana pacca sulla spalla, una carineria, due parole… uscire da questo offuscamento e impoverimento di sentimenti, ricominciare a vedere, senza paraocchi.&lt;br /&gt;Ho ripetuto l’esercizio passeggiando nel mio paese che sono solita attraversare in auto. Qui la gente si trasforma in persona, nel senso che c’è già più l’abitudine al saluto e così trovo facilmente un ricambio al mio sorriso, con questa premessa due chiacchiere sono l’inevitabile passo successivo.&lt;br /&gt;Il risultato è stato il sentire dentro di me un calore che mi è arrivato fino al cuore, uno stato di benessere psico-fisico per aver dato a ricevuto piacere, con un gesto così semplice!&lt;br /&gt;Sì, abbiamo bisogno di essere visti, ascoltati, toccati, considerati.&lt;br /&gt;In una situazione normale mi sarei innervosita con la convinzione di aver sottratto del tempo prezioso alla mia giornata, abituata al frenetico ritmo che ci accompagna nel lavoro e nelle varie attività quotidiane.&lt;br /&gt;Ma per far cosa? Cosa vale di più nella vita? Mi rendo conto di non aver prima d’ora nemmeno avuto il tempo di pormi questa domanda, incredibile.&lt;br /&gt;Rallentare per riflettere mi ha portato ad avere una visione più equilibrata e appagante della vita.&lt;br /&gt;Ma lo avete mai osservato un prato per tutto il corso di una stagione? Avete notato quante varietà si succedono, il mutamento dei colori? Ma è semplicemente una meraviglia!&lt;br /&gt;Ho fatto altri esercizi provando emozioni uniche:&lt;br /&gt;camminare a piedi nudi nell’erba;&lt;br /&gt;abbracciare un albero;&lt;br /&gt;osservare il laborioso lavoro di un’ape;&lt;br /&gt;ascoltare il silenzio;&lt;br /&gt;svegliarsi in tempo per ammirare l’alba;&lt;br /&gt;ascoltare i racconti di un vecchio con interesse;&lt;br /&gt;ridere;&lt;br /&gt;scrivere una lettera affettuosa a mia madre;&lt;br /&gt;dire come sto per davvero;&lt;br /&gt;gustare il cibo con calma.&lt;br /&gt;Più in generale, dare un valore ad ogni piccola cosa, assaporando tutto quello che già abbiamo a disposizione, dedicando un po’ del mio tempo alla riflessione, a caccia di emozioni, sensazioni, impressioni, profumi da condividere con gli altri, con gusto, già dal primo morbido contatto del mio piede nella pantofola, calda e accogliente.&lt;br /&gt;La vita è meravigliosa, la banalità di questa frase contiene una verità assoluta.&lt;br /&gt;Sono felice, possiamo essere felici, semplicemente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Monica Pala&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-6129763970722053825?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/6129763970722053825/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/risveglio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6129763970722053825'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6129763970722053825'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/risveglio.html' title='RISVEGLIO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8577031485245425339</id><published>2010-08-12T01:09:00.000-07:00</published><updated>2010-08-12T01:10:28.501-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>IL LIBRO E' VICINO AD UNA SVOLTA?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Articolo di Barbara Cannetti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La diffusione delle nuove tecnologie, ha reso sempre più facile l’accesso al WEB e, quindi, alla libera informazione. Tutto ciò ha inoltre determinato la nascita e poi la crescita del mercato dei libri in formato audio e digitale (i cosiddetti e-book).&lt;br /&gt;Si sono così aperte nuove possibilità ed opportunità di lettura, non solo per chi ha problemi di vista ma anche per i normodotati.&lt;br /&gt;E se in Italia il libro digitale stenta a diffondersi, ben diversa appare la situazione negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;Il cinque agosto 2010 sia “Il corriere della sera” che “La repubblica” annunciano che “Barnes &amp;amp; Noble” -ossia la più grande rete libraria d’America, la stessa che in passato ha spazzato via dal mercato americano molti negozi di tipo tradizionale- è stata messa in vendita. A partire dal primo punto vendita aperto a New York nel 1971, questa società si è largamente diffusa arrivando a contare ben 720 stores che si affiancano a 600 negozi di tipo tradizionale. Ora, però, sono arrivati i problemi, sorti –almeno in parte- proprio a causa della diffusione del libro digitale, dato che gli e book riducono gli spazi e quindi i margini di guadagno legati all’editoria tradizionale &lt;br /&gt;Ronald Burkle, il detentore del 20% di Barnes &amp;amp; Noble, ha tentato una scalata alla società. Il suo scopo, come si legge sui quotidiani,è quello di ottenere la maggioranza assoluta per poi vendere o chiudere molti punti vendita e concentrarsi sul digitale. Questa operazione ha determinato grossi problemi anche di tipo legale tuttora aperti. Il socio di maggioranza, però, a sorpresa ha comunicato la messa in vendita della società.  Alcuni ritengono che si tratti solo di un gioco per avviare una vera e propria ristrutturazione.&lt;br /&gt;Comunque stiano veramente le cose, quel che conta è che il libro digitale continua a far parlare di sé, portando sempre più scompiglio negli equilibri preordinati del settore.Su di esso ed in particolare sul suo ruolo, molto si è ormai discusso anche in Italia. Umberto Eco, ad esempio, tempo fa ha affermato che, pur amando le opere in formato cartaceo, è favorevole alla diffusione dei libri anche in altri formati purchè questo serva ad incrementare la lettura.&lt;br /&gt;Un discorso ancora diverso, invece, si può fare sui testi che hanno carattere scientifico.&lt;br /&gt;Francesco M. Cataluccio, domenica 11 luglio 2010, ha scritto a tal proposito un articolo su “Il Sole 24 Ore” in cui afferma che in America ed in particolare nella biblioteca del dipartimento di fisica della Stanfort University, da mesi è in atto una rivoluzione tecnologica.&lt;br /&gt;L’intento è quello di creare una vera e propria biblioteca digitale all’interno della quale i libri in formato cartaceo diventeranno l’eccezione e non più la regola.&lt;br /&gt;Gli utenti potranno utilizzare i terminali per consultare ben 28 database online, contenenti la lista dei volumi digitali, oltre che a 12000 riviste scientifiche. La direttrice della biblioteca -Stella Ota- ha affermato che in tal modo verrà risolto il problema della carenza e della gestione degli spazi, visto e considerato che, ogni anno, vengono acquisiti circa 100.000 nuovi libri (più o meno 273 testi al giorno).&lt;br /&gt;E questa sembra essere la strada a cui si stanno avviando un po’ tutte le biblioteche universitarie, tanto che c’è chi prevede la scomparsa delle biblioteche scientifiche tradizionali entro una decina di anni.&lt;br /&gt;Se ciò accadrà, probabilmente ci saranno anche degli aspetti negativi. Le copie cartacee dei manuali e dei testi scientifici diventeranno infatti sempre più rare e quindi costose, con conseguenti ripercussioni sulla editoria di settore.&lt;br /&gt;Ed è proprio questo che, più di ogni altra cosa- preme agli amanti dei libri in generale: evitare la crescita dei prezzi o – a parità di costi- la riduzione della qualità dei prodotti.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8577031485245425339?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8577031485245425339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/il-libro-e-vicino-ad-una-svolta.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8577031485245425339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8577031485245425339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/il-libro-e-vicino-ad-una-svolta.html' title='IL LIBRO E&apos; VICINO AD UNA SVOLTA?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7233715570348434374</id><published>2010-08-06T10:38:00.000-07:00</published><updated>2010-08-06T12:00:26.700-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>QUANDO IL SOLE... GIRA ATTORNO ALLA TERRA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Da decenni ormai ci si chiede se si debba dar voce a chiunque, indiscriminatamente, facendo prevalere sul resto il concetto di libertà e democrazia o se, al contrario, sia necessario un filtro a difesa della qualità. Purtroppo i tipi de "Lo Specchio" hanno sorvolato su ambedue le questioni pubblicando l' "articolo" dal titolo &lt;em&gt;Omosessualità: la quinta faccia dell'amore?&lt;/em&gt; (clicca &lt;a href="http://www.lospecchiodellacitta.it/popup.asp?id1=1&amp;amp;Numero=0&amp;amp;IDAnno=0&amp;amp;Azione=Find&amp;amp;ID=7731"&gt;QUI&lt;/a&gt; per andare alla pagina citata). Infatti questo pezzo non è né democratico e né filtrato in alcun modo secondo, non dico principi "letterari", neppure secondo i principi della decenza. Come si può dar voce a un'accozzaglia di supposizioni ridicole, tenute assieme da un impasto di retorica a buon mercato che a tratti risulta imbarazzante per quanto è becera? Io non lo so di certo, provate a chiedere all'editore in questione come si fa. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo l'autore del pezzo accettare l'esistenza di omosessuali è sinonimo di "crollo della morale". E invece accettare uno che afferma che gli eterosessuali sono superiori (gli è testimone San Paolo) che è, se non un crollo della decenza, della liberta e, in definitiva della morale?  Accettare uno che ha la presunzione di dire che Dio ha creato l'uomo per la donna punto e basta, come se lui avesse apprena preso un caffè col Creatore e questi gli avesse spifferato tutto ciò che c'è da sapere, che è? E' ammettere l'ignoranza, ecco cosa, quindi anche questo caso contempla il crollo della decenza. Inoltre, pratica molto spregevole di far perno, durante l'intera stesura dell'articolo, su un'unica teoria che è quella del Creazionismo. Be', cos'è, fa comodo non parlare di Evoluzionismo? Purtroppo, per chi scrive porcherie del genere, ci sono ancora persone che non si fanno guidare come pecore dalla retorica, specie da quella da due soldi, ragionano e vanno in cerca della campana che si è tenuta "abilmente" nascosta per sentire se suona anche quella. In questo caso suona di brutto. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E, approposito di evoluzionismo, la mano che ha redatto questo pezzo pare avvalorare le teorie di Darwin... abbiamo forse trovato l'anello mancante, l'anello che collega l'uomo alla scimmia?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non so, sono etero eppure... dopo aver letto 'sta zuppa di parole apparsa su "Lo Specchio" ho una gran voglia di abbracciare un omosessuale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Marco "Kito" Toccacieli &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"&lt;em&gt;Ma non vi disgusta questa congiura sociale? C'è un solo sentimento che non venga condannato? Gli istinti più nobili, le simpatie più pure sono oggetto di persecuzione, di calunnia, e se finalmente si trovano due povere anime, tutto è organizzato perchè non possano congiungersi. Ma loro ci proveranno, sbatteranno le ali, si chiameranno. E presto o tardi, dopo sei mesi o dieci anni, finiranno col riunirsi, si ameranno, perchè è il destino che lo esige, perchè sono nate l'una per l'altra".  &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Flaubert.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7233715570348434374?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7233715570348434374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/quando-il-sole-gira-attorno-alla-terra.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7233715570348434374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7233715570348434374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/08/quando-il-sole-gira-attorno-alla-terra.html' title='QUANDO IL SOLE... GIRA ATTORNO ALLA TERRA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-2761901787483409840</id><published>2010-07-27T03:05:00.000-07:00</published><updated>2010-07-27T03:06:59.774-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>ARRIVA IL BUSKERS FESTIVAL!</title><content type='html'>&lt;em&gt;Di Barbara Cannetti&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anche nel 2010, dal 21 al 29 agosto dopo una anteprima a Comacchio prevista per il 20, a Ferrara si terrà il Buskers Festival, una poliedrica ed interessante manifestazione in cui oltre mille artisti di strada, provenienti da tutto il mondo suoneranno, balleranno e canteranno liberamente per le vie della città.&lt;br /&gt;È questa, infatti, l’occasione in cui ogni anno, il centro storico estense, per una intera settimana, risuona di musica ed allegria, fino a diventare un vero e proprio teatro a cielo aperto. Unico collante per le più variegate modalità espressive, è la voglia di divertirsi e l’amore per la musica.&lt;br /&gt;La Nazione ospite di questa XXIII edizione sarà la Francia, Paese in cui gli spettacoli ‘on the road’ sono, da sempre, molto diffusi ed apprezzati.&lt;br /&gt;Ogni volta che la mia città apre il sipario su questa manifestazione, il mio pensiero corre a Joshua Bell, violinista di fama mondiale che nel 2007 suonò il suo prezioso Stradivari (datato 1713 del valore di quasi quattro milioni di dollari ) nella metropolitana di Washington e fu praticamente ignorato dai passanti. &lt;br /&gt;Fu il Washinton post a chiedere al musicista di esibirsi in un luogo pubblico come un artista di strada qualsiasi. L’intento era quello di saggiare la capacità delle persone di apprezzare la musica di qualità in un contesto anomalo.&lt;br /&gt;Bell - in qualità di violinista sconosciuto- per circa quarantatrè minuti si esibì suonando brani di  Bach, Schubert e Massenet riuscendo ad incassare 32,17 dollari, oltre ai venti lasciati da Stacy Furukawa, demografa al Dipartimento del Commercio, l’unica che riconobbe l’artista.&lt;br /&gt;In quell’occasione, inoltre, nonostante l’enorme afflusso di viaggiatori, solo 7 persone si fermarono ad ascoltare per almeno un minuto. Eppure si trattava dello stesso musicista che suonava nei più prestigiosi teatri e nelle più famose camere da musica (i biglietti meno costosi di un suo concerto si vendevano all’epoca a cento dollari l’uno). Questo – del resto – è normale perché quando ci si esibisce di fronte ad un pubblico pagante, il proprio valore artistico è già di per sé riconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo esperimento, naturalmente, apre altre e più complesse riflessioni. Mi chiedo fino a che punto la nostra capacità di giudizio possa essere veicolata. Quando si legge un libro, ad esempio, si è costretti a scegliere quel che si trova nelle librerie, quel che è stato pubblicato, sulla base di preferenze di autore oltre che di genere, che altri hanno effettuato a priori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi chiedo, in particolare, quanto -della fama di un artista o di uno scrittore, dipenda dal vero talento e quanto, invece, dall’occasione.&lt;br /&gt;È probabile che ci siano molti talenti -qualunque sia la loro forma espressiva, che restano del tutto sconosciuti perché non hanno la possibilità di sfondare, di arrivare in qualche modo all’attenzione dei cosiddetti ‘talent scout’, ossia di coloro che possono aprire le porte del successo ad uno sconosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte mi chiedo anche cosa accadrebbe se, qualche grande autore del passato, si presentasse oggi ad una casa editrice con un manoscritto inedito. Chissà se verrebbe letto o cestinato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stessa domanda sorge spontanea anche tutte le volte che esce in libreria l’opera di un personaggio famoso che, pur non essendo scrittore, anche in virtù del proprio nome sembra avere tutte le strade aperte. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-2761901787483409840?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/2761901787483409840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/arriva-il-buskers-festival.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2761901787483409840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2761901787483409840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/arriva-il-buskers-festival.html' title='ARRIVA IL BUSKERS FESTIVAL!'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8662301391937999929</id><published>2010-07-26T03:02:00.000-07:00</published><updated>2010-07-26T03:11:41.333-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>L'AMICO FRANCK</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Esker Ridge&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum Creativity Station&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uno&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sempre a quest'ora, un po’ prima della luce, Franck andava ad ascoltare i propri passi risuonare sui mattoni lungo le sponde del fiume. La Senna l’accompagnava, scivolando dolcemente al suo fianco come un animale agile e scintillante, e si strusciava contro gli argini con un sibilo dolce e ipnotico, liscia e calma come un sogno da svegli. Avevano una complicità tacita e silenziosa e condividevano gli stessi segreti: era infatti questo lungo e largo serpente di mercurio che inghiottiva compiacente tutti quelli che lui freddava, e che restituiva da qualche parte tra Parigi e Le Havre soltanto quando il loro degrado non permetteva più di identificarli e di effettuare ricerche. Era la sua unica complice, la sua confidente e la compagna ideale: era sempre lei e non era mai la stessa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più tardi sarebbe andato a suonare da Martin, che sarebbe stato lì, lo sapeva, e gli avrebbe detto, ne era sicuro: “- Jean, vecchio mio, sei caduto dal letto, cosa ti porta qui a quest’ora? Dai entra…” o qualcosa del genere. Martin conosceva solo Jean, una delle sue numerose identità, mentre Franck conosceva Martin a fondo adesso, anche troppo: era giunto il momento di concludere. Lo avrebbe eliminato, era il contratto, e ciò bastava. Lo avrebbe fatto bene, come al solito, per un po’ sarebbe sembrata una fuga all’estero, finché non avrebbero ritrovato il suo cadavere. Se mai l’avessero ritrovato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era il momento in cui la città aspettava la sua razione d’aria e di luce per la giornata. Si accese una sigaretta e continuò a risalire la sponda della Rive Gauche fino al ponte Neuf dove si sedette su una panchina e osservò per un momento l’Ile de la Cité, sovrastata dalle due torri di Notre Dame che s’innalzavano come le ciminiere del battello gigantesco e immobile che da secoli portava le anime deboli per un viaggio senza ritorno. Si chiese se Martin si fosse mai preparato per un tale viaggio, se avesse mai rappresentato la propria morte - e un suo ipotetico svolgimento -, e se la stesse custodendo con timore riverente o semplice noncuranza, come un altro se stesso nascosto dietro una maschera di ferro e confinato in un angolo ristretto e buio della mente. Non avevano mai parlato della morte insieme. Ora Franck ne sarebbe stato il regista, se ne sarebbe appropriato e Martin non avrebbe potuto recitare, ancor meno improvvisare: era già interamente pianificata. Gli avrebbe tolto la vita ma anche l’idea stessa della morte, cosicché non avrebbe capito che stesse morendo veramente: Martin era morto quando Franck-Jean era entrato nella sua vita.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ripassò mentalmente il programma della giornata. Si chiese dove, a casa di Martin, si sarebbe concluso il loro lungo e intenso rapporto: in cucina? Nel corridoio? Nel bagno? Subito nell’ingresso? Probabilmente sì. Sperava che tutto si svolgesse molto velocemente, senza dover rincorrere l’amico nell’appartamento e soprattutto senza lamenti o urli, era questo che lo preoccupava. Ciò lo disgustava in realtà. Questa mancanza di dignità davanti la morte quando è ineluttabile, lo faceva vomitare. No, non gliene avrebbe lasciato il tempo, non gli avrebbe permesso di cedere al panico e perdere la sua dignità piangendo e chiedendo pietà, o ancora tentando di giustificare un errore di cui lui non sapeva nulla. Era totalmente inutile, ed era fuori luogo. Franck sapeva solo chi, come e quando. Mai perché. Non lo voleva proprio sapere semplicemente perché non gliene importava, non faceva parte delle sue ragioni di vita. Il perché apriva sempre la dimensione morale in una faccenda e rendeva tutto subito più pesante e confuso; il perché conduceva alla menzogna, all’irresponsabilità, al tradimento, al caos, si moltiplicava e si diffondeva come un virus, era la piaga che conduceva lentamente l’umanità verso la sua estinzione, perché non si sarebbe più potuta muovere, sempre più impacciata nell’attesa di ragioni nuove e migliori di muoversi: la coerenza e la lealtà di ognuno soltanto, verso i propri gusti, istinti, desideri e sogni, potevano salvarla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E così, più tardi, Franck avrebbe abbracciato Martin affettuosamente, avrebbe pronunciato il nome del suo mandante sussurrandoglielo dolcemente all’orecchio, lasciandogli un secondo o due per capire mentre coglieva lo stupore e l’incomprensione nell’espressione e nello sguardo del suo amico come primo compenso; nel frattempo avrebbe piazzato lestamente una punta d’acciaio lunga e sottile tra i loro petti e appoggiato la base di legno sul proprio sterno; unendo infine le mani dietro la schiena di Martin avrebbe chiuso l’abbraccio e iniziato a stringere lentamente la morsa infilzandola risolutamente diritto nel cuore. E tutto sarebbe finito lì. Avrebbe accompagnato cautamente la caduta del corpo compiendo l’ultimo passo di un tango letale e mentre Martin si sarebbe accasciato per terra come un pupazzo invertebrato, si sarebbe inginocchiato velocemente all’altezza del petto, togliendone il punteruolo e avvicinandovi l’orecchio… Non aveva rinunciato al sangue, benché fosse più difficile da gestire ed esistessero mille modi più efficaci e più puliti per ammazzare qualcuno. Ma non poteva rinunciarvi, doveva ascoltare ogni volta il sangue colare dal taglio sottile e sentire il cuore boccheggiare e dimenarsi impotente mentre si svuotava e annegava nella propria linfa con un sibilo dolce e ipnotico. La scena si sarebbe svolta senza grida e senza urti, liscia e calma come un sogno da svegli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli piaceva Martin, cosi come gli era piaciuto tutto il tempo che aveva trascorso assieme a lui. Era un gran bel amico, probabilmente la vittima più cara fino ad ora. Ma era questo il suo metodo: fare parte della vita privata delle vittime, entrare nei loro cuori, occupare il loro presente in tale modo da sembrare di far parte del loro passato, conoscere tutto delle loro abitudini, dei loro vizi, e dei loro sogni. Per questo motivo, la durata di un rapporto era variabile. Decideva di agire soltanto quando era riuscito a cancellarsi di dosso ogni traccia di estraneità nel contesto quotidiano di ognuna. Si muoveva con empatia, e colpiva infine con empatia: voleva che ne valesse la pena, voleva che il suo sacrificio fosse importante quanto quello della loro vita, rinunciava ai propri sentimenti offrendoli come risarcimento per la loro uccisione, e come riscatto per la loro disgrazia. Poiché era un amico ad ucciderle, il suo tradimento toglieva loro la paura assieme ad ogni forma di colpa e lui allora poteva consegnarle alla morte con una dignità intatta e l’anima in pace, rendendo tutto più leggero, più intimo e puro, e in un certo senso si, più bello. Era sicuramente l’amico più infido, ma al tempo stesso il nemico più fidato: lo stupore emarginava la sofferenza oltre i confini della coscienza, fissava la mente sul suo sguardo dolce e ipnotico, e non vi era mai nessuna lenta e dolorosa agonia. Era ancora un amico quando le accompagnava nella morte, e lui colpiva dolcemente, preso da una sorta di rapimento, e seguendo un rito crepuscolare della coscienza che si compiva al buio con la sola consapevolezza dei propri gesti. Un sogno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sarebbe sbarazzato del cadavere di Martin la notte seguente, dopo avergli tolto i denti – le avrebbe soltanto limati probabilmente -, e tagliato le mani – o soltanto bruciato l’estremità delle dita -, per intralciarne il riconoscimento. Ma questa era solo la routine. Il contratto infatti prevedeva di cucirgli le labbra, le orecchie, e le palpebre con il filo da pesca, volutamente grosso e resistente, anche se la cosa delle tre scimmiette gli sembrava un po’ superata, e decisamente ridicola. Ma avrebbe provveduto ugualmente, perché questo era il messaggio che si voleva lasciare semmai un giorno fosse ricomparso il cadavere. La sua sparizione non sarebbe stata ignorata da alcuni: erano quelli che si voleva colpire veramente, perché non esisteva niente di più suggestivo e deterrente che l’assenza improvvisa, senza spostamento apparente e senza destinazione per coprirne il vuoto, creava un terrore insidioso e impalpabile che non si riusciva mai a collocare nello spazio e nel tempo, e che presto si insediava nelle menti, si impossessava della veglia, del sonno, del pensiero e dei sogni, muoveva le ombre negli angoli, e si spostava in margine della luce, con movimenti furtivi percepiti solo con la coda dell’occhio, mentre la vita diventava un teatro abbandonato e silenzioso di ombre baluginanti in periferia dello sguardo e di voci sottili e aguzze che bisbigliavano e ridevano sulla soglia dell’orecchio, un’unica e identica scena che si ripeteva all’infinito, sovrastata e assillata perennemente da una paura implacabile come il sole nel deserto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Intanto avrebbe goduto un po’ di riposo, guardando un paio di film della vasta raccolta di dvd di Martin, bevendo una delle sue ottime bottiglie di vino, magari spiccando la giornata con un pisolino di un paio di ore; in seguito avrebbe messo il cd del Requiem di Mozart che aveva regalato a Martin – lo regalava sempre pur di averlo sempre a portata di mano - nello stereo e avrebbe ripulito la casa da cima a fondo e svuotato cassetti e armadi in tutte le valigie e borse che avrebbe trovato. Allora avrebbe dato inizio all’ultimo viaggio del suo defunto amico, preparandolo accuratamente come le spoglie di un faraone per la sua consegna al popolo dell’al-di-là, e alla Senna, liscia e calma come un sogno da svegli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Due&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Jean, vecchio mio, sei caduto dal letto, cosa ti porta qui a quest’ora? Dai entra… Caffè?…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Ciao Martin. Volentieri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Lungo, vero? L’ho appena fatto. Tutto bene?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Si, certo, tu?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Al solito, una serata di merda ieri. Sai, Wanda, quella troietta che avevo attraccato da Lou’s la settimana scorsa?… Beh mi ha mollato per quel coglione di Doug… Ma ci credi tu? Doug!… Quell’imbecille!… Le ho chiesto una spiegazione e sai cosa mi ha risposto? Che non poteva stare con un perdente! Io? Un perdente!… Ma ti rendi conto Jean?… Ehi… Che fai?… Mi abbracci, ora?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Sì, Martin.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Cosa c’è che non va? C’hai un problema? Vuoi parlarne?…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Paul Danton…&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Paul… Danton… Ma ch…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8662301391937999929?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8662301391937999929/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/lamico-franck.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8662301391937999929'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8662301391937999929'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/lamico-franck.html' title='L&apos;AMICO FRANCK'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8468915135586055815</id><published>2010-07-26T01:59:00.000-07:00</published><updated>2010-07-26T02:23:34.489-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>IF</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Giulia Torri&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum Scrittori della Notte&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anno domini 1337. Leighton Buzzard, Inghilterra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine si coprì i lunghi capelli biondi con uno scialle nero e chinò la testa in segno di lutto. Ai suoi piedi, nel terreno umido, si apriva una buca dalle piccole dimensioni. Fece un lungo respiro e si chinò. Raccolse il corpo senza vita di sua nonna e, senza guardarle il volto, la scaraventò sul fondo della bara naturale che le aveva creato. Con foga sradicò la pala che aveva impiantato nel suolo ricoperto da foglie brinate e iniziò a riempire la buca. Le lacrime le bruciavano il volto e scendevano senza ritegno, mentre sfogava la sua rabbia verso il destino su quella maledetta fossa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Devi essere forte” le aveva detto sua nonna poco prima di morire, ma non ci riusciva. Al mondo ora era rimasta sola, nessun parente, nessun amico. Sola contro tutti. I suoi genitori erano spirati poco dopo la sua nascita ed era stato solo grazie alle cure amorevoli della nonna che era cresciuta e diventata la donna che era ora. Le doveva tutto e non riusciva a sopportare l’idea che adesso lei non ci fosse più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tirò su col naso e deglutì. Ecco, pensò, ormai è fatta. Gettò un ultimo sguardo ai suoi piedi e poi rincasò. Gli inverni erano fretti, ma lei non li pativa. La capanna in cui viveva era lacera e smunta, nessuna fonte di calore e troppe fonti di luce. Dietro aveva un piccolo giardinetto che ora avrebbe fatto da casa al corpo di sua nonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si preparò un infuso e si sedette su una delle seggiole in legno dell’abitazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chissà se ci rincontreremo mai. Sorrise tristemente reprimendo le lacrime, mentre ripensava alla loro ultima conversazione. Se solo non fosse stata l’ultima... Strinse con foga le dita intorno alla tazza fino a quando le nocche non sbiancarono, rendendola più pallida di quel che già era. Era una caratteristica di famiglia, le aveva detto sua nonna, quella della palle cinerea che le rendeva ancora più chiari rispetto alle altre persone, e così anche quella gli occhi celesti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tirò un pugno sul tavolo e si alzò di colpo, facendo stridere la sedia mentre scivolava sul pavimento lercio. Doveva reagire, non c’era tempo per piangersi addosso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prese la mantella nera e uscì nell’aria gelida. Il sole stava già calando dietro le colline imboschite, gettando la cittadina nell’oscurità. Catherine camminava lentamente, stretta nel suo mantello più che per il freddo, per nascondersi alla vista delle poche persone che coraggiosamente vagavano per strada a quell’ora, incuranti dei pericoli. Il crepuscolo era l’ora migliore per i briganti che approfittavano di quell’ora di mezzo per concludere il loro giro di crimini che iniziava nei boschi di giorno. Ma Catherine non aveva paura, ne aveva passate tante in vita sua che non la spaventavano certo dei contadini morti di fame che giocavano a fare i cattivi, anche se aveva potuto vedere fin dove si potevano spingere anche gli uomini più mansueti per la sopravvivenza. Da quel punto di vista, Catherine era felice di essere un po' diversa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una pattuglia di soldati del re Edward III di Windsor irruppe nella strada maestra, costringendo la ragazza a fare un brusco cambiamento di rotta, in un vicolo tra due casupole. Si appiattì su uno dei muri sudici e seguì con lo sguardo i cavalieri passare. Tirò un sospiro di sollievo e continuò la sua passeggiata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un grido proveniente da una finestra attirò la sua attenzione. Si voltò sorridendo: era finita la sua ricerca. Si spostò sul retro della casa e si guardò intorno circospetta. Il buio l’aiutava. Spiccò un balzo e afferrò una trave di legno che fuoriusciva dall’edificio. Aveva le gambe a penzoloni e muovendole si diede lo slancio per fare un ulteriore salto e aggrapparsi con la mano libera al muro. Continuò la sua arrampicata a mani nude per pochi istanti. Si era talmente abituata a quel genere di cose che neanche sentiva più la fatica. I suoi muscoli si erano rafforzati e gli occhi si erano acuiti sempre di più, facendole notare feritoie tra le assi dove inserire le mani per procedere: spiragli che sarebbero risultate invisibili a chiunque. Anche la notte, ormai, non presentava per lei nessun ostacolo, ma solo un’alleata preziosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si appollaiò sul davanzale, appoggiandosi alla cornice della finestra per restare in equilibrio.Guardò all’interno della stanza e le si presentò una scena uguale a quella che aveva visto fin troppe volte. Così tante che ormai si era abituata e aveva smesso di commuoversi per essa da tempo.Una donna stava moribonda nel letto, urlando di dolore per un qualche male interno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Chi siamo noi per decidere chi ha il diritto di vivere e chi no? Non possiamo commettere lo stesso errore degli uomini, stolti; non possiamo essere superbi quanto loro. Noi siamo superiori da questo punto di vista, ricordatelo, piccola mia. Per questo noi ci dobbiamo limitare soltanto a portare a compimento un Destino già segnato”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Cioè? Cosa vuoi dire, nonna? Non capisco...”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Voglio dire i nostri obbiettivi non sono innocenti e brave persone, no. Sono coloro che soffrono per una morte ormai inevitabile; sono coloro che desiderano il suicidio, perché non si rendono conto del dono fatto loro e sono perciò indegni di vivere; sono coloro che vogliono sostituire Dio con il loro operato e pretendono di gestire le vite degli altri, ma non riesco neanche ad arbitrare le loro. Sono loro, i nostri obbiettivi".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine chiuse gli occhi e fulminea si fiondò sulla donna. In un istante canini le si allungarono e affondarono nel collo della malata. Quella non fece neanche in tempo ad accorgersi di quanto stava succedendo che spirò sotto la presa forte della ragazza. Un sorriso liberatorio si dipinse sul suo volto, prima di cedere definitivamente alle sofferenze della vita.Catherine si pulì la bocca con il dorso della mano e veloce come era venuta, se ne andò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una ragazza dai lunghi capelli corvini camminava nella notte. La luna era appena stata coperta da una nuvola livida di pioggia che aumentava il senso lugubre della scena. Catherine si chiese che luogo fosse. Era tutto così diverso dalla sua cittadina. Le strade erano dure e grigie, non un albero in vista e solo una strana luce illuminava a salti il terreno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mora girò la testa e si guardò alle spalle, poi aumentò il passo. Strinse con più forza la borsa a sé e si velocizzò ancora, lanciandosi delle occhiatine dietro. Il suo bel volto chiaro era turbato, le sopracciglia accigliate e la bocca tesa. Catherine capì il motivo di tanta agitazione. Nella sua visuale comparve un uomo che partì di corsa e placcò la ragazza prima che questa potesse reagire. Non sentiva quello che stavano dicendo però vide l’uomo girarla violentemente e sbatterla contro il muro di un ponte. Lo vide armeggiare con i pantaloni, mentre teneva ferma la mora con una delle grosse mani. La teneva bloccata dal collo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine voleva urlare, voleva correre in suo aiuto e salvarla. Ma non aveva la più pallida idea di come fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La visuale cambiò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era come se fosse lei al posto della ragazza mora, perché osservava la scena da una tale distanza che avrebbe potuto essere lei sotto le grinfie di quell’uomo. Lo vide distogliere lo sguardo dalla ragazza e piegare la testa per abbassarsi definitivamente i pantaloni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mora si dimenò e in un istante i suo canini brillarono, come colpiti da un raggio di luna, e si allungarono. Affondarono nella carne del maniaco. La ragazza lo afferrò per le spalle per non farlo cadere e spinse con più violenza i denti sul collo dell’uomo. Il sangue gli colava senza ritegno, imbevendogli il colletto della camicia ormai lacera.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mora lo lasciò cadere solo quando lo sentì privo di vita sotto la sua presa. Si leccò con gusto la mano sporca del sangue dell’uomo, e come in estasi si pulì le labbra con la lingua. Gli occhi chiusi, stette immobile qualche istante. Li aprì di colpo e un ghigno perverso le si dipinse in volto. Raccolse la borsa, si guardò intorno e partì in corsa, mentre il suo corpo si rimpiccoliva sempre più, imbrunendosi, e dalla schiena le spuntavano due ali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il pipistrello volò via nella notte, alla ricerca di altro sangue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine si svegliò di colpo, urlando come una forsennata e madida di sudore. Si guardò intorno e lentamente realizzò di trovarsi nel suo letto. Si alzò di colpo, si mise uno scialle intorno alle spalle e uscì. Aveva bisogno di aria per ragionare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una notte limpida e le stelle brillavano come non mai sul velluto nero del cielo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Camminava circospetta, guardinga, sobbalzando a ogni minimo rumore, anche prodotto da sé stessa. Il timore di essere braccata le dilaniava il petto e non c’era niente che potesse farla calmare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si diede della stupida. Perché quel senso d’inquietudine? Perché pensava di essere seguita? Non era mai successo, perché proprio quella notte? Mille dubbi le affollavano la mente e sapeva che tutto era per pura suggestione: la mancanza di sua nonna la faceva sentire impotente e sempre allo scoperto. Si voltò nuovamente terrorizzata; sorrise divertita dalla sua ingenuità vedendo comparire davanti a lei un piccolo scoiattolo. L’animaletto, alla vista della ragazza, fuggì spaventato. Perché faccio questo effetto persino agli animali? Non bastavano le persone... pensò sconsolata e decise di seguirlo. Correva con la testa rivolta verso l’alto, ringraziando i suoi occhi da gatta che l’aiutavano a seguire l’esserino anche nell’oscurità. I rami si spezzavano sotto il suo peso e ogni suo passo faceva cigolare il terreno composto da foglie gelate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vide la coda dello scoiattolo sparire nella cavità di un tronco e si bloccò rattristata. Un soffio di vento le scompigliò i capelli, facendole distogliere lo sguardo dall’albero. Si guardò intorno per capire dove fosse finita. Quel posto non le diceva nulla... Era un bosco come ce n’erano tanti e nessuna caratteristica particolare le riportava alla mente un luogo conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riprese a vagare alla cieca in quel labirinto di alberi finché una piccola radura non catturò la sua attenzione. Il prato brillava alla luce lunare e nel bel mezzo vi era un pozzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli si avvicinò e si appoggiò al suo bordo pietroso e guardò giù. Nell’acqua nera si rifletteva la luna. La luna e nient’altro. Catherine sospirò amareggiata. Perché non poteva essere come tutti gli altri? Se fosse stata una normale ventiduenne, adesso nell’acqua vedrebbe il suo volto pallido, i suoi lunghi boccoli biondi e i grandi occhi color del mare. Invece, i raggi le passavano attraverso e s’infrangevano sulla superficie scura come se lei non fosse nemmeno lì. Chiuse gli occhi e gettò la testa indietro. Respirò profondamente, cercando di trattenere le lacrime. Una folata di vento le accarezzò il viso e lei si crogiolò in quel contatto. Si tolse i sandali e lasciò che i piedi aderissero sul terreno. Sentiva l’erba umida solleticarle la pianta e lei ne godeva. Una lacrima, afona, le attraversò il viso senza che lei neanche se ne accorgesse. Aprì gli occhi, e la seguì con lo sguardo, fino a quando questa non cadde, quasi a rallentatore, sul piede destro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le bruciava ancora la ferita di quella giornata e ancora non ci credeva pienamente alla morte della nonna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riportò lo sguardo sul fondo del pozzo e qualcosa catturò la sua attenzione. Strizzò gli occhi e rimpicciolì la visuale per mettere a fuoco quel che stava vedendo e a cui non poteva credere. Qualcuno era nell’acqua. Non era lei, ne era certa. Però sapeva di conoscere quella sagoma. Di colpo si ricordò dove l’aveva vista. Lanciò un grido, mentre si allontanava tremante. La ragazza del sogno...Si gettò di nuovo sul bordo, per assicurarsi che non si fosse trattato di una visione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Venite è di qua!” la voce possente di un uomo, alle sue spalle, la fece voltare. Sbiancò quando vide tra gli alberi delle piccole fiammelle muoversi. Erano arrivati. Erano lì per lei. Il sudore le imperlava la fronte e sentiva che i muscoli le tremavano, mentre stringeva sempre più forte le pietre del pozzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Un mondo dove tutti accettano la nostra natura? È pura utopia, mia cara.”“Nonna, cosa vuol dire utopia?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vuol dire che una cosa è impossibile da realizzarsi. Perciò, piccola mia, tu devi sempre essere pronta a nasconderti e a scappare. È questa la nostra natura”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Al ricordo degli insegnamenti della nonna, scattò in avanti, senza preoccuparsi di rimettersi le scarpe o del fatto che potevano sentirla. Ormai sapevano che lei era in quella radura ed era inutile il tentativo di passare inosservata. Si trovava al centro del nulla e, inevitabilmente, le ricerche sarebbero finite ai lati del pozzo. Si gettò nel mezzo della vegetazione, sperando di confondere gli inseguitori e che non riuscissero a prenderla. Come non detto... pensò a denti stretti, mentre sentiva urla indicare la sua posizione e ordinare che fosse catturata. Scartò un albero e un altro e un altro ancora, ma quelli non sembravano finire mai e la rallentavano immensamente. Non sapeva chi fossero i suoi inseguitori, ma, soprattutto, non sapeva quanti e dove fossero.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si voltò e tirò un sospiro di sollievo nel vedere che le fiammelle erano più lontane. Tornò a guardare dritto davanti a sé appena in tempo per notare un ramo che le si piazzava ad altezza testa. Senza scomporsi lo afferrò saldamente e approfittò della foga della corsa per darsi slancio e salire su di esso con una rotazione. Si issò senza fatica e riprese la sua scalata, fino ai rami più alti, oltre i quali non poteva andare perché non avrebbero retto al suo peso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si sedette su uno di quelli e inspirò profondamente, riprendendo fiato da quella corsa disperata.E altre domande presero a invaderle la testa. Ma era felice, felice di averla scampata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ehi, dolcezza...”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sussultò e tranne il respiro. Guardò in basso e vide un cavaliere aggirarsi nei pressi della pianta su cui si era rifugiata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dai, vieni fuori...” ripeteva mellifluamente con un ghigno stampato in volto, reso ancora più sinistro dalla traballante luce della torcia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine sentì una violenta scossa smuovere l’albero. Che succede? Un’altra, un’altra e un’altra ancora. La ragazza si guardò intorno, cercando una via di fuga, un ramo abbastanza vicino su cui poter saltare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Tana per la vampira!” la testa di uomo le entrò nel campo visivo. Catherine urlò, sbilanciandosi all’indietro. Troppo. Cadde giù, senza che i rami opponessero troppa resistenza. I dolori alla schiena per ogni colpo che vi riceveva la facevano un urlare, sempre più forte. Fin quando si fermò. La testa le pulsava, niente sembrava avere più senso. Sentiva freddo. Strano...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi, buio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Uno scricchiolio leggero, un suono quasi impercettibile. Uno scoppiettio, forse un po' più forte. Delle urla: decisamente più forti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine spalancò gli occhi. I sensi tornarono vigili e in un istante riprese il controllo del suo corpo. Lo scenario che le si presentò davanti fece saltare al suo cuore un battito. Gente, gente ovunque. Urli, grida, invocazioni, accuse... tutto mischiato in un vociare confuso dall’intensità di uragano. Tutti i volti erano rivolti verso di lei, la fissavano sprezzanti: alcuni ridevano sguaiatamente, altri sghignazzavano con il compagno in maniera più composta, altri erano in silenzio, ma un silenzio che valeva più di mille parole perché tutto il pensiero si rimetteva nello sguardo colmo d’odio e stizza. Fece uno scatto in avanti: doveva andarsene da lì. E fu allora che, con orrore, si accorse della situazione completa. Le mani erano legate tra di loro dietro alla sua schiena intorno a un palo a cui erano fissati anche i piedi con delle corde. Non indossava più i suoi vestiti, ma una tunica nera. Si trovava al centro di una pira.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come in trance si ricordò quello che era successo da qualche ora a quella parte.I soldati la portavano via dal bosco; ridevano di lei, mentre la trascinavano a terra e le sputavano addosso; poi quella stanza: mani ovunque, a violarle anche le più segrete intimità, mani brutali, tutt’altro che delicate; schiaffi, morsi, calci; strani congegni; molti ordini a cui era costretta obbedire. E quel freddo pungente, che le penetrava fin nelle ossa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcuno le si portò alle spalle, sicuramente era uno dei soldati che l’aveva maltrattata e si era approfittato di lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le sussurrò in un orecchio: “Non sei stata molto furba... Era da tempo che ti tenevamo d’occhio e proprio ieri sei venuta allo scoperto.” La sua voce era calda e calma, niente a che vedere con quella di un aguzzino, ma a Catherine metteva i brividi lo stesso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Peccato, – continuò – ci saremmo divertiti con te: eri brava!” scoppiò in una risata rauca, prima di rivolgersi alla folla acclamante, evocando il rogo della vampira di Leighton Buzzard.Altre urla di giubilo s’innalzarono al cielo, mentre calava la mano del soldato e con un gesto fulmineo dava fuoco alla pira.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Catherine urlò, le lacrime le imbevano la veste. No, non poteva morire, non poteva finire così, non il giorno dopo di sua nonna. Si bloccò di colpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Lentamente, dal profondo, le sgorgò una risata acida. Rideva, rideva e guardava la gente. Credevano davvero di farle un torto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io vivrò!” gridò alla folla. Si sarebbe ricongiunta a sua nonna. La folla urlò di più, ma lei non se ne curò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Io vivrò... vivrò, vivrò, vivrò...” e ancora, mille e mille volte, lo sussurrò, fin quando anche l’ultimo respiro non venne inghiottito da quel fuoco di morte.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“NO!” Alice si svegliò si soprassalto. Si toccò il volto, il collo, il busto, l’intero corpo come per assicurarsi di essere ancora tutta interna e di trovarsi ancora nel letto di casa sua.Gettò uno sguardo alla sveglia: 6.35.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si strofinò gli occhi arrossati dalla lunga notte insonne e sospirò. È stato solo un incubo...Questa consapevolezza, però, non l’aiutava a calmare il suo cuore che non accennava a voler diminuire i battiti e a tornar normale. Strizzò gli occhi un paio di volte e si mise a sedere con una mano tra i lunghi capelli corvini. Cercava di fare ordine nei suoi pensieri, ma era tutto talmente confuso. Ho mangiato troppo...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scosse la testa. Tutta colpa di quel maiale! pensò con rabbia. E in un istante rivisse l’avventura di poche ore prima, vide tutto passarle davanti: l’uomo che la bloccava sotto a quel ponte, alla flebile luce dei lampioni, che cercava di approfittarsi di lei; lei che riusciva a salvarsi e l’incontenibile voglia di sangue che si era poi impossessata di lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Aveva girato l’intera città e mietuto vittime a una velocità assurda, senza lasciar loro possibilità di fuga. Anche quando ormai era satolla, continuava implacabile a nutrirsi del sangue e aveva dovuto andare nel suo solito posto per calmare quel desiderio irrefrenabile. Era consapevole del fatto che non potesse uccidere quando le pareva e piaceva, solo per suo gusto personale.Era andata poco fuori dalla città, in quel boschetto che le piaceva tanto, nella sua radura. Era in quel luogo che riusciva a ragionare e calmare i suoi istinti animali. C’era un pozzo, al quale piaceva appoggiarsi per pensare. E sperava sempre che, guardando giù, vedesse la sua immagine riflessa nell’acqua. Non accadeva mai, sembrava che la maledizione che si portava addosso non potesse essere spezzata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quella notte, però, era successo qualcosa di diverso. Non aveva visto sé stessa, ma qualcuno in fondo a quel pozzo. Aveva dei lunghi capelli biondi, occhi azzurri come il mare d’inverno.Aveva creduto a un’allucinazione, infatti quando poi si era sporta nuovamente non c’era più niente. Però quel viso le ricordava molto la ragazza del sogno, quella che era stata messa al rogo con l’accusa di essere un vampiro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scacciò quell’angoscioso senso d’inquietudine con una scrollata di capo, decisa più che mai a dimenticarsi dell’accaduto. Si alzò e andò a prepararsi una tisana. Si sedette su una delle sedie della cucina e rifletté ancora, stringendo in una delle mani il ciondolo che suo padre le aveva regalato: un ciondolo a forma di pipistrello che l’uomo le aveva donato senza neanche immaginare quanta verità ci fosse in quel simbolo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sai, bambina mia, solo il corpo è mortale. Anche se noi ci spegniamo, la nostra anima continua a vivere e vaga nei secoli, fin quando non trova un altro corpo degno in cui stabilirsi”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quindi, nonna, noi potremmo rincontrarci quando sarò più grande?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Certo, perché no?”.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8468915135586055815?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8468915135586055815/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/if.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8468915135586055815'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8468915135586055815'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/if.html' title='IF'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5736798628895776289</id><published>2010-07-26T01:51:00.000-07:00</published><updated>2010-07-26T01:54:01.492-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>SENZA TITOLO</title><content type='html'>&lt;em&gt;Poesia di &lt;strong&gt;Epta&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum La Mala Voglia&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando&lt;br /&gt;ti posano&lt;br /&gt;le manisulla testa&lt;br /&gt;per suggerire&lt;br /&gt;ciò che vogliono&lt;br /&gt;piace anche a me&lt;br /&gt;quello che faccio...&lt;br /&gt;sono come un pesce&lt;br /&gt;nell'acquario&lt;br /&gt;o una nave alla deriva&lt;br /&gt;immersa, immemore..&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5736798628895776289?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5736798628895776289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/senza-titolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5736798628895776289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5736798628895776289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/senza-titolo.html' title='SENZA TITOLO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-970985431823477540</id><published>2010-07-20T03:21:00.000-07:00</published><updated>2010-07-20T03:23:08.794-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>UNA SECONDA OPPORTUNITA' PER I LIBRI</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Articolo di &lt;strong&gt;Barbara Cannetti&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Si dice che gli italiani leggano poco. Le motivazioni addotte a tal proposito sono le più disparate. Il costo elevato dei libri correlato all’incremento della povertà dovuto all’attuale crisi economica, pur non essendo la causa principale di questo fenomeno, può comunque agire da concausa.&lt;br /&gt;Eppure, curiosando tra le notizie di cronaca, non è infrequente venire a conoscenza di libri portati al macero. Non si tratta solo delle opere rimaste invendute nei magazzini di qualche casa editrice ma anche di libri di successo, di capolavori che le Università, le Biblioteche o altri Enti Pubblici, di tanto in tanto, preferiscono gettare piuttosto che distribuire gratuitamente a Biblioteche minori, a scuole o a privati cittadini.&lt;br /&gt;È successo quest’anno a Torino dove l’Università ha deciso di ripulire le proprie cantine gettando via un enorme numero di volumi, 4000 dei quali sono poi stati salvati da studenti e professori. Succede ogni anno a Saronno dove in dieci anni la biblioteca ha distrutto almeno 12 mila volumi, più di 2500 nel solo 2009. Gli operatori della biblioteca hanno affermato che tutto questo  non solo è previsto ma anche suggerito da vari organismi internazionali. Lo scopo sarebbe quello di mantenere il servizio pubblico a livelli ottimali (le opere a catalogo devono sempre essere aggiornate oltre che in buono stato di conservazione). Questi libri, inoltre, fanno parte a tutti gli effetti del patrimonio inalienabile della pubblica amministrazione e quindi sono soggetti a tutte le regole demaniali.&lt;br /&gt;La conseguenza è che i libri si possono distruggere ma non vendere né donare!&lt;br /&gt;Probabilmente queste scelte che sono state in più occasioni spiegate e quindi giustificate saranno anche giuste ma nel mio personale immaginario le Università e le biblioteche svolgono da sempre un ruolo importantissimo (ossia quello di diffondere la cultura, renderla sapere condiviso, incentivare la lettura); questo dovrebbe significare tutelare e diffondere in tutti i modi il patrimonio culturale, non eliminarlo sic et simpliciter.&lt;br /&gt;Viviamo in una epoca dove le logiche consumistiche divengono ogni giorno sempre più spinte, dove quel che non ha un prezzo o non è commerciabile non possiede alcun valore ma sembra che,  tra i volumi scartati dall’Università di Torino, ci fossero anche opere di pregio, libri ancora attuali, edizioni antiche.&lt;br /&gt;Forse la mia visione è un po’ nostalgica dato che sono cresciuta in una epoca in cui i libri di testo si passavano da fratello maggiore a sorella minore. Ricordo che ogni anno, prima dell’inizio della scuola, fiorivano anche i mercatini dell’usato. Questa pratica è stata poi osteggiata dal fiorire, anno dopo anno, di sempre nuove edizioni, riviste e corrette.&lt;br /&gt;Perché si dovrebbe preferire la distruzione di un testo piuttosto che renderlo fruibile a terze persone? Le motivazioni possono essere le più disparate.&lt;br /&gt;La storia ci ha mostrato alcune delle spiegazioni peggiori: per distruggere un popolo bisogna radere al suolo anche i suoi monumenti e la sua cultura in qualunque forma essa si presenti (ricordiamo a titolo di esempio la famosa notte dei cristalli)&lt;br /&gt;Non è questo il caso dei libri mandati al macero da biblioteche ed università perché oggi, fortunatamente, non si mette in alcun modo in discussione la libertà di pensiero e di parola né si opera la censura.&lt;br /&gt;È però innegabile che il pensiero di un libro distrutto riporta in chiunque ama i libri, una sensazione negativa, un sentimento di angoscia.&lt;br /&gt;Prima di mandarli al macero sarebbe quindi bello dare anche a questi volumi una seconda opportunità. Ha sicuramente ragionato in questi termini anche Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria di Bologna che, grazie al contributo della Regione Emilia Romagna, ha messo in atto un piano di salvataggio dei libri distribuendoli gratuitamente a centri sociali, carceri, comunità, scuole, ecc... Alcuni testi sono stati donati anche ad istituti di italianistica ed a comunità di italiani all’estero. Alla base di questo intervento redistributivo di risorse c’è sempre la stessa convinzione: la lettura arricchisce.&lt;br /&gt;Questo evidenzia anche che, spesso, ci sono strade alternative che possono innescare veri e propri circoli virtuosi. Evidenzia, inoltre, che anche dove non ci sono scambi di denaro si può avere un riscontro positivo. Il valore aggiunto, in questo caso è sia un minor impatto ambientale (con conseguente, riduzione degli sprechi) sia la possibilità di rendere fruibili i testi a chi, ancora oggi, non legge perché non se lo può permettere.&lt;br /&gt;Significativo è anche il fenomeno del bookcrossing che si sta sempre più diffondendo anche in Italia quale modo particolare di far vivere i libri e di condividere le emozioni che essi producono. Si tratta in pratica dell’abbandono volontario di un libro in un luogo pubblico facilmente accessibile. L’opera prima di essere lasciata viene catalogata in modo che se ne possano seguire gli spostamenti anche grazie ad un numero identificativo ed ad un sito internet dove vengono mappate le varie tappe che il libro stesso compie... con la speranza che resti sempre e comunque risorsa e non diventi rifiuto, finendo il suo viaggio in una discarica.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-970985431823477540?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/970985431823477540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/una-seconda-opportunita-per-i-libri.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/970985431823477540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/970985431823477540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/una-seconda-opportunita-per-i-libri.html' title='UNA SECONDA OPPORTUNITA&apos; PER I LIBRI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-6956811682822454405</id><published>2010-07-14T10:18:00.000-07:00</published><updated>2010-07-14T10:32:26.796-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Le chicche'/><title type='text'>STUDIO83 DIVENTA EDITORE A PAGAMENTO?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Naaaa, tranquilli!&lt;br /&gt;Da qualche tempo un'accattivante pubblicità di un noto editore "a pagamento" gironzola in TV sulle reti mediaset. Ecco, il divertentissimo e taglientissimo video che trovate di seguito altro non è che un controspot realizzato, appunto, da STUDIO83. Ora spanciatevi pure... ma soprattutto pensateci un po' su. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buona visione!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="427" height="257"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/7EP2Mc_sL8I&amp;amp;color1=0xb1b1b1&amp;amp;color2=0xd0d0d0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;feature=player_embedded&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/7EP2Mc_sL8I&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xd0d0d0&amp;hl=it_IT&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" width="427" height="257"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.studio83.splinder.com/"&gt;Vai al blog di STUDIO83&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-6956811682822454405?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/6956811682822454405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/studio83-diventa-editore-pagamento.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6956811682822454405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/6956811682822454405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/studio83-diventa-editore-pagamento.html' title='STUDIO83 DIVENTA EDITORE A PAGAMENTO?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3827622105695650141</id><published>2010-07-13T08:00:00.000-07:00</published><updated>2010-07-13T08:25:46.390-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>LA CURIA SCACCIA IL CORO OMOFONICO KOMOS</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Bene scrittoruncoli, cioè no, bene proprio per niente. Ormai tutti voi sapete che Lettere Matte non è solo un blog letterario, che in casa nostra si parla di libri ma non solo. D'altra parte è innegabile che gli scrittori NON vivono fuori dal mondo e che anzi, uno dei loro compiti è proprio quello di osservarne e denunciarne pecche e irrazionalità. O, quantomeno, di essere informati dei fatti che succedono, in 'sto cavolo di mondo. E' con incredibile dispiacere che abbiamo appreso di un fatto increscioso e recentissimo, accaduto a pochi chilometri dalla nostra redazione. Che è successo? Be', ve lo facciamo raccontare da chi i fatti li conosce bene... di seguito l'articolo inviatoci da Valerio Mezzolani. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;DOPO LA CACCIATA DALLA RASSEGNA “VESPRI D’ORGANO A CRISTO RE” IL CORO OMOFONICO KOMOS SI ESIBIRA’ NELLA SEDE DELLA PROVINCIA.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Pesaro, sabato 17 luglio, ore 21, sala Adele Bei&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(Palazzo della Provincia di Pesaro e Urbino, viale Gramsci,4)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;repertorio: dalla musica rinascimentale a quella romantica&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;coro bolognese Komos&lt;/strong&gt;, composto da persone &lt;strong&gt;omosessuali&lt;/strong&gt;, era stato cacciato dalla manifestazione in programma il 10 luglio dalla Curia pesarese senza motivazioni ufficiali, dopo che l'Arcidiocesi era venuta a conoscenza dell’omosessualità dei suoi componenti. La manifestazione aveva non solo il patrocinio dell’Arcidiocesi, ma anche del Comune di Pesaro e della Provincia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La Provincia di Pesaro e Urbino, nella persona del vicepresidente Davide Rossi, è stata immediatamente disponibile a concedere uno spazio al coro. Mentre &lt;strong&gt;Davide Rossi ha commentato la vicenda come un episodio intollerabile di discriminazione&lt;/strong&gt;, alcuni esponenti del Comune di Pesaro, l’assessore alla cultura Gloriana Gambini del Pd e il vicepresidente del Consiglio Comunale Caterina Tartaglione del Pdl, hanno pensato bene di difendere l’ingiustificabile posizione della Curia, adducendo motivazioni che rasentano il ridicolo:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; "&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mi sembra che il gruppo non tenga soprattutto ad una espressività musicale (non si dichiarerebbe omosessuale)- &lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;avrebbe dichiarato la Tartaglione&lt;/span&gt;-, quanto a veicolare un messaggio politico e culturale dove viene fatto passare per normale e positivo ciò che la chiesa giudica un disordine morale. Quindi all’interno di un’iniziativa sponsorizzata dalla chiesa stessa mi pare non possa essere proponibile dal punto di vista educativo&lt;/span&gt;".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il coro Komos è semplicemente un coro composto da persone omosessuali così come avrebbe potuto essere composto di persone di colore o di diversa etnia. Ovvio che il dichiararsi omosessuale sia un atto politico, nel senso etimologico del termine, cioè un atto che sottende l’obbligo costituzionale e umano da parte di tutti i cittadini e di tutte le istituzioni a rispettare l’omosessualità in quanto parte della natura umana, esattamente come si rispettano persone eterosessuali o di diverse etnie. Anche se la manifestazione si svolgeva in una chiesa e la Chiesa è contro la “condotta di vita omosessuale”, ciò non giustifica un atteggiamento discriminatorio verso le persone, se il nostro è un paese democratico e la nostra Costituzione ha ancora un vigore insieme alla Carta dei diritti dell'uomo. Il coro bolognese, dichiarando di essere composto da persone omosessuali, combatte la discriminazione delle persone e non aveva alcuna intenzione manifesta a fare altro se non cantare, non certo di andare contro il rispetto del padrone di casa che li avrebbe ospitati. Inoltre la manifestazione aveva il patrocino (e dunque usufruiva dei soldi pubblici) di due istituzioni pubbliche, Comune e Provincia, il che rende la censura ancora più odiosa. I politici dovrebbero essere garanti dell'uguaglianza di tutti i cittadini, non gli avvocati di qualsivoglia associazione religiosa. E il criterio di scelta artistica in un evento culturale pagato con soldi pubblici dovrebbe essere sempre e solo quello del merito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;PERCIO’, SE VI STA A CUORE LA LAICITA’, E ANCOR DI PIU’ IL DIRITTO DI TUTTI GLI UOMINI AD ESSERE UGUALI, NONMANCATE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Valerio Mezzolani, presidente del Comitato provinciale Arcigay"Agorà", Pesaro e Urbino.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3827622105695650141?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/3827622105695650141/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/la-curia-scaccia-il-coro-omofonico.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3827622105695650141'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3827622105695650141'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/la-curia-scaccia-il-coro-omofonico.html' title='LA CURIA SCACCIA IL CORO OMOFONICO KOMOS'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-3033281008520550594</id><published>2010-07-09T13:54:00.000-07:00</published><updated>2010-07-09T14:07:31.209-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>L'HO FATTO PER ME</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Leonardo Pagliazzi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum CREATIVITY STATION&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono giorni in cui mi sento sola e appiccicosa, viscida, sporca, arruffata e brutta. E altri serena, piccola e graziosa, come petalo in fiore e mi sento giovane, sfrontata, allegra e disarmante. Più spesso vecchia, spezzata e sanguinante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da quanto tempo non mi sento più niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io sono il simbolo, sono messaggio e fine, insieme. Sono la vedova dei desideri peggiori, o migliori, dipende dai gusti. Tutto e niente, pentimento e fango, fuoco. E sono uomo e donna, sono tutto e niente. Sono distratta e impegnata e so godere, all'occorrenza. Sono tutto. Sono niente. Sono il bozzolo che ucciderete per fare la seta ma sono anche farfalla allegra. Sono nera, sono bianca. Tutto e niente. Sono una trans. Transessuale. Transgender. Fa lo stesso. Il solo pronunciare senza soffermarsi a pensare suona bene e ti trasmette ai neuroni un'idea fissa: prostituzione, sesso, trasgressione. Sono tutto e sono niente. Chi viene da me vuole una donna, bella possibilmente. Ma vuole anche un uomo, possibilmente con un gran cazzo. Questo vuole. Sono tutto e non sono niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi quando mi vedi di giorno ti volti, altra faccia della stessa sporca, putrida e volgare medaglia. Le signore ti guardano e parlottano senza sapere che il loro marito frequenta la tua pelle più di quanto non frequenti la loro. Molto di più. Tutto e niente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E comunque sono io. Faccio la mia vita, guadagno bene ed i momenti di felicità sono assoluti, splendenti, arroganti, quasi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi sono venuti a picchiarmi. E tutto è cambiato, pur restando dov'era.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima volta erano vestiti da poliziotti, pensavo fosse un controllo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Buonasera, Polizia".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Polizia?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Cos'è, non parli italiano?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Certo bello, certo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Bello un cazzo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E mi ha dato uno schiaffo. Poi hanno iniziato a sbattermi uno dietro l'altro, mi sono ribellata e ho pianto. Mi hanno legata e picchiata a sangue e mi hanno rotto persino il setto nasale. Ho saputo poi che quel giorno non era carnevale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono tornati altre volte a farmi vedere la loro arroganza, il loro piccolo potere tatuato su una divisa che non meritano e sulla quale arriverei tranquillamente a sputare se questo non mi costasse altro sangue e altre lacrime. Uno di loro era sempre lo stesso: mezz'eta, brizzolato, palestrato e abbastanza alto. Gli altri, generalmente almeno due, cambiavano volta per volta. Mi ha detto che se non facevo come voleva mi rispediva al mio paese, un posto dove una come me viene condannata a morte senza neanche passare per un tribunale. Ha continuato per mesi. Mesi che sono sembrati anni, decenni, vite, disperazione e speranza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi è arrivato quel giorno, quello migliore. Quello che ti spiega una vita. Che illumina e semplifica. Che suda verità. Quello che è capace di lavare via dalla testa la sabbia e il dolore sedimentati ad aspettare un soffio di vento più forte, anche se non ancora tempesta, ma potente abbastanza per vedere volare i granelli e scrutare felice il cielo attraverso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non era molto diverso dagli altri. I clienti alla sera sembravano essere stati di meno del solito, stavo meglio, mi sentivo più pulita. Poi sono arrivati loro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ciao bellezza, come va?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Andava meglio prima".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano in due, il solito e uno che non avevo mai visto, mai. Più piccolo di statura ma carino, quasi fragile, i lineamenti di un bimbo, avrà avuto si e no vent'anni. E' entrato con l'altro e si è seduto sul divanetto all'entrata all'ombra del pareo poggiato su quella luce che mi è sempre sembrata troppo forte, proprio lì all'entrata dove tutto invece deve essere soffocato, confuso, caldo, latente. Tutto sembrava tranne che una persona violenta come i suoi compagni fin qui entrati dalla porta di casa mia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Chi passa per primo, tu, piccolino?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Piccolino un cazzo, guarda che questo ti fa vedere la luna. Non per nulla, è mio figlio, sangue del mio sangue, cazzo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Stai zitto papà, per una volta, stai zitto".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Non parlarmi così!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"'fanculo" e si è alzato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo andati di là, solo io e lui. E' stato gentile, quasi paterno, leggero, lontano, indifferente. Mi ha penetrata senza cattiveria, da uomo più che da maschio, come a volermi far sentire che non c'era violenza nel suo modo. Ho sentito salire la sua eccitazione lentamente fino a scoppiare. Ha goduto forte e a lungo, e anche io ho provato un po' di piacere, come sempre, all'occorrenza. E' stato gentile, mi ha porto i fazzoletti, mi ha guardata e accarezzata. Mi sono sentita utile, distrattamente uguale alle altre, normale, finalmente. Poi è uscito ed è entrato l'altro. Si è spogliato e mi ha preso per i capelli, mi ha letteralmente lanciata sul letto. Mi ha spogliata del poco che ero riuscita a rimettermi addosso e mi ha presa da dietro, violentata. Poi ha iniziato a sbattermi la testa contro il muro e io ho cercato di ribellarmi, ho iniziato a gridare. Mi ha voltata e messo una mano davanti alla bocca e ha iniziato a insultarmi e ad urlare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Vieni pidocchio, vieni a vedere come si trattano queste bestie, questi animali, questi esseri senza moralità!".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo due o tre volte che lo ha chiamato è entrato, ci ha guardati e ha avuto un piccolo sussulto, ha fatto mezzo passo indietro, i suoi occhi di un azzurro troppo liquido per restare fermi a fissarci. Si è voltato di scatto da una parte come a entrare in un'altra stanza del pensiero ed è rimasto così, immobile per una manciata di secondi, lunghi abbastanza da lasciare interdetti, per pochi che comunque fossero. L'altro è rimasto sopra di me, anche lui fermo, incuriosito, come se avesse davanti una persona che non conosceva, almeno non abbastanza. Poi il piccolo si è voltato ancora verso di noi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Papà sei un cretino".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ha estratto una pistola e gli ha sparato, un colpo solo, in faccia . Il suo sangue è schizzato ovunque, me lo sono ritrovato addosso, tra le gambe, nei capelli, in faccia. Dallo spavento sono saltata giù dal letto e il sapore dolciastro che mi colava sulla bocca mi ha fatto vomitare. Sono andata in bagno a lavarmi via giorni e mesi di un dolore che finalmente non era il mio. Mentre ero china sul lavandino è venuto lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"L'ho fatto per me".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi ha guardato negli occhi attraverso lo specchio dopo averlo detto. Mi ha guardato nel profondo con quei suoi occhi liquidi all'inverosimile, instabili, sfuggenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"L'ho fatto perchè ti aspetto da sempre. L'ho fatto perchè sono innamorato della tua pelle da sempre. Ancora prima che lui iniziasse a cercarla, prima della mia, lurido verme. Come se la mia fosse passata, sfregiata, stanca. E' stato bellissimo liberarsi di lui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' stato quel giorno, il giorno in cui per la prima volta non è venuto a cercarmi, in camera mia. Quando mi ha detto che stasera venivamo da te perchè dovevo iniziare a comportarmi da uomo mi si è aperto il cuore. Ti volevo vedere, accarezzare, spogliare e guardare, annusare e leccare, sfiorarti. Volevo vedere la tua pelle, vedere le ferite e i lividi. Ti volevo amare, come ti ho amata, come ti amo, per affinità di dolore".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Siamo tornati di là, appena entrata ho visto sbadatamente i resti dell'altro. Mi è sembrato piccolo e indifeso, improvvisamente. Gli ho buttato addosso il lenzuolo che avevo sul letto. Poi ho parlato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Anch'io ti ho aspettato tanto, ho aspettato che arrivassi a salvarmi, ho aspettato qualcuno che potesse piangere con me il dolore del mio corpo. Ti ho amato e ti amo, e questo credo che sia sufficiente. Credo che non abbiamo bisogno di altro. Persone tra persone, appiattiti nella normalità, la più esaltante, la più bella".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E adesso siamo qui, lontani, distesi fianco a fianco, a scaldarci di sole e sale e sabbia e mare e caldo abbraccio di stelle lontane. Oggi ,a guardare bene, siamo certezza e felicità immensa. Oggi mi sento bene, serena, piccola e graziosa, come petalo in fiore e mi sento giovane, sfrontata, allegra e disarmante. Oggi mi sento tutto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-3033281008520550594?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/3033281008520550594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/lho-fatto-per-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3033281008520550594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/3033281008520550594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/lho-fatto-per-me.html' title='L&apos;HO FATTO PER ME'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4844704306530506278</id><published>2010-07-05T03:23:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T03:26:53.595-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>COME PORCELLANA</title><content type='html'>&lt;em&gt;Poesia di Maria Papa&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum Creativity Station&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Scivola il mio artiglio,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;strilla sulla tua pelle&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;di antica porcellana.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Cattura di te&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;quanto più può&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e si sofferma&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e pensa&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;quanto le tue labbra&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;sembrino&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;l'unica cosa&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;viva&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;sul tuo volto.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Le firmo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;con inchiostro&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;indelebile&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e tu&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;non tradisci&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;emozione.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4844704306530506278?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4844704306530506278/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/come-porcellana.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4844704306530506278'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4844704306530506278'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/come-porcellana.html' title='COME PORCELLANA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-9039357903508217185</id><published>2010-07-05T03:09:00.000-07:00</published><updated>2010-07-05T03:19:57.270-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>LA MIA MALEDIZIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Racconto di Hank Moody&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Vincitore del contest "Sangue e Inchiostro" indetto da Scrittori della Notte.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;-----&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oh luce, amata odiata luce, spero di rivederti una volta morto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tuo ricordo, ormai, non è altro che un idilliaco sogno perso nella mia memoria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Perso come la mia figura. Perso come la mia Anima.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Riprovo a guardami allo specchio. Non mi vedo. La mia giovane bellezza e ancora li. Io non la posso vedere ma sono cosciente che persiste alla dura prova di Kronos. Sono cosciente di essere un mostro. Un Etimmé,un Aluka, un Upir Lichyj, un vampiro malefico, un non morto, uno spirito che brucia...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;CHE IO SIA MALEDETTO!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Porto questa piaga biblica mandata da me stesso. Neanche Ramses fu cosi cieco di fronte all'ovvio. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quel maledetto Diavolo e le sue vane promesse. Il sibilo assordante che assicura di far svanire il male che si porta dentro. All'epoca la verità mi si nascose ma potevo ugualmente riconoscerla ma da bravo uomo istintivo decisi di seguirlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ho chiesto perdono più volte a Dio per quello che sono diventato. La risposta è sempre nulla. Un perenne sguardo severo contro la mia scelta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'uomo è un mostro peggiore ma Lui preferisce loro a me.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guerre, violenze, stupri, vendette, morti futili... Il male del mondo è provacato dagli uomini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Io ho ucciso una sola volta. D'allora non mi nutro più di persone ma neppure ciò è bastato a Lui. Il misericordioso Dio non perdona. Pensare il contrario è un' utopia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sono il nuovo Adamo. Cacciato dal Paradiso per il secondo peccato originale, anche questa volta, per una donna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quant'era bella Lei. Fidia e Policleto non avrebbero potuto fare di meglio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Erano i miei primi istanti da mostro, avevo fame, le forze mi venivano meno; in questo brodo primordiale di animalità notai una bellissima ragazza con indosso un ciondolo particolare. Un ciondolo che sprigionava energia seducente, energia passionale. Lo portava su quel suo bellissimo collo e rendeva il suo volto ancor più radioso. Raggi di luce che contronavano il viso, come quelli che ormai non potevo più vedere, quelli che io stesso mi sono proibito. Lei era il mio sole, il mio astro personale in questo vuoto universo. Avevo voglia di lei, avevo voglia di toccarla, di baciarla. Tentai. Non si scotò, mi voleva. Era l'unione tra il mondo degli astri e il mondo terrestre. Baciai le sue carnose labbra fino ad avere un estasi mistica da far invidia a Santa Teresa stessa. Improvvisamente quel maledetto serpente si impadroni di me. La voleva, IO LA VOLEVO. Era la sua ricompensa per questa condizione di semi-dio, di dannato. Addentai foracemente la giugulare, come un leone con la gazzella. Fu brutale, sanguinolento e blasfemo. Una caduta improvvisa dalla Rosa dei Beati alla Bocca dell'Inferno. Ormai la mia metamorfosi era completata. Ero pienamente un mostro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;D'allora cercai di redimermi, appoggiandomi ad una mera speranza ma ormai il contratto non poteva essere rescisso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A breve in questa piccola e semplice stanza rivedrò la luce e finalmente lascerò questo mondo per scontare la mia pena nell'altro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Oh luce, amata odiata luce, trafiggi il mio corpo dei tuoi raggi affinchè io possa finalmente riposare in pace.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Dottore questo è il nuovo paziente che ci è stato mdandato dal Sacred Heart Hospital".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Hanno fatto un anamnesi? Uno studio dei sintomi? Hanno mandato la sua cartella clinica?"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Certo dottore, eccola. Qualche mese fa ha stuprato una ragazza. Il giorno dopo lei si è sparata e il paziente presenta sintomi di negazione psicologica e rimozione".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Sì sì, leggo che crede di essere un vampiro. Lo porti nel mio studio".&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-9039357903508217185?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/9039357903508217185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/la-mia-maledizione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/9039357903508217185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/9039357903508217185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/07/la-mia-maledizione.html' title='LA MIA MALEDIZIONE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7764561644526798203</id><published>2010-06-28T02:00:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T02:04:16.487-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='articoli'/><title type='text'>L'EREDITA' DI SARAMAGO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Articolo di Barbara Cannetti.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 18 giugno è morto Josè Saramago e, come sempre avviene in questi casi, si sono riaccesi i riflettori sulle sue opere. La fine della vita, del resto, oltre ad essere un evento ineluttabile è uno dei temi cari all’autore; ad essa lo scrittore ha dedicato un intero libro intitolato “Le intermittenze della morte”. Questa tematica è presente anche in altre sue opere: in “cecità”, però, più che della morte naturale si parla di quella sociale, ossia della non vita, di quell’esistenza senza senso condotta da coloro che, per una improvvisa epidemia, si ritrovano a vivere allo sbando, privati di qualsiasi relazione umana, oltre che di un luogo in cui alloggiare e di un Paese con cui identificarsi, di cui sentirsi parte.&lt;br /&gt;La narrazione procede con stile asciutto, essenziale, privo di orpelli oltre che di atteggiamenti di tipo celebrativo fini a se stessi. In questo modo, utilizzando anche l’ironia, lo scrittore punta il dito sulle debolezze umane, mettendole a nudo.&lt;br /&gt;Si tratta di una visione disincantata del mondo oltre che dell’intera società. In cecità ciò che sconvolge la normalità, come ricordato sopra, è una epidemia che priva gli uomini della vista. Gli avvenimenti si snodano tra le vie di una città non ben identificata: non c’è una dimensione geografica precisa per i luoghi, proprio come non c’è un nome ad identificare i vari personaggi. Ad agire sono, di volta in volta, il primo cieco, l’oculista, la ragazza con gli occhiali neri... Questo perché i temi trattati sono universali e, come tali, universalmente riconosciuti e riconoscibili nella generalizzazione.&lt;br /&gt;Anche le autorità agiscono in questo ambito e lo fanno imponendo, isolando, lasciando a se stessi tutti coloro che hanno problemi. I primi ad essere colpiti dall’epidemia perciò vengono confinati in un ex manicomio, una sorta di lager proprio come era accaduto in passato ed accade ancora oggi ai pazzi, ai diversi, ai deboli...&lt;br /&gt;Quando però i mali della società moderna metaforicamente individuati nella cecità diventano la regola e non l’eccezione si perde anche l’ultima parvenza di verità. Che si tratti di parvenza e non di realtà lo si comprende quando il medico -alla fine del romanzo- afferma che non avevano mai realmente perso la vista perché cechi lo erano sempre stati.&lt;br /&gt;In questa opera è l’umanità intera con i suoi comportamenti irrazionali ad essere sotto processo perché, come sentenzia ancora il medico, l’uomo è fatto per metà di cattiveria e per l’altra metà di indifferenza. Eppure, paradossalmente, sarà proprio l’epidemia a mostrare la verità, la totale mancanza della ragione e dei valori.&lt;br /&gt;La sola a conservare la vista è la moglie del medico che, con essa, trattiene a sé la piena coscienza dell’abbruttimento subito dagli esseri umani senza distinzione alcuna. Per questo quel che a prima vista sembra un grande privilegio, in realtà si dimostra essere un doloroso, pesante fardello; esso diviene a sua volta diversità prima ancora che esile filo di speranza. La consapevolezza, infatti, porta la donna a farsi carico di una grande responsabilità ossia quella di dover agire per il bene e la salvezza del gruppo intero. Ed è questo il ruolo che Saramago assume nei confronti dei suoi tempi. Quando però nel romanzo i non vedenti iniziano, uno dopo l’altro, a riacquistare la vista, tocca alla moglie del dottore subire quella stessa sorte: la sua figura, del resto, perde concretamente importanza non appena gli altri ridiventano autonomi. E nondimeno, essendo lei stessa un essere umano, è condannata alla perdita della ragione. In tal modo l’autore ci ricorda che nessuno è perfetto e quindi tutti possiamo sbagliare. L’importante è accorgersene in tempo, ossia non rimanere indifferenti a tutti gli accadimenti che non ci toccano personalmente. Cecità è un libro da leggere con attenzione, soffermandosi sulle grandi verità che si nascondono tra le pagine. Si tratta- del resto- di temi di grande attualità. Per rendersene conto basta pensare alla diffusa, dilagante crisi che ha colpito tutti i Paesi industrializzati e che ha portato alle enormi difficoltà economico finanziarie ed alla attuale crisi occupazionale che si unisce ad una visione negativa spesso discriminatoria nei confronti di chi è diverso, qualunque sia il motivo che determina la diversità stessa. Lo dimostrano le cronache, lo ribadiscono i politici ogni volta che parlano in modo arbitrario di alcune problematiche. Il ministro Tremonti, ad esempio, ha recentemente affermato che le persone portatrici di disabilità sono un peso o meglio un freno alla ripresa economica del Paese. Lo stesso, tuttavia, vale per gli anziani visto e considerato che le loro pensioni rappresentano oggi un costo elevato. Eppure, proprio come l’epidemia che in cecità colpisce a caso, nella realtà odierna gli infortuni, la malattia, la disabilità possono colpire chiunque. La vecchiaia, inoltre, è una età della vita che prima o poi giungerà sulle spalle di tutti coloro che hanno la fortuna di vivere malgrado tutto e tutti. L’eredità che ci lascia Saramago è, come ricordato, un monito contro l’indifferenza: sarebbe quindi auspicabile che le istituzioni ed i singoli cittadini ricordassero che la vita è importante e va difesa sempre e comunque. I problemi vanno affrontati, non nascosti o sottovalutati. Non basta parlare di integrazione perché essa si crei.&lt;br /&gt;Solo così -del resto- la diversità può rappresentare un vero e proprio arricchimento e non un ostacolo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7764561644526798203?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7764561644526798203/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/leredita-di-saramago.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7764561644526798203'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7764561644526798203'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/leredita-di-saramago.html' title='L&apos;EREDITA&apos; DI SARAMAGO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7469469519368950298</id><published>2010-06-28T01:43:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T01:49:11.159-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>IL SORRISO SBAVATO</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Salvo Restuccia&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum Creativity Station&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Era una furia, Teresa, quel pomeriggio. La sua consueta intrattabilità s'era trasformata in qualcosa di peggio. Silvana non c'aveva messo molto a capire che per la propria sopravvivenza era importante non mettere piede nell'ufficio che condivideva con la collega, e ormai da quasi un'ora il suo passatempo era diventato raccontare a tutti della crisi di Terry.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Era un pezzo che pensavo che prima o poi se ne sarebbe andata- diceva, toccandosi la tempia con l'indice e ruotando la mano in senso orario- e il momento è arrivato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Certo, era pur sempre un pettegolezzo di Silvana, ma lo sapevano anche i cacciatori preistorici che, nel dubbio, era meglio scappare che trovarsi di fronte alla belva; tutti perciò avevano fatto in modo di star lontano dall'ufficio Planimetrie almeno per quella giornata e Teresa era rimasta sola. Ma è raro che, in un gruppo dalle personalità più o meno eterogenee, non vi sia un buon samaritano, un missionario che, conscio del pericolo, lo affronti per il bene altrui. Questi era Carlo. Carlo non riteneva la collega simpatica o intelligente, neanche bella nè nulla, anzi: ci aveva scambiato quattro chiacchiere qualche volta, alla macchinetta del caffè, e si era reso conto che non possedeva nessuna qualità particolarmente apprezzabile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma tant'è che il suo cuore da zelante chierichetto non poteva permettergli di ignorare una donna sofferente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-È permesso?- fu la sua domanda. La porta rimase muta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-È permesso?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-No!- urlò la porta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carlo entrò. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Buongiorno-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Cosa vuoi?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Calma, Teresa. Che ti succede?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Fatti miei-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-A me puoi dire tutto- tentò. Si era avvicinato alla donna e cercava di calmarla: sfoderava un sorriso da gioielleria mentre cercava un contatto fisico,Teresa si allontanò. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Ma come ti permetti? Chi sei, che vuoi?- &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In effetti Carlo non era stato un vero e proprio gentleman.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Lo sai chi sono. Sei tu che io non riconosco, sei diversa - aggiunse - che ti succede?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Succede-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Che cosa?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Vattene o mi metto a urlare-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Urla pure, ormai tutti ti ritengono pazza. Nessuno verrebbe a vedere, e anche se qualcuno venisse, non crederebbe a una virgola di ciò che dici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una tiepida goccia di sudore calò lenta lungo il volto della donna e si spense sulle sue labbra.-Vattene- disse -te lo chiedo in ginocchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Carlo però non voleva demordere, il viso di Teresa era meno alterato, e il sottotesto della sua supplica sembrava essere: insisti, ho bisogno di aprirmi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-No- disse -tu ora parli-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;______________&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Capisce dottore, capisce?-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-E lei, per così poco, si è fatta dare della pazza? Ma allora è pazza davvero?- sorrise il medico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No, quel medico non poteva capire; era troppo superficiale per badare a simili sottigliezze.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C'era abituata: nessuno l'aveva mai capita, in fondo. La sensibilità è un male che solo pochi son costretti a sopportare, era questo il suo motto. S'era sentita offesa, dilaniata nel profondo, quando quel ragazzo aveva osato riderle in faccia. E perchè poi? Per un rossetto sbavato. Era in macchina, non se n'era accorta, mica poteva essere sempre perfetta... ma quello lì, scambiato lo sguardo l'aveva resa uno spettacolino. Rideva apertamente, sapeva che la destinataria di quella risata non avrebbe capito finchè non si fosse guardata allo specchio e ne approfittava.Lei aveva guardato quel ragazzo col sorriso, il sorriso di chi pensa che in fondo non ci sia nulla di male nel sorridere a chi ride con noi, questo la feriva: non l'aver riso di se stessa o che qualcuno l'avesse fatto per il suo rossetto, ma che il suo sorriso, un sorriso che lei, burbera, concedeva di rado, fosse stato tradito con tanta malizia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non avrebbe più sorriso a nessuno, ecco che avrebbe fatto.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7469469519368950298?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7469469519368950298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/il-sorriso-sbavato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7469469519368950298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7469469519368950298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/il-sorriso-sbavato.html' title='IL SORRISO SBAVATO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-340247646395346643</id><published>2010-06-28T01:02:00.000-07:00</published><updated>2010-06-28T01:34:57.338-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>DI AMORE, VAMPIRI E ALAMBICCHI ROTTI</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Benedetta Esposito&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Opera selezionata dal forum Scrittori Della Notte. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Martìn era ancora un bambino la prima volta che aveva incrociato i suoi occhi. Non poteva avere più di nove o dieci anni eppure, a distanza di tanto tempo, percepiva nitidamente l’impatto di quello sguardo. Come se Youssou fosse ancora davanti a lui.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guadalupa si risvegliava immemore dopo la stagione degli uragani, che in quell’autunno del 1794 erano stati molti e tragicamente rovinosi; la devastazione era passata e tutti quietavano i loro animi, vogliosi di dimenticare i morti per strada, i campi distrutti, le case in rovina.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Malgrado tutto, gli isolani ricominciavano ad essere felici, di quella contentezza strenua che segue la disperazione. Toccato il fondo, si può solo risalire.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Soltanto Martìn, agli albori della primavera dei suoi sedici anni, sembrava indifferente ad ogni forma di allegria. Nemmeno un spettatore attento, osservando minuziosamente il giovinetto nel corso della sua giornata, avrebbe potuto indovinare l’euforia dell’animo che invece lo pervadeva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Suo padre, il marchese François Gaillard, non voleva a suo figlio il bene che il proprio genitore aveva voluto a lui. Non che fosse malvagio: semplicemente, prima d’esser padre, aveva avuto troppi affetti e ormai per il figliolo non erano rimasti altri sentimenti al di fuori di rabbia e sprezzante compassione. Il carattere di Martìn, poi, non incoraggiava di certo le inclinazioni affettuose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Egli, sia per l’affetto mai ricevuto, sia per l’indole recalcitrante che lo caratterizzava, sembrava rintanato nel suo mondo di mestizia e sotterfugio; i suoi occhi erano torbidi di cattivi pensieri e la carnagione malsana di forzata reclusione. Viveva ogni giorno con inerte angoscia, osservando apatico dal di fuori le vicende degli altri, senza altra frequentazione che i libri della sua cameretta. Solo gli animi buoni hanno degli amici, e l’animo suo non lo era. Ma come ben si sa, quel che il dì è d’un modo, la notte lo tramuta. E così anche la sua esistenza, di giorno annegata tra insipidi languori, la notte si faceva ardente e tumultuosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni sera, perfino le volte che il tuono imperversava terrorizzando gli isolani, la sua finestra rimaneva socchiusa, la tenda ricamata scostata leggermente, in un tacito e ricorrente invito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quella notte, poi, era la più attesa della stagione, giacché non c’è gioia più completa di ritrovare dopo lunghe assenze la persona amata.Lo scalpiccio appena percettibile sul prato sottostante lo fece trasalire: da tempo sostava supino sul letto, attendendo, teso e smanioso, di udire quel primo rumore.Ben presto, la figura grande e nera di Youssou si rivelò al di sopra del davanzale, fiera e leonina come una statua di bronzo, e lo raggiunse in due passi, stringendolo tra le braccia muscolose.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo la legge, Youssou era suo schiavo, ma in quei momenti, quando strette ferree e parole deboli stordivano la sua mente, Martìn non avrebbe esitato ad affermare che era l’uomo ad essere il padrone.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mi sei mancato.” Disse semplicemente il negro, accomodandosi goffamente tra le coltri ricamate del letto in cedro. Abituato alla pratica comodità delle amache, non aveva dimestichezza con quei vezzi occidentali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martìn non rispose, perché non era giusto condensare in qualche parola l’attesa e il tormento e l’ansia che avevano riempito dispotici le sue ultime giornate, e perché non era necessario, in fondo. La bramosia di quel contatto palpitava nell’aria e le parole sarebbero state solo superflue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Vieni qui” continuò Youssou, nel suo francese un po’ esitante, tirandolo al suo fianco e piantando gli occhi sul suo volto con prepotenza, avido della sua immagine turbata. “Hai tolto le mie collane”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il fanciullo stette un po’ in silenzio, meditando una risposta adeguata: non voleva raccontargli di essersene sbarazzato in preda ad una rabbia cieca, un giorno che il tifone tempestava, deridendo coi propri ululati la sua costernazione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Mio padre le ha buttate” rispose, glaciale; poi tese un dito bianco ad accarezzare le labbra dell’amante con fare bambinesco, cercando di distrarlo alle sue parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Youssou sapeva sempre riconoscere una menzogna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Menti” asserì infatti, portando la sua mano a sciogliere il nodo della veste dell’altro, rivelando il petto glabro e senza ornamenti. “Devi portarle, Martìn. Ti proteggono dagli spiriti maligni, dagli dei Shapanan e Oshoumarè, che portano le malattie, il vaiolo e la rabbia. Te l’ho spiegato molte volte”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Anche tu sei uno spirito maligno, Impundulu. Vampiro.”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nero sorrise, indulgente e un po’ beffardo, sfilandosi una collana di gemme pitturate ed un ciondolo di ossidiana e mettendoglieli al collo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ora sei al sicuro, Martìn”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Allora finalmente Youssou lo baciò sulle labbra, scendendo sul petto lungo un percorso immaginario seguito troppe volte e lo accarezzò con dedizione, come se stesse maneggiando il tesoro più prezioso.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il nero, un po’ per gioco un po’ sul serio, si azzardò a denudare Martìn nella sua intimità. Lui si coprì alla meglio con le mani bianche e un lampo di rossore accese le sue guance. Youssou allora afferrò le mani con delicatezza e gliele allontanò dal corpo, sorridendo del viso di fuoco che si ritrovò davanti. Non si erano mai spinti così oltre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli diede piacere con le sue dita d’ebano, mormorando nenie africane per calmare i mugolii impazziti; vezzeggiò la pelle candida e sorrise di quello spettacolo proibito, finché l’altro non si arrese al piacere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ripresosi da quel languore tutto nuovo, Martìn chinò il capo di lato, ostentando con un sorriso furbesco il collo latteo e immacolato. I segni della volta precedente si erano riassorbiti col tempo e l’attenzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Youssou dovette trattenersi dall’avventarglisi addosso senza nessuna premura: non voleva fare del male al suo padrone. Solo un gemito sordo riecheggiò nella camera, quando i denti affondarono con precisione nella carne viva. Il resto, era avvolto dal silenzio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guardandoli dall’esterno, si sarebbe facilmente potuto dubitare della dolce infatuazione che pervadeva i loro animi e che era la vera responsabile di quell’insana unione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martìn ricordava che fin da bambino era stato attratto dall’aura maliarda che l’altro si portava addosso come un vestito, ma probabilmente i loro primi incontri risalivano alle soglie dell’adolescenza, quando aveva appena dodici anni ed il bieco carattere di sempre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;All’inizio, erano state le informazioni estorte alla badante con i dispetti più crudeli, poi le chiacchierate dei genitori spiate da dietro all’uscio della loro camera - quel nuovo domestico ha qualcosa di inquietante, Francois, non vale il denaro che l’abbiamo pagato - ed infine Martìn sapeva ogni cosa dell’altro, senza mai averlo conosciuto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una torrida notte di fine agosto, Youssou era entrato nella sua camera di soppiatto, spaventandolo a morte e accucciandosi al suo fianco, un sorriso a rivelare la fila dritta e perfetta di denti bianchissimi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché ti interesso?” aveva domandato, scrutandolo senza timore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martìn non aveva risposto, ma da quella volta il nero era ritornato ogni notte, mancando l’appuntamento soltanto per il periodo degli uragani.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Perché non puoi venire, quando soffia il vento dal mare?” aveva chiesto Martìn in proposito, una sera che il periodo si avvicinava.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Ritorno in Africa dalla mia terra, Martìn” aveva risposto l’altro, senza mai più aggiungere una parola a riguardo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nel susseguirsi serrato di quegli incontri notturni, il loro rapporto era mutato prima in silenziosa amicizia, poi in ambiguo affetto ed infine in amore. In apparenza Martìn era rimasto l’algido ragazzino di sempre, ma sotto quella corazza d’indolenza incominciavano a germogliare i sentimenti di un animo appassionato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Youssou non aveva mai taciuto all’amico la sua natura. Già qualche sera dopo il loro primo colloquio, forse presentendo i successivi sviluppi che la loro storia avrebbe acquisito, aveva incominciato a raccontare la sua storia di vampiro, chiedendo come ricompensa alle proprie parole qualche stilla del suo sangue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Credendo in una burla, Martìn si era stretto nelle spalle e aveva acconsentito e il nero si era messo a narrare del suo popolo, i negri yoruba, il cui capostipite Oduduwa avrebbe formato i primi esseri umani con l’argilla di Ile-Ife, città capitale dell’antico regno. Parlò dell’Orisha, la religione, ed enumerò a Martìn uno stuolo di dei di cui l’altro dimenticò presto i nomi. Impressi a fuoco nella sua memoria rimasero soltanto Baiani, divinità della morte, e Oxum, dea dell’amore. Gli fece indossare collane e bracciali della sua terra, ammonendolo di non liberarsene mai: ora che era entrato a contatto con un spirito maligno, anche altre minacce sarebbero potute accorrere. Infine raccontò dei vampiri, che in Africa erano tanti e di numerose varietà. A quel punto Martìn, che aveva ascoltato i discorsi precedenti con silenziosa attenzione, ebbe voglia di ridere, giacché reputava queste creature invenzione di qualche ottuso favolista dal gusto macabro.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Youssou percepì la sua incredulità e si indignò; non disse nulla, ma i piccoli alambicchi di vetro che riposavano sulla scrivania dall’ultima lezione del precettore finirono in frantumi con un tintinnio sinistro. Martìn non si azzardò più a dubitare delle sue parole.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vampiro tornò ogni sera, nutrendo con le sue parole la curiosità del giovane e venendo nutrito in cambio dal suo sangue. Una funerea trasposizione di fiaba mediorientale, dove la principessa fuggiva il martirio lasciando che venisse squarciata la propria giugulare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Con l’andar del tempo, il marchesino acquisì conoscenza dei Khiduwane, capaci di prosciugare il sangue con uno sguardo, dei Kinoly con occhi rossi e artigli lunghissimi, degli Adze e dei Mutala, torsi di cadavere che trascinano le braccia. Infine, al prezzo di lunghe sorsate di latte rosso, conobbe gli Impundulu, i vampiri come Youssou, dall’insaziabile appetito e dalla forma umana.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Sei stupido, Youssou” lo aveva schernito Martìn, un sorriso sornione aveva preso possesso del suo volto. “Perché sei arrivato qui a Guadalupa? Avresti potuto uccidere i negrieri e stare col tuo popolo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Il mio popolo è qui, Martìn, in queste terre dove la gente ha il colore della sabbia e pittura le case dei colori più sgargianti, seppure la vernice le costerà più della baracca stessa. Il mio popolo non ha più patria ed io con lui; neanche i poteri di uno spirito maligno bastano a frenare la dispersione di una razza”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Possiedi dei poteri stregati?” aveva cambiato discorso il fanciullo, vedendo che gli occhi del vampiro si erano fatti torbidi di rancore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Posso diventare spirito, disperdermi nell’aria, e compiere tutte le magie che gli stregoni Yoruba mi hanno insegnato. Non posso morire, è questa la mia più grande forza, la mia più grande dannazione. E la mia preda, colui che mi nutre del suo sangue, sarà anche il mio amante”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Quindi io sono il tuo amante, Youssou?” aveva domandato, ricevendo in contro un bacio che sapeva di passione e sangue.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come risposta era stata più che sufficiente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martìn si strinse di più al corpo del suo amante, che riposava silenzioso al suo fianco. Sapeva che gli occhi del vampiro erano aperti, stava così quieto soltanto per lasciare che lui si addormentasse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sentì un torbido desiderio di infastidirlo, mettendo alla prova la sua devozione come una moglie gelosa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Youssou, domani, quando tornerai, portami una rosa bianca e le more più buone” ordinò, spinto più dal capriccio che dal desiderio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non è periodo per le cose che mi chiedi, Martìn”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non mi importa, voglio la mia rosa e un cesto di more, altrimenti ti dimenticherai il mio sangue” rispose l’altro, capriccioso, rigirandosi stizzosamente tra le coltri. Poi, come un bambino mosso dal rimorsi della coscienza, si piegò sulle sue labbra ancora imbrattate di sangue, regalando al vampiro un bacio conciliatorio. Con un sospiro lieve, si addormentò.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina seguente il letto era vuoto e la finestra socchiusa come l’aveva lasciata. Si preparò ad un’altra oziosa giornata, sospirando appena. Aveva imparato a vivere i giorni in attesa delle notti, proprio come un vampiro. Quella sera aspettò sveglio nel suo letto, come ogni volta, torturando con le mani le collane variopinte e rigirandosi tra le coltri, in preda alla solita impazienza. Tuttavia, Youssou non entrò nella sua stanza. Martìn si addormentò all’alba, vinto dal sonno e dalla scontentezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vampiro non tornò né quella notte né quelle dopo ancora, lasciandolo in quello stato di arrabbiatura puerile che consumava l’animo e il corpo. Per consolarsi, il fanciullo meditò le più atroci vendette che gli avrebbe inferto al suo ritorno, ma neanche questi pensieri riuscirono a distoglierlo dal suo malumore: Youssou sembrava essere svanito dalla faccia della terra.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La mattina di una settimana dopo, decise di avventurarsi fuori dalla sua camera per appropriarsi di qualche informazione. Così, scese nel cortile degli schiavi dove un gruppo di giunoniche negre riposava all’ombra di un tamarindo dal tronco nodoso, le interrogò, ma esse rimasero chiuse in un omertoso silenzio. Come sempre, la servitù difendeva i colleghi davanti ai padroni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Proseguendo per i vialetti ghiaiosi della proprietà raggiunse suo padre, che sedeva alla scrivania del suo studio, immerso nei calcoli. Appena esso si accorse della sua presenza, sorrise mellifluo, abbandonando le sue carte e prestandogli attenzione.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Padre, sapete dove si trova il negro Youssou?” domandò schietto, col solito tono sprezzante che indispose il suo genitore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Aspettavo questa tua domanda, figliolo.” rispose il marchese François, e all’espressione confusa dell’altro si affrettò a chiarire. “Dei miei fidi amici lo hanno visto entrare alla tua finestra, la settimana scorsa. Ora, mio caro, non mi importa davvero dei vizi perversi che tu coltivi, ma abbiamo una reputazione. Che si direbbe, sull’isola, se si venisse a sapere che il marchesino Gaillard intrattiene certi rapporti con i suoi dipendenti?”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Padre, ditemi dove l’avete portato!” ingiunse imperioso Martìn, rosso di collera e d’imbarazzo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“L’ho mandato via. Avrei dovuto ucciderlo, ma sono un uomo buono e ho deciso di risparmiarlo. In compenso, però, ucciderò te se ti azzardi a rivederlo”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Martìn corse via, combattendo con le sue lacrima affinché non traboccassero dagli occhi, e si inoltrò verso le estremità più meridionali della tenuta, dove gli alberi del mogano lasciavano il posto alla palude limacciosa e mefitica. Si accovacciò sulla rena fangosa, sogguardando il panorama che gli appariva indistinto a causa delle lacrime, incurante delle zanzare e dell’aria malsana che si respirava. Continuò a scrutare l’orizzonte rettilineo e perfetto, indugiando sul mare che si faceva più scuro in lontananza. Se non avesse conosciuto l’impossibilità dell’impresa, Martìn si sarebbe buttato in acqua e avrebbe nuotato in linea retta, sempre avanti fino a toccare terra, per raggiungere Ile-Ife e le altre città Yoruba. L’Africa era là, oltre quel lenzuolo d’interminato oceano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Dove sei, Youssou, dove sei?” prese a urlare forte, tra i singhiozzi, verso il mare che rispondeva col fragore quieto dei suoi flutti, irrisorio. Perse memoria degli insulti che gridò contro quella distesa azzurra, sicuro nel suo rancore che - dall’altro capo dell’oceano - il vampiro lo avrebbe udito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ritornò a casa che il sole incominciava a nascondersi dietro le fronde alte dei mogani, tremulo di freddo e coi polmoni che dolevano a causa dello sforzo, e, senza dire una parola, si diresse nella sua stanza. Sulla sua scrivania, quattro o cinque alambicchi nuovamente in frantumi mandavano in aria riverberi rossastri, riflessi della luce al tramonto. In un angolo, erano posati una rosa bianca ed un cesto di frutti di bosco. Martìn aggrumò con le mani i cocci di vetro e si mise in grembo il canestro di more; ne assaggiò una, sorridendo appena davanti al suo sapore asprigno. La rosa bianca, stava abbandonata sul tavolo in tutta la sua effimera bellezza. Martìn non ebbe più dubbi: prima o poi, Youssou sarebbe tornato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-340247646395346643?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/340247646395346643/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/di-amore-vampiri-e-alambicchi-rotti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/340247646395346643'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/340247646395346643'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/di-amore-vampiri-e-alambicchi-rotti.html' title='DI AMORE, VAMPIRI E ALAMBICCHI ROTTI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-927564655773638113</id><published>2010-06-23T01:33:00.000-07:00</published><updated>2010-06-23T01:46:38.404-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>TUTTA QUELLA STORIA E' NUOVAMENTE ORDINABILE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Abbiamo perso un settimana di lavoro che nessuno ci ridarà indietro (vedi &lt;a href="http://letterematte.blogspot.com/2010/06/tutta-quella-storia-comunicazione.html"&gt;QUI&lt;/a&gt; per saperne di più), ma alla fine il libro contenente i 20 racconti finalisti + la ormai famosa new entry che ha preso il posto de "Il Profumo dei mandorli in fiore" è nuovamente ordinabile. Come sempre i diritti d'autore verranno interamente devoluti in beneficenza all'associazione di volontariato Talitha Koum Camerun onlus.&lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 354px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.unibook.com/wwaowItems/14458033011274531357000/thumbnail/frontcover.jpg" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Clicca &lt;a href="http://www.unibook.com/it/TALITHA-KOUM-CAMERUN/TUTTA-QUELLA-STORIA"&gt;QUI&lt;/a&gt; per andare alla pagina dove potrai acquistare il libro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie a Rita per la comprensione e a tutti voi per il sostegno che ci date sempre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;La Redazione di Lettere Matte&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-927564655773638113?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/927564655773638113/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/tutta-quella-storia-e-nuovamente.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/927564655773638113'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/927564655773638113'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/tutta-quella-storia-e-nuovamente.html' title='TUTTA QUELLA STORIA E&apos; NUOVAMENTE ORDINABILE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5622627694252656165</id><published>2010-06-21T02:58:00.000-07:00</published><updated>2010-06-21T04:43:17.784-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>TUTTA QUELLA STORIA: Comunicazione importante.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Poteva bastare la mail che ogni tanto dà i numeri? No.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Poteva bastare Spreaker che a ogni trasmissione del Lettere Matte Show ci fa sudare da pazzi? No.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Poteva bastare l'anonimello veneziano che senza informarsi di nulla scaglia gratuitamente dardi spuntati contro la nostra iniziativa benefica "Scrittori per Talitha"? No.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La bega più incresciosa aveva ancora da venire. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Prima di attaccare a raccontarvi ciò che è successo, ci teniamo a far presente che questo post non viene scritto a scopo "punitivo", ma ai soli fini di rendere giustizia e di mantenere l'atteggiamento di trasparenza che da sempre contraddistingue Lettere Matte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Molti di voi ci hanno contattato nei giorni scorsi, facendo presente alla nostra redazione che da giovedì il libro "Tutta quella storia" non è più ordinabile dal sito del POD al quale ci siamo appoggiati. Nessun malfunzionamento, ragazzi: siamo stati noi a togliere momentaneamente il volume dal commercio on-line. Non ci ha dato di volta il cervello, semplicemente non potevamo fare altrimenti (entro mercoledì 23 giugno tutto tornerà alla normalità).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ecco come sono andate le cose e come opereremo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mercoledì 16 giugno siamo stati contattati dall'autrice &lt;strong&gt;Rita Fantinato&lt;/strong&gt;. Nella sua mail, Rita afferma di aver fatto una brutta scoperta: ha acquistato "Tutta Quella Storia" e, sorpresa delle sorprese, si è ritrovata a leggere un racconto davvero molto simile ad un suo elaborato dal titolo "&lt;strong&gt;Il Muro&lt;/strong&gt;", pubblicato nel 2009 e che ha ben figurato in diversi concorsi letterari. Le abbiamo domandato di inviarci il suo testo, testo che poi abbiamo confrontato con quello contenuto nella nostra raccolta, ovvero "Il Profumo dei Mandorli in Fiore" inviatoci da Pier Luigi Lemmi (8° classificato al ns concorso). Ebbene, fatta eccezione per alcune piccole modifiche, la somiglianza tra i due scritti ha dell'incredibile.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A questo punto abbiamo deciso di fare qualche ricerca: navigando in internet, abbiamo scoperto che i due autori in questione hanno pure partecipato assieme alla premiazione di un prestigioso concorso letterario. Ciò non rappresenta di per sè alcuna prova... ma qualche molla ce l'ha fatta scattare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;E così abbiamo chiesto spiegazioni al signor Lemmi, il quale ha ammesso le sue colpe senza sottrarsi alle sue responsabilità, scusandosi con noi e, attraverso la nostra redazione, anche con l'autrice de "Il Muro" Rita Fantinato. Le parole e il pentimento di Pier Luigi ci sono parsi sinceri, ed è proprio per via di questa sincerità che lo staff di Lettere Matte ha deciso di non chiedere allo stesso alcun rimborso economico per il vano lavoro svolto, per quello che ci sarà ancora da fare e per le copie già vendute. Similmente, abbiamo deciso di non ricorrere ad Avvocati &amp;amp; Co contro il signor Lemmi, convinti che la situazione sia pesante già di per sè. Pur comprendendo appieno lo stato d'animo di Rita (siamo autori anche noi di LM!!!) la invitiamo, le consigliamo di fare altrettanto, di procedere ad una riappacificazione informale. Ma il nostro è appunto un consiglio, sarà poi lei a dover decidere in tutta libertà se intraprendere o meno strade legali.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Va da sè che non permetteremo all'autore, causa comportamento scorretto, di partecipare ad altre manifestazioni e/o attività organizzate da LM. Lo stesso, per evidenti motivi, verrà depennato anche dalla nostra Classifica Degli Autori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Al fine di rendere giustizia, e avendo chiesto consenso all'autrice, abbiamo deciso di inserire nell'antologia "Tutta Quella Storia" il racconto "Il muro", che prenderà il posto de "Il Profumo dei Mandorli in Fiore". Stiamo già lavorando all'impaginazione e, come detto, a partire da mercoledì 23 giugno il libro sarà nuovamente ordinabile (e come sempre i diritti d'autore verranno interamente devoluti in beneficenza all'associazione di volontariato Talitha Koum Camerun - onlus).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Abbiamo anche pensato a chi l'antologia l'ha già acquistata: di seguito si potrà leggere gratuitamente il racconto new entry della raccolta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci scusiamo per l'inconveniente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La Redazione di Lettere Matte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;PS: scrittoruncoli, certe cose non vanno fatte 1 perchè la soddisfazione non è poi granchè, 2 perchè vi si sgama SEMPRE, 3 perchè sottoscrivere la paternità di un'opera (come è stato chiesto per partecipare al ns concorso) non propria rappresenta un illecito.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;PS2: non permetteremo commenti a questo post. Se avete qualcosa da dire fatelo a &lt;/span&gt;&lt;a href="mailto:letterematte@libero.it"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;letterematte@libero.it&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;---------------------------&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;strong&gt;Il muro&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;em&gt;di Rita Fantinato&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nonno?&lt;br /&gt;- Dimmi, Ibrahim.&lt;br /&gt;- Lo vedi?&lt;br /&gt;- Lo vedo, Ibrahim , sta arrivando.&lt;br /&gt;- E dov'è? Ora dov’è nonno?&lt;br /&gt;- Vicino, Ibrahim .&lt;br /&gt;- Ma quanto vicino, nonno?&lt;br /&gt;- Molto … troppo, Ibrahim. È strisciato con strette anse, inesorabile, vicino alla casa di Basmina, s'è mangiato le chiome degli ulivi nel grande giardino e ha già avvolto con le sue spire la tomba di Rachele, chiudendola alla pietà degli uomini.&lt;br /&gt;- Ma quanto è grande, nonno?&lt;br /&gt;- Più di quanto i tuoi occhi malati potrebbero contenere, Ibrahim. Così grande e incombente che la luce del sole che tu fatichi a vedere, ma che da sempre ha illuminato queste terre antiche e sacre a tanti uomini, non filtra più. Così lungo e ben disegnato che presto mangerà la casa di Jasmine, dividerà in due il campo dove nasce l'acqua della sorgente e attraverserà le nostre strade, impedendo alle genti di incontrare altre genti.&lt;br /&gt;- Ma davvero è così potente, nonno?&lt;br /&gt;- Lo è sempre stato, Ibrahim. Da quando è stato concepito nella mente degli uomini e lungo i secoli in cui è stato usato. Ma in questa terra sacra, Ibrahim, io non avrei mai pensato potesse nascere e svilupparsi. Perché in questa terra, siamo tutti figli di Abramo, io, te e loro, generati dallo stesso padre.&lt;br /&gt;- Arriverà anche a casa tua, nonno?&lt;br /&gt;- Arriverà, Ibrahim.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggeri sacchetti di plastica nera volavano ovunque assieme alle carte e alla polvere.&lt;br /&gt;“È arrivato il vento del sud”, pensò Shamir.&lt;br /&gt;Se ne stava seduto davanti a quello che un tempo era il suo coffe shop, tra i mulinelli di sabbia e l'odore acre dell'immondizia in putrefazione, sospeso e assorto ad ascoltarlo sibilare, mentre intorno a lui tutto taceva.&lt;br /&gt;Gli ricordava, quel vento, di un tempo lontano, quando soffiando tra le colline ricamate di greggi di pecore, spandeva, in primavera, il profumo dei mandorli in fiore e del latte di palma.&lt;br /&gt;Gli venne alla mente il sapore dolcissimo dei datteri maturi che crescevano nelle terre della sua infanzia, appartenute a suo padre e prima ancora a suo nonno, e prima ancora al nonno di suo nonno, terre che ora non riusciva a vedere più.&lt;br /&gt;Fu il rumore metallico dei barattoli che rotolavano sull'asfalto, sbattendo sulle altissime barriere di cemento che si ergevano di fronte a lui, a distrarlo dai suoi pensieri di vecchio.&lt;br /&gt;“Quanto tempo è passato”, mormorò' piano.&lt;br /&gt;Quel mattino Betlemme era immobile, i check point erano chiusi.&lt;br /&gt;Niente file gremite, niente fiumane di gente in attesa, niente grida di bimbi spazientiti. Solo il sibilo familiare del vento del sud.&lt;br /&gt;Shamir si alzò lentamente, prese le sue poche cose, mise da parte i suoi inutili ricordi e, dando di spalle al cancello che lo separava dal coffe shop, ora inesorabilmente chiuso dal muro, con una mano sul cuore, disse solo una parola: “Inshallah”.&lt;br /&gt;Prese a camminare lentamente, costeggiando quel muro di cemento alto otto metri, e si diresse verso il Baby Hospital, lì dove le suore francescane elisabettine non avevano mai mancato di dargli conforto in questi ultimi terribili mesi.&lt;br /&gt;Erano arrivati anche lì, strazianti, gli echi lontanissimi dei missili qassam.&lt;br /&gt;Ed era diventato sempre più difficile per un vecchio come lui scegliere, prendere una decisione, saper rinunciare.&lt;br /&gt;Avrebbe di gran lunga preferito vivere come gli uomini della sua età, nel suo villaggio, accudito e rispettato secondo le leggi del suo popolo, come fu per suo padre, e poi per suo nonno e per il nonno di suo nonno, così da sempre.&lt;br /&gt;Ma Betlemme non era più la città di sempre.&lt;br /&gt;Varcare ancora una volta la soglia dell'ospedale era per Shamir un misto di speranza e sconfitta.&lt;br /&gt;Ma Ibrahim era troppo importante. Dopo i cruenti giorni chiamati “piombo fuso”, tutto ciò che gli rimaneva di sua figlia Asghan era Ibrahim.&lt;br /&gt;Ibrahim, con quella sua incredibile contagiosa curiosità. Ibrahim, con quei grandi occhi scuri che non riuscivano a contenere nulla.&lt;br /&gt;“Inshallah”, ripetè ancora una volta, percorrendo assorto il lungo corridoio d'attesa, quel giorno, con i check point chiusi, quasi deserto.&lt;br /&gt;Suor Piera sgranava il rosario di legno d'ulivo sotto la veste bianca mentre pensava che presto la casa madre l'avrebbe trasferita in un altro paese.&lt;br /&gt;Ancora pochi giorni e avrebbe lasciato Betlemme.&lt;br /&gt;Si avvicinò alla finestra e, guardando fuori, non potè non pensare a quanto quella città fosse cambiata da quando era arrivata lì quindici anni prima.&lt;br /&gt;Anche le cose apparentemente immobili erano profondamente mutate, come le tre verdi colline che vedeva ogni mattina alzandosi,e dove ogni anno si raccoglievano le olive, in una festa popolare che le ricordava la sua terra veneta, la vendemmia e l'odore del mosto a settembre nelle campagne.&lt;br /&gt;Le moderne villette degli insediamenti costellavano di bianco quelle che ora non erano più colline verdi.&lt;br /&gt;Le radici degli ulivi sradicati giacevano immobili assieme ai tronconi degli aranceti, non c'erano più frutti in quelle terre, solo un grande serpente grigio a rovinare le vite e i ricordi.&lt;br /&gt;Fuori dalla finestra, in una giornata di sole sbiadito, il vento del sud spazzava la polvere alzando i leggeri sacchetti di plastica neri che, sbattendo sulle barriere di cemento senza mai riuscire a superarle, ritornavano come le maree dal posto da cui erano partiti.&lt;br /&gt;“Le tre”, disse guardando l'orologio.&lt;br /&gt;“È l'ora”, si fece il segno della croce e uscì dalla sua stanza.&lt;br /&gt;Camminava con l'animo pesante di chi fa fatica a contenere i pensieri e le emozioni, d'altronde come darle torto? Aveva pregato ogni sera e aspettato tanto, scoprendosi confusa a ripetere: “Sia fatta la volontà di Dio”, poi era successo tutto cosi in fretta...&lt;br /&gt;Non erano passati più di cinque giorni da quando Shamir aveva bussato alla stanza dei dottori.&lt;br /&gt;Era un uomo fiero, Shamir. Innamorato della sua terra, della sua gente e di quello strano sentimento che lì chiamavano onore.&lt;br /&gt;Quella mattina sembrava più piccolo del solito. Entrò, salutò, non si volle sedere. Disse solo una frase: “Potete prepararlo”.&lt;br /&gt;Quanta fatica può costare a un uomo pronunciare una sola frase, che non è altro che la fine, la conclusione di un indicibile tormento interiore?&lt;br /&gt;Ne erano tutti consapevoli.&lt;br /&gt;Aveva quindi ceduto, Shamir, si era piegato al destino, così gli piaceva chiamarlo, e aveva venduto ciò che gli era rimasto di un tempo ormai andato.&lt;br /&gt;L'equipe medica apprese in silenzio i discorsi lunghissimi, i monologhi di notti insonni e le interminabili confessioni che Shamir disse con una frase.&lt;br /&gt;Poi chi di dovere si alzò, sgravato da un enorme fardello, e senza perdere un minuto cominciò a prendere contatti, a sveltire pratiche, a telefonare.&lt;br /&gt;Si rimise in moto una volta ancora la macchina burocratica che avrebbe permesso a Ibrahim di vedere di nuovo.&lt;br /&gt;Perché la macchina era già partita, ma si era subito inceppata.&lt;br /&gt;Il regno di Shamir era in una posizione strategica.&lt;br /&gt;Il suo vecchio e fatiscente coffe shop se ne stava beffardo proprio lì, sulla linea immaginaria disegnata per il percorso del muro.&lt;br /&gt;Non glielo avrebbero mai rubato il suo regno.&lt;br /&gt;Glielo avrebbero comprato, con denari eccedenti le esigenze di un povero vecchio e la possibilità di emigrare in un altro paese.&lt;br /&gt;Tanti denari... quanto bastava a pagare le spese mediche per l'intervento.&lt;br /&gt;Shamir resisteva, e gli occhi di Ibrahim erano sempre più persi dentro la nebbia.&lt;br /&gt;“Potete prepararlo”, ripetè mestamente quella mattina Shamir.&lt;br /&gt;Si sarebbero attivate le interminabili procedure che consentivano a un piccolo palestinese di usufruire delle strutture sanitarie israeliane. Il Baby Hospital non possedeva rianimazione, né un reparto di chirurgia pediatrica.&lt;br /&gt;Come nessuno degli ospedali dei territori.&lt;br /&gt;“Hai deciso”, gli disse con incredibile pena suor Piera.&lt;br /&gt;“Un pezzo di terra varrà bene gli occhi di mio nipote”. Rispose solo questo Shamir.&lt;br /&gt;E se ne andò.&lt;br /&gt;Il grido gioioso di Zineb scosse suor Piera dai suoi pensieri.&lt;br /&gt;“Sister Piera!”, esclamò.&lt;br /&gt;“Hai visto? Ora riesco quasi a correre.”&lt;br /&gt;Sorretta dallo sguardo incorniciato dal velo di sua madre, Zineb muoveva a dodici anni i suoi primi passi.&lt;br /&gt;Era anche lei reduce da un trasferimento in un ospedale israeliano, e la fatica di trovare i contatti, l'infinita catena dei rifiuti, sino all'agognato permesso, venivano immediatamente dimenticati nel vederla con le sue gambe compiere insicuri, claudicanti, piccoli passi.&lt;br /&gt;Il sorriso di Zineb, ingenuo e generoso, i grandi occhi velati di Ibrahim...&lt;br /&gt;Pensò a quanto le sarebbero mancati questi bambini, che in fondo sentiva tutti figli suoi, ma fu nell'atto di abbracciare la bambina che scorse dal fondo del corridoio la sagoma di Shamir.&lt;br /&gt;Accade talvolta, al di là delle parole, al di là della banalità delle frasi, che uno stringere di mani, caldo e prolungato, possa andare oltre ogni sorriso solidale.&lt;br /&gt;Quasi un abbraccio ancestrale, l'essenza dell'anima, tolto tutto il superfluo.&lt;br /&gt;È quella necessità, provocata da un sentimento di profonda pena comune che spinge le persone a un contatto fisico profondo e lieve, come uno stringersi di mani.&lt;br /&gt;“Sister Piera...”&lt;br /&gt;“Vieni Shamir, non è più il tempo delle parole. Ibrahim ti sta spettando.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se ne stavano seduti sugli scalini d'ingresso del Baby Hospital, coccolati dal sole, ognuno perso nei suoi pensieri.&lt;br /&gt;In attesa.&lt;br /&gt;Shamir, suor Piera e Ibrahim.&lt;br /&gt;Sembravano inaspettatamente sereni.&lt;br /&gt;Con quel pallido sole e quel vento tiepido ti saresti aspettato che nulla accadesse.&lt;br /&gt;Non sono i dolci declini ocra delle basse colline, non sono le zaffate di cumino e zafferano che ti inondano le narici, né il benessere che ti provoca un raggio di sole a dirti che sei a Betlemme, in Palestina.&lt;br /&gt;È la sacralità del silenzio di giornate come oggi.&lt;br /&gt;Quel silenzio sovrano che ti dà l'impressione rarissima che il tempo, immobile, non si sia mai piegato alla storia.&lt;br /&gt;Enormi e sconfinate apparivano in quel momento ai loro occhi quelle terre: l'antica Galilea, la Samaria e la Giudea, da dove tutto ebbe inizio.&lt;br /&gt;Viaggiava il loro sguardo al di là delle strade e di un muro di cemento, al di là delle colline e degli insediamenti, al di là di tutto ciò che era stato concepito per dividere.&lt;br /&gt;Nella brevità della vita e nell'immortalità di quei luoghi tutto questo penare appariva senza senso.&lt;br /&gt;È così, Betlemme.&lt;br /&gt;Poi, accadde.&lt;br /&gt;L'aveva già intravista mentre arrivava da est, dalla strada che veniva da Beit Jala.&lt;br /&gt;Non avrebbe mai pensato, Shamir, di emozionarsi tanto.&lt;br /&gt;Lasciò che lentamente compisse il suo percorso, mentre sentiva, doloroso, avvicinarsi il momento del distacco.&lt;br /&gt;“È arrivata l'ambulanza”, disse con un sorriso suor Piera.&lt;br /&gt;Il resto fu molto veloce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Nonno?&lt;br /&gt;- Dimmi, Ibrahim.&lt;br /&gt;- Verrai con me?&lt;br /&gt;- No, Ibrahim.&lt;br /&gt;- Non verrò.&lt;br /&gt;- Ho paura, nonno.&lt;br /&gt;- La paura rende ciechi, e tu stai andando incontro alla luce che è la mia speranza, Ibrahim.&lt;br /&gt;- Nel posto in cui andrai non avrai bisogno di me. Altre mani ti guideranno, altri occhi vedranno al posto dei tuoi e tutto ti descriveranno. Poi, se Dio lo vorrà, presto potrai fare tutto da solo e sarai libero.&lt;br /&gt;- Ho paura nonno.&lt;br /&gt;- Non devi, Ibrahim. Il buio dei tuoi occhi è come questo muro, oltre il quale io non posso andare. È troppo stanca la mia mente, Ibrahim, troppo deboli le mie gambe, troppo il tempo che se n’è andato. Solo la speranza rimane, che tu un giorno potrai vedere la luce che illumina questa terra sacra, e che quei tuoi occhi scuri che mai hanno visto il muro di cemento, arrivino un giorno a non vederlo più.&lt;br /&gt;- Non capisco, nonno.&lt;br /&gt;- Capirai, Ibrahim.&lt;br /&gt;- Mi aspetterai, nonno?&lt;br /&gt;- Ti aspetterò, Ibrahim.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stettero in silenzio per il tempo necessario a seguire dall'alto della collina il tragitto dell'ambulanza sino al check point.&lt;br /&gt;Trascorrevano lenti i minuti, mentre niente sembrava compiersi.&lt;br /&gt;“Era necessaria quella bugia?”, chiese suor Piera.&lt;br /&gt;Shamir tacque, come se davvero avesse speso tutte le sue parole.&lt;br /&gt;Il vento caldo del sud continuava a soffiare nella calma irreale di quel meriggio di primavera.&lt;br /&gt;Con quel vento caldo e quel pallido sole ti saresti aspettato che nulla accadesse...&lt;br /&gt;a Betlemme, in Palestina.&lt;br /&gt;Fu così che una figura vestita di bianco, un vecchio con un pastrano marrone, un piccolo puntino bianco che si allontanava all'orizzonte con il suo carico di speranza sopra una terra giallo ocra, aspettavano che il destino, srotolando la sua trama, decidesse in quale direzione mandare le loro vite.&lt;br /&gt;Proprio quando l'attesa stava assumendo i contorni definiti della sconfitta, videro tornare indietro l'ambulanza vuota, dopo aver consegnato Ibrahim a quella israeliana che ripartiva al di là del muro.&lt;br /&gt;“Dio sia lodato”, sussurrò suor Piera.&lt;br /&gt;“Se n'è andato”, disse piano Shamir. “Non lo rivedrò facilmente”, aggiunse.&lt;br /&gt;‘’Sarà la zia Amina, d’ora in avanti a prendersi cura di lui.”&lt;br /&gt;Improvviso e inaspettato arrivò, alzando i lembi del velo di suor Piera.&lt;br /&gt;“È cambiato il vento”, sentenziò in pace Shamir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggeri sacchetti di plastica nera volavano ovunque.&lt;br /&gt;Si alzava la sabbia trasportata dal vento del nord. Sabbia di Palestina, di Siria e di Giordania, mescolata a quella di Israele, viaggiava in tutta l'antica terra di Canaan, al di là dei confini, giù fino al Sinai e ancora più in là... senza barriere, in capo al mondo.&lt;br /&gt;Invisibili granelli di sabbia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cambierà mai, Shamir?&lt;br /&gt;- Come dite voi, sister Piera?&lt;br /&gt;- Sia fatta la volontà di Dio.&lt;br /&gt;- Noi diciamo “inshallah”.&lt;br /&gt;- Allora … inshallah, Shamir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di ocra e di azzurro, di sole e di sabbia divenne il pomeriggio.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5622627694252656165?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5622627694252656165'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5622627694252656165'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/tutta-quella-storia-comunicazione.html' title='TUTTA QUELLA STORIA: Comunicazione importante.'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5179640258424606843</id><published>2010-06-19T05:40:00.000-07:00</published><updated>2010-06-19T05:44:41.255-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>HO UNA CASA concorso di poesia</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;Francesca Farina  Roberto Piperno&lt;br /&gt;“HO UNA CASA” Onlus - per la dignità dell’abitare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;INDICONO&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color:#33cc00;"&gt;I° Concorso di Poesia  “HO UNA CASA - Onlus” - 2010&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;per sostenere il Progetto Umanitario dare una casa a chi non ce l’ha&lt;br /&gt;nella terra del Nicaragua (volantino allegato: Storia, Obiettivi e Attività della Onlus)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FINALITA’ :  contribuire, con il dono della parola dei poeti partecipanti, alla realizzazione di iniziative concrete per un mondo più attento, più responsabile, più solidale, a cominciare dalla cultura. Una sinergia fra la parola e l’azione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TEMA : “L’Altro”, da intendersi come tutto ciò che è altro da sé, con un’anima propria, ivi compresa la natura. Uscire dall’egoismo per percorrere l’alterità.&lt;br /&gt;L’Altro è il nuovo che è fuori di noi: il fratello, il nemico, il diverso, il contrario, colui che ci completa, colui del quale abbiamo bisogno nella misura in cui lui ha bisogno di noi… L’Altro è anche il nuovo che è dentro di noi: la ricerca interiore di cambiamento, quella piccola, perché individuale, rivoluzione, ma nello stesso tempo l’unica, quindi la più grande, che personalmente ci sia concesso fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTECIPATE  NUMEROSI&lt;br /&gt;E  REGALATE  LA  VOSTRA  POESIA  AL  SUD  DEL  MONDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGOLAMENTO&lt;br /&gt;Si CONCORRE con un massimo di tre poesie, non superiori ai trenta versi ciascuna,&lt;br /&gt;sul tema: “L’Altro”, in lingua italiana o in dialetto (con versione italiana).&lt;br /&gt;Si INVIANO gli elaborati entro e non oltre il 30 SETTEMBRE 2010, in N.6 copie dattiloscritte, di cui solo una firmata e contenente le generalità, l’indirizzo, il telefono, l’e-mail, al seguente indirizzo: “HO UNA CASA - Onlus” Vicolo del Cinque, 24A - 00153 Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La QUOTA DI PARTECIPAZIONE è di € 20,00, da inviare con&lt;br /&gt;Versamento alla “HO UNA CASA – Onlus”&lt;br /&gt; sul c/c postale n. 95879326    &lt;br /&gt;Bonifico bancario alla “HO UNA CASA – Onlus”&lt;br /&gt;IBAN IT37Y0306905077100000004850&lt;br /&gt;Allegare al plico la ricevuta dell’avvenuto pagamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La quota sarà INTERAMENTE  UTILIZZATA dalla “HO UNA CASA – Onlus” per la costruzione di una nuova casa in Nicaragua&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I componenti la GIURIA verranno resi noti il giorno della premiazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La PREMIAZIONE si svolgerà presso La Casa Delle Culture a Roma Via San Crisogono, 45 (Trastevere) nel mese di novembre 2010, in data che sarà stabilita successivamente.&lt;br /&gt;I CINQUE VINCITORI e i QUINDICI FINALISTI saranno avvertiti personalmente.&lt;br /&gt;I PREMI verranno consegnanti da note Personalità della Poesia. I primi cinque classificati riceveranno opere d’arte quotate e generosamente offerte dalle pittrici Fiamma Dinelli, Tina Loiodice, Maria Grazia Oppo, Daria Picardi, Maria Luisa Ricciuti, presenti il giorno della cerimonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: Luciana Vasile, presidente della “HO UNA CASA – Onlus”&lt;br /&gt;cell.: 335/6124936; e-mail: &lt;a href="mailto:luciana.vasile@tin.it"&gt;luciana.vasile@tin.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;--------------------------------------------------&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Progetto umanitario è volto alla costruzione di “case per campesinos”.&lt;br /&gt;L’obiettivo è  aiutare la popolazione della campagna, a volte molto distante dal primo centro abitato, a rimanere nella realtà del territorio nel quale è nata, senza allontanarsi dalle sue tradizioni e dai suoi affetti; contribuire in tal modo a una vita dignitosa, che comincia da una casa della quale non doversi vergognare, prima di tutto con se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Nicaragua, dove mancano le industrie, è dimostrato che l’urbanizzazione è ancora più pericolosa e dannosa che in altri paesi più sviluppati. L’emigrazione costituisce una umiliazione per le persone e una piaga, quotidianamente esposta al mondo intero.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da diversi anni Luciana Vasile, architetto e scrittrice, Presidente di HO UNA CASA – Onlus  costituita nel febbraio del 2009, offre il suo aiuto volontario in Centro America.&lt;br /&gt;In Nicaragua, portando progetto e finanziamento, dal 2007 ha già costruito quattordici case (costo di una casa € 5.000,00) con l’appoggio e la collaborazione, sul posto, dell’esperienza di alcuni gruppi missionari che lavorano nella zona da molto tempo: i Piccoli Fratelli di Foucauld, il Vescovo missionario tedesco Monsignor Bernardo Hombach, i Missionari del Verbo Divino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sostenerlo&lt;br /&gt;Per ora la reperibilità dei fondi si è resa possibile esclusivamente grazie alla generosità di una ristrettissima cerchia di amici.&lt;br /&gt;Pensiamo che l’iniziativa sarebbe invece meritevole di essere conosciuta e vieppiù degna di diffusione sensibilizzando, oltre ai singoli, anche le Istituzioni pubbliche e private alla solidarietà verso le popolazioni più povere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;HO UNA CASA - Onlus&lt;br /&gt;Causale : Progetto umanitario per dare una casa a chi non ce l’ha&lt;br /&gt;IBAN IT37Y0306905077100000004850 dall’estero aggiungere BIC BCITITMM&lt;br /&gt;c/c postale n. 95879326    cod. fisc.: 97542620584      e-mail : &lt;a href="mailto:luciana.vasile@tin.it"&gt;luciana.vasile@tin.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lucianavasile.it/"&gt;www.lucianavasile.it&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;http://www.ginnasticaflaminio.it/promozione_solidale.php         &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5179640258424606843?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5179640258424606843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/ho-una-casa-concorso-di-poesia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5179640258424606843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5179640258424606843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/ho-una-casa-concorso-di-poesia.html' title='HO UNA CASA concorso di poesia'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8723524458198422315</id><published>2010-06-16T10:59:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T11:04:57.331-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>LA SINDROME DI BAUDELAIRE</title><content type='html'>&lt;em&gt;Racconto di Esker Ridge&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata da CREATIVITY STATION&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tornò sui suoi passi e le diede un’altra pedata in faccia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Ti avevo detto di stare zitta, stronza!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le aveva detto anche: non muoverti, non toccarmi, non guardarmi. E prima ancora: lavati con questo, niente profumo, nessuna biancheria. Niente di personale. L’aveva pure pagata bene per questo ma era stato più forte di lei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Ti piace così eh?” aveva detto dopo un po’.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Zitta per favore…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Tu sì che sei un po’ strano eh?” aveva proseguito.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Vuoi stare zitta cazzo!?”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Ooh calmati bello eh?… Se non si può nemmeno respirare trovati una morta allora!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Sarai tu se non stai zitta…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Ma chi cazzo sei? Sei pazzo!?… Ma capitano solo a me quelli… Basta! Vattene via! Via! Subito!”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si era divincolata respingendolo con forza con le mani e le gambe ed era scivolata fuori dal letto. Si era messa a strillare e a gesticolare come una demente. Non aveva avuto paura abbastanza quando si era alzato e le si era avvicinato. Non aveva pianto dopo il primo schiaffo. E ora giaceva sul pavimento, con il collo spezzato e una faccia che non somigliava più a nessuna.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Non avevo finito… Puttana…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non gli piacevano le donne. Nessuna. O forse quando piangevano. Sì, erano belle quando piangevano, tutte, ma solo in quel momento. Il loro viso convulso e bagnato aveva qualcosa di magnetico, s’illuminava di una luce propria che lo alleviava per un po’ dal suo tormento. Ma non tutte piangevano. Ed erano purtroppo il mezzo incontornabile attraverso il quale riusciva a raggiungere una pace necessaria, vitale, seppure momentanea. Perché era costretto a fare quella cosa con loro. Per forza. Ne aveva bisogno. Ma solo in determinate condizioni. E le odiava, non tanto per quel che doveva compiere con il loro corpo, ma perché erano lì, e perché potevano guardarlo, sentirlo, pensarlo mentre era nelle loro mani e si agitava e sudava sopra il loro corpo, debole, ridicolo e volgare come una lurida scimmia appesa ad un sottile ramo di vetro, incosciente e vulnerabile fino a quando il ramo non si spezzava e non lo liberava dal loro ventre permettendogli di essere di nuovo se stesso. Perciò non dovevano guardarlo, non dovevano toccarlo e non dovevano assolutamente parlargli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Scese nella prima stazione metropolitana che trovò sul suo cammino e si presentò agli sportelli automatici. La ragazza era di spalle, lo sguardo rivolto verso il retro di un distributore di biglietti. Era immobile, e avrebbe potuto illudere anche una mente all'erta come un manichino o un pannello pubblicitario dimenticato lì se dopo un po' non si fosse strofinata il naso con il dorso della mano. Si fermò e la osservò meglio. Con quei vestiti sembrava una di quelle giovani rom che fanno l’elemosina per le vie della città. La ragazza si strofinò di nuovo il naso e si asciugò la bocca con la manica della sua giacca di lana, macchiandola di aloni scuri. Lui si avvicinò di qualche passo e cercò di vederle la faccia. Lei lo senti perché girò leggermente la testa e gli rivolse uno sguardo veloce con la coda dell’occhio. Poi si nascose di nuovo dietro la capigliatura disordinata. Tirò su con il naso. Lui si avvicinò ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Tutto bene?...” disse. Annusò l’aria e provò a sentire un odore qualunque.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Allora? Stai bene?...”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ragazza si girò e lo fissò senza nessun’esitazione. Il suo sguardo era senza espressione ma deciso. Aveva un livido recente sullo zigomo e sangue strofinato attorno al naso e sulle guance. Il labbro superiore era gonfio e percorso da un lieve tremore. Piangeva, ma senza rumore, come se non sapesse di piangere. Lui si frugò nelle tasche alla ricerca di fazzoletti ma scorse l’insegna di un tabaccaio più avanti nella galleria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Aspettami qui…”&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando tornò la ragazza era sparita. La cercò tra un’estremità e l’altra della galleria e la vide appena in tempo sulla scala mobile mentre veniva assorbita dalle luci della superficie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La ragazza lo stava aspettando sul marciapiede di fronte alle porte della stazione. O così gli sembrò perché lo fissò appena sbucò dalle scale. La raggiunse e le si piazzò davanti. Non piangeva più. Non esprimeva né paura, né dolore, né tristezza, né fastidio, semplicemente lo fissava. Tendeva la mano palmo in su. Le porse i fazzoletti e provò a sorriderle. Ma il suo viso non si mosse. Non espresse nulla. Continuò a fissarlo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“- Hai fame?” le chiese. Fece forse segno di sì perché lui s’incamminò verso uno snack bar dall’altra parte della strada. Non provò a voltarsi ma sperava che lo stesse seguendo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8723524458198422315?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8723524458198422315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/la-sindrome-di-baudelaire.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8723524458198422315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8723524458198422315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/la-sindrome-di-baudelaire.html' title='LA SINDROME DI BAUDELAIRE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5924916890287369393</id><published>2010-06-16T04:49:00.000-07:00</published><updated>2010-06-16T04:55:06.715-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>E SE RIVELASSI</title><content type='html'>&lt;em&gt;Poesia di &lt;strong&gt;Filippo Marconi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Selezionata dal forum SCRITTORI DELLA NOTTE&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mio caro caparbio,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Do:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto in un tronco redatto,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e scorta imperizia di restia fantasia.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mio caro fastoso,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Re:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto tra un fare d’inezia,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;perita costanza di un regno che smania.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mio caro borioso,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Mi:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto in un modo felino,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;s’accinge di un poco e impugna infinito.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,mio caro zelante,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Fa:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto fra palmi voraci,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;alacri che forgian’ pendenti e diamanti.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,mio caro fulgente,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Sol:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto al piano eminente,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e riverbera vita ormai persa e prevista.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mio caro distinto,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un La:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto oltre finte montagne,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;tra sguardi scheggiati ed occhi falciati.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E se rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mio caro signore,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;il segreto di un Si:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;egli è nascosto su facce sparate,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;su rostri d'orrori perdenti e incolori.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E Se Rivelassi,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Mio Caro Amico,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Il Segreto Di Un Io:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Egli E’ Nascosto In Queste Parole,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E Grida Il Suo Canto Splendente Di Sole.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Poesia vincitrice del TERZO CONCORSO LETTERARIO "MUSICA" interno organizzato dal Forum Scrittori della Notte)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5924916890287369393?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5924916890287369393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/e-se-rivelessi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5924916890287369393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5924916890287369393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/e-se-rivelessi.html' title='E SE RIVELASSI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8002214773097429468</id><published>2010-06-10T10:23:00.000-07:00</published><updated>2010-10-31T03:54:40.862-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sullo scrivere'/><title type='text'>COME MIGLIORARE IL LINGUAGGIO?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Come al solito mi confermo un bugiardo... dopo aver annunciato che la rubrica "Sullo scrivere" era giunta al termine, ecco che mi smentisco. Un utente ci ha inviato una domanda inerente la scrittura per il Lettere Matte Show, ma dato che la puntata nuova uscirà con qualche giorno di ritardo... anticipo la risposta sul blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque, come migliorare il linguaggio? Risposta: leggendo. Ti svelo, caro Franz, un piccolo segreto che ho rubato al nostro Caligolas qualche tempo fa: leggi un bel romanzo o una bella raccolta di racconti e annotati le parole che non conosci (o che conosci ma "non senti tue") su un quadernetto. Riportati anche l'intera frase che sta attorno al vocabolo incriminato e la spiegazione che ne dà il dizionario. Di tanto in tanto butta nuovamente un occhio agli appunti. Su un altro quadernetto trascrivi le frasi che ti piacciono particolarmente... questo non serve tanto per il lessico (e, soprattutto, non per scopiazzare!) quanto per comprendere gli accostamenti tra le parole fatti dall'autore, per capire quali meccanismi si sono azionati nella sua mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cerco di chiarirmi con un esempio: leggendo H.Miller mi sono annotato sul primo quadernetto la parola AGGLUTINAZIONE perchè, pur conoscendone il significato, non potevo dire di "possederla". Ho poi riportato l'intera frase per avere a disposizione anche un contesto di utilizzo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(...) Intorno al quale&lt;/em&gt; (al fatto avvenuto in precedenza) &lt;em&gt;s'agglutinavano tutti gli elementi più significativi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Non ho trascurato il dizionario: Agglutinazione= congiunzione più o meno durevole o evidente di elementi eterogenei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel secondo quadernetto ho invece ficcato frasi tipo questa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(...) s'elevavano file e file di visi, interrotte qua e là da attimi di vuoto, improvvise lacune che il riflettore lambiva con avidità di lingua che cerchi un dente perduto.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvio, più leggi e meglio scrivi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciao ciao,&lt;br /&gt;Marco &lt;em&gt;Kito&lt;/em&gt; Toccacieli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;SCARICA GRATUITAMENTE &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;&lt;strong&gt;"SCRIVERE! PICCOLO MANUALE DI SCRITTURA CREATIVA"&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span style="color:#990000;"&gt;DAL CATALOGO DI &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://www.culturesommerse.org/"&gt;&lt;span style="font-size:180%;color:#990000;"&gt;www.culturesommerse.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8002214773097429468?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8002214773097429468/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/come-migliorare-il-linguaggio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8002214773097429468'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8002214773097429468'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/come-migliorare-il-linguaggio.html' title='COME MIGLIORARE IL LINGUAGGIO?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8482506443001783994</id><published>2010-06-04T00:58:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T01:15:32.921-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI</title><content type='html'>&lt;em&gt;Poesia di &lt;strong&gt;Roberto Sonaglia&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Opera selezionata dal forum CREATIVITY STATION.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;-&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Io sono nato a pagina 20,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;è questo che mi rende&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;moderno.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Preceduto da troppe righe,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;troppi capitoli ancora&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;da leggere.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Ci vorrebbe&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;infinita pazienza,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e ai dottori del tempio&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;- purtroppo per loro-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;non ne è più rimasta,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;dopo tutti quegli anni&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;passati a cercare&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;la differenza&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;fra un bemolle e una virgola &lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Io sono nato mascherato,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;in un cinema pieno di gente,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;a spettacolo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;iniziato. Mai avuto aureole&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;per bluffare.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;è questo che mi fa&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;impazzire.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;E' un po'&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;come il ciclo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;delle acque:&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;un processo fra gocce&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;compresse nella&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;stessa gabbia,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;dall'aspetto&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;solo vagamente&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;simile.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Un tuffo&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e l'estate esplode,&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;luce ultravioletta&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;rossi accesi&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Io sono nato per trascurare&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;gli amici - arrivare&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;in anticipo -ritrovarli per caso&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;o per gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Il loro amore&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;mi fa male&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;alla testa&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8482506443001783994?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8482506443001783994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/la-tavola-degli-elementi.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8482506443001783994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8482506443001783994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/la-tavola-degli-elementi.html' title='LA TAVOLA DEGLI ELEMENTI'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4520211296891447784</id><published>2010-06-04T00:54:00.000-07:00</published><updated>2010-06-04T00:57:23.314-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>REALTA'</title><content type='html'>&lt;em&gt;Poesia di &lt;strong&gt;Ylenya Migliorisi&lt;/strong&gt; (Elemiah)&lt;br /&gt;Opera selezionata dal forum SCRITTORI DELLA NOTTE.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;A TERGO QUESTI SGUARDI&lt;br /&gt;RISTAGNA LA REALTA’ ED IL TORMENTO.&lt;br /&gt;A TERGO QUESTI SUBLIMI SORRISI&lt;br /&gt;HO SCRUTATO LA DISGRAZIA.&lt;br /&gt;A TERGO QUESTE NUVOLE&lt;br /&gt;POSSO OCCULTARE LE MIE LACRIME.&lt;br /&gt;A TERGO QUESTO MONDO&lt;br /&gt;SAREI AL RIPARO DALLE MIE INQUIETUDINI.&lt;br /&gt;L’HO SCORTO NEL MIO SOGNO,&lt;br /&gt;UN’AGGHIACCIATA DINASTIA&lt;br /&gt;M’INDICAVA CON LE DITA&lt;br /&gt;MARTIRI DELLA TRAGEDIA.&lt;br /&gt;LA CENERE HA SUPPLITO&lt;br /&gt;I LORO RESPIRI.&lt;br /&gt;CUORI TRAMUTATI IN STELI&lt;br /&gt;MENTI TRAMUTATI IN STELE.&lt;br /&gt;E L’ULTIMA COSA CHE RAMMENTO&lt;br /&gt;E’ UN FACINOROSO IMPETO DI BARLUME&lt;br /&gt;CHE HA NEBULIZZATO QUELLE VITE.&lt;br /&gt;LA LORO PELLE SENZA IMPERFEZIONI&lt;br /&gt;OCCULTA GLI ENIGMI AL SUO PROFONDO.&lt;br /&gt;LACONICHE POTENZE CHE ARCANAMENTE&lt;br /&gt;ARDONO I LORO TRAVIAMENTI.&lt;br /&gt;ORA HANNO TERRORE DI VIVERE&lt;br /&gt;HANNO TERRORE DI MORIRE&lt;br /&gt;BRAMANO SOLO DI LIBRARSI.&lt;br /&gt;LO SPIRITO DEL SILENZIO E’ RASENTE.&lt;br /&gt;LA PIOGGIA PRECIPITA GIU’ DAL CIELO&lt;br /&gt;COME TRINCIANTI AVVELENATI&lt;br /&gt;SENZA PIETA’!&lt;br /&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;(Poesia vincitrice del Primo Concorso di Poesia interno organizzato dal Forum Scrittori della Notte)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4520211296891447784?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4520211296891447784/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/realta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4520211296891447784'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4520211296891447784'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/06/realta.html' title='REALTA&apos;'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-7340020889069975166</id><published>2010-05-30T14:34:00.000-07:00</published><updated>2010-06-02T02:18:08.257-07:00</updated><title type='text'>IL WD E LA GIORNATA NAZIONALE CONTRO L'EDITORIA A PAGAMENTO.</title><content type='html'>&lt;em&gt;Abbiamo fatto copia/icolla dalla mail arrivata in retazione dal WD:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Editoria a pagamento: cos’è? È quella cosa per cui tu, aspirante scrittore a caccia di una casa editrice, devi sborsare soldi per vedere pubblicata la tua opera.&lt;br /&gt;In altri termini significa che tu, impiegato presso una qualsiasi azienda, devi pagare il tuo capo 1200€ al mese. Perché? Perché sì, naturalmente, perché il mercato è in crisi e non pretenderai che l’azienda si sobbarchi rischi simili? Già ti permettono di lavorare e di avere un posto quando la crisi finirà, quindi zitto e firma l’assegno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la prima giornata nazionale contro l’editoria a pagamento, caro scrittore, e siamo qui non tanto per protestare quanto per informare tutti gli autori che, come te, sono alla ricerca di un editore che pagare per pubblicare non è l’unico modo.&lt;br /&gt;E non è nemmeno la regola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicare non è un diritto. Non è un diritto inalienabile dell’uomo, si può vivere benissimo anche senza pubblicare un libro. Detto questo, pensa un attimo a una cosa. Prova a immaginare di avere solo la terza media e di volere, a tutti i costi, diventare architetto.&lt;br /&gt;Cosa fai? Vai in uno studio e pretendi di essere assunto? No. Non lo faresti mai, nemmeno ti passa per la testa: non hai le competenze per farlo e un tuo errore causerebbe la morte di molte persone.&lt;br /&gt;Allora perché intestardirsi sul voler pubblicare a tutti i costi? Diventeresti architetto corrompendo, pagando chi ti assume e sapendo che potresti ammazzare qualcuno?&lt;br /&gt;Pubblicare senza averne le competenze equivale a voler fare l’architetto con la licenza media.&lt;br /&gt;Se pagare l’esaminatore per farti passare l’esame della patente senza studiare è corruzione, pagare per pubblicare è perfettamente legale ma a conti fatti cambia qualcosa?&lt;br /&gt;La maggioranza degli editori a pagamento pubblica qualunque cosa. A questo proposito guardati &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=A2TXLPqg6M0"&gt;questo&lt;/a&gt; video.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicare non è un servizio. L’editore che sceglie di pubblicare un manoscritto non lo fa per carità divina, per fare un favore all’autore o perché l’autore gli è simpatico: lo fa perché crede che da quel libro potrà ricavarci qualcosa in termini economici.&lt;br /&gt;L’editore è un imprenditore: scommette i propri soldi in ciò che ritiene redditizio; esattamente come fa chi acquista le azioni in borsa, esattamente come chi apre un’attività.&lt;br /&gt;Pubblicare un libro è un lavoro. Un lavoro che va retribuito, perché su quel lavoro l’azienda ci guadagnerà. La tua azienda guadagna anche grazie al tuo lavoro; l’editore guadagna grazie al tuo libro.&lt;br /&gt;Sarebbe come pensare a un ristorante senza pietanze: se chi gli fornisce gli alimenti non viene pagato il ristoratore rimarrà presto senza nulla da dare ai suoi clienti. Il ristoratore non chiede al suo fornitore di pagarlo per fornirgli la merce, è l’esatto opposto.&lt;br /&gt;Ci pensi a un venditore all’ingrosso che viene apostrofato con “o mi paghi o io la tua merce non la prendo”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pubblicare senza essere conosciuti non è impossibile. Così come non è impossibile pubblicare gratis. Gli editori che pubblicano esordienti senza chiedere un centesimo ce ne sono a centinaia (e &lt;a href="http://writersdream.org/case-editrici/lista-free"&gt;qui&lt;/a&gt; ne potete trovare più di 120).&lt;br /&gt;E se nessun editore non a pagamento ti pubblica ti si aprono due vie: rinunciare e pensare che probabilmente nel testo c’è qualcosa che non va o scegliere l’autopubblicazione tramite un POD (Print On Demand) come Lulu o Boopen o Ilmiolibro, avendo cura di dare la disponibilità del download gratuito assieme all’acquisto del testo cartaceo.&lt;br /&gt;Se stai pensando che in questo modo, senza un editore a pagamento alle spalle, non avrai editing, correzione bozze, copertina e promozione sbagli: l’unica cosa che ti mancherà sarà la copertina. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-7340020889069975166?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/7340020889069975166/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/il-wd-e-la-giornata-mondiale-contro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7340020889069975166'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/7340020889069975166'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/il-wd-e-la-giornata-mondiale-contro.html' title='IL WD E LA GIORNATA NAZIONALE CONTRO L&apos;EDITORIA A PAGAMENTO.'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-4450033388293165173</id><published>2010-05-29T04:03:00.000-07:00</published><updated>2010-05-29T04:07:52.064-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>II° PREMIO LETTERARIO UNIBOOK.COM</title><content type='html'>&lt;span style="color:#cc0000;"&gt;UNIBOOK&lt;/span&gt; in collaborazione con &lt;span style="color:#cc0000;"&gt;Progetto Babele Rivista Letteraria&lt;/span&gt; indice il &lt;em&gt;&lt;strong&gt;II Premio Letterario Internazionale UNIBOOK.COM edizione 2010&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;La partecipazione è gratuita e il termine ultimo per l'invio degli elaborati è fissato per il giorno 30 Settembre 2010.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La partecipazione è limitata a racconti in lingua italiana, a tema libero, di lunghezza non superiore alle 20'000 battute, spazi compresi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Progetto Babele Rivista Letteraria gestirà le varie fasi dell'iniziativa e selezionerà, tra gli scritti pervenuti, i dieci racconti finalisti. Ciascun testo verrà giudicato per l’originalità della trama e dell’intreccio, per la forma e la chiarezza narrativa.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In palio, la possibilità di pubblicare… il manoscritto che custodite nel cassetto!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il primo classificato verrà, infatti, premiato con la pubblicazione di un volume (romanzo o raccolta di racconti) di cui riceverà trenta copie omaggio.Il libro farà parte della collana I libri di PB e sarà pubblicato da UNIBOOK.COM.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I dieci racconti finalisti (il primo assoluto ed i nove “secondi pari merito”), verranno raccolti in una antologia, anch'essa pubblicata da UNIBOOK.COM, della quale ciascun autore riceverà quattro copie omaggio.Il racconto vincitore verrà, inoltre, pubblicato sul sito di Progetto Babele Rivista Letteraria.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LEGGI IL BANDO COMPLETO: &lt;a href="http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.progettobabele.it%2FCONCORSIPB%2FUNIBOOK2010%2Fpremiowwaow.php&amp;amp;h=aa440" rel="nofollow" target="_blank" __untrusted="true"&gt;http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.progettobabele.it%2FCONCORSIPB%2FUNIBOOK2010%2Fpremiowwaow.php&amp;amp;h=aa440&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-4450033388293165173?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/4450033388293165173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/ii-premio-letterario-unibookcom.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4450033388293165173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/4450033388293165173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/ii-premio-letterario-unibookcom.html' title='II° PREMIO LETTERARIO UNIBOOK.COM'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-35559980968900907</id><published>2010-05-26T06:44:00.001-07:00</published><updated>2010-05-26T09:02:51.077-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>TUTTA QUELLA STORIA... IL LIBRO DI SCRITTORI PER TALITHA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E' finalmente disponibile il libro TUTTA QUELLA STORIA, volume contenente i 21 racconti vincitori del contest &lt;em&gt;Scrittori per Talitha&lt;/em&gt;. Ha un costo di 15.90 € così ripartito (poi non dite che a LM non siamo chiari e trasparenti!): 0.90 € sono per l'iva, 10.02 € è il costo fisico del libro, 4.98 € sono i proventi che devolveremo in beneficenza all'associazione Talitha Koum Camerun onlus per ogni copia venduta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In questo momento i tipi di Talitha stanno costruendo una scuola in Camerun e il nostro contributo potrebbe risultare assai utile: con tutta probabilità non ci uscirà una palestra... ma qualche merendina, qualche pallone, qualche quaderno e qualche penna fanno sempre comodo laggiù. &lt;/div&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 354px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.unibook.com/wwaowItems/14458033011274531357000/thumbnail/frontcover.jpg" /&gt; &lt;p align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo che gli autori non sono in alcun modo obbligati ad acquistare il libro, ma visto che con quindici euro e spicci si può far del bene... be', vedete un po' voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vuoi comperarti il libro ti rimandiamo a &lt;a href="http://www.unibook.com/it/TALITHA-KOUM-CAMERUN/TUTTA-QUELLA-STORIA"&gt;QUESTA PAGINA&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se acquistare on line non è il tuo forte, non preoccuparti: clicca &lt;a href="http://www.unibook.com/it/faq/faq3"&gt;QUI&lt;/a&gt; e dai un'occhiata alla guida passo passo messa a disposizione da Unibook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se vuoi spargere la voce su questa iniziativa al bar, sul tuo blog, sul tuo forum o dove meglio credi... non saremo certo noi a dirti di non farlo. Anzi, ti diciamo "grazie" già da ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè abbiamo scelto di collaborare con Talitha Koum Camerun? Perchè li vediamo al lavoro ogni giorno e sappiamo con quale spirito cominciano la loro giornata lavorativa. Li conosciamo personalmente e non abbiamo dubbi sulla buona fede del loro operato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perchè abbiamo scelto di collaborare con Unibook? Perchè abbiamo contattato 5 (cinque) P.O.D e le cose sono andate così: tre non ci hanno proprio risposto, uno ci ha risposto (speriamo) con una mail standard che non centrava un accidente... Unibook non solo ci ha dato risposta, ma l'ha fatto in modo cortese e approfondito (a tutte e 17 -diciassette- le mail che abbiamo inviato loro nel corso di questi mesi di lavorazione del volume).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordiamo chi e che cosa è finito in questa antologia:&lt;br /&gt;TUTTA QUELLA STORIA di Marco Bruschi (opera vincitrice che dà il titolo al libro)&lt;br /&gt;GRIGIO A COLORI di Gennaro Bottone&lt;br /&gt;IL DONO di Niva Ragazzi&lt;br /&gt;IL PROFUMO DEI MANDORLI IN FIORE di Pier Luigi Lemmi&lt;br /&gt;L’UOMO COL CANE di Giovanni Maria Pedrani&lt;br /&gt;NON DIRLO A NESSUNO di Alessio Pirazzini&lt;br /&gt;VERNICE FRESCA A CORK di Giada Cattaneo&lt;br /&gt;IL PIANO di Edoardo Passone&lt;br /&gt;LA PORTA di Guido Sassi&lt;br /&gt;VICTOR di Massimo Donno&lt;br /&gt;1001, 1002, 1003… di Michele Fiorenza&lt;br /&gt;PENSIERI E STRADE di Mauro Petrelli&lt;br /&gt;IL CRISTO DELUSO di Gianluigi Nardo&lt;br /&gt;DOVE HA DIMORA LA FELICITA’? di Luciana Vasile&lt;br /&gt;LETTERA A DIO di Elena Ciobanu Marchesi&lt;br /&gt;ESCLUSO IL CANE di Andrea Righi&lt;br /&gt;IL LAVORO di Federico Longo&lt;br /&gt;LA CASA ROSA di Maria Rosaria Fonso&lt;br /&gt;IL VOLO DELLA FARFALLA di Marco De Bernardo&lt;br /&gt;TALITHA KUMI di Maria Gioia Musso&lt;br /&gt;LA CITTA' DEI BAMBINI di Martina Dei Cas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a tutti!!!&lt;br /&gt;Ah, se avete dubbi o domande, siamo qui. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-35559980968900907?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/35559980968900907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/tutta-quella-storia-il-libro-di.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/35559980968900907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/35559980968900907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/tutta-quella-storia-il-libro-di.html' title='TUTTA QUELLA STORIA... IL LIBRO DI SCRITTORI PER TALITHA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1404135398404004014</id><published>2010-05-25T04:00:00.000-07:00</published><updated>2010-05-25T04:05:14.162-07:00</updated><title type='text'>NELLA 2^PUNTATA DEL LETTERE MATTE SHOW...</title><content type='html'>Ecco gli argomenti che abbiamo trattato:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Novità &amp;amp; Collaborazioni&lt;br /&gt;Classifica dei libri più venduti&lt;br /&gt;Recensioni (a cura di Recensioni di Libri)&lt;br /&gt;Cecco Angiolieri VS Jacopone da Todi&lt;br /&gt;Scrittori per Talitha: esce il libro!&lt;br /&gt;Lo scrittoruncolo della puntata&lt;br /&gt;Domande &amp;amp; Risposte&lt;br /&gt;Concorsi Letterari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi aspettiamo!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1404135398404004014?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1404135398404004014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/nella-2puntata-del-lettere-matte-show.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1404135398404004014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1404135398404004014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/nella-2puntata-del-lettere-matte-show.html' title='NELLA 2^PUNTATA DEL LETTERE MATTE SHOW...'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-187114007552477588</id><published>2010-05-23T00:54:00.000-07:00</published><updated>2010-05-23T01:07:20.942-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>COMUNICAZIONE</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Carissimi scrittoruncoli,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ultimamente abbiamo trascurato un po' il blog, ma non voletecene per questo... stiamo lavorando per voi!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A breve saranno disponibili lo speciale radio su E.A.Poe e la seconda attesissima puntata del Lettere Matte Show... non ci siamo dimenticati neppure del concorso &lt;em&gt;Scrittori per Talitha&lt;/em&gt; e tra qualche giorno il libro che raccoglie i migliori 21 racconti sarà ordinabile!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A presto,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;la Redazione di Lettere Matte.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 250px; DISPLAY: block; HEIGHT: 354px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.unibook.com/wwaowItems/14943677221274531357099/thumbnail/frontcover.jpg" /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-187114007552477588?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/187114007552477588/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/comunicazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/187114007552477588'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/187114007552477588'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/comunicazione.html' title='COMUNICAZIONE'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5609097709663720688</id><published>2010-05-15T12:41:00.001-07:00</published><updated>2010-05-15T15:05:59.590-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Annunci'/><title type='text'>LETTERE MATTE SHOW: LA PRIMA PUNTATA</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.spreaker.it/storage/images/small/4f9f7f884e3227d769141ce8f8aa4e58.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 88px; FLOAT: left; HEIGHT: 83px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://www.spreaker.it/storage/images/small/4f9f7f884e3227d769141ce8f8aa4e58.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Vi abbiamo fatto aspettare un bel po', ma alla fine ce l'abbiamo fatta: è pronta la prima puntata di Lettere Matte Show... e la potrete ascoltare a partire dal prossimo martedì sera (metteremo un link alla trasmissione su Lettere Matte di modo che non sia troppo complicata da scovare).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Di cosa abbiamo parlato? Più o meno gli argomenti trattati (in modo assolutissimamente informale e assolutissimissimamente sbracato) sono stati questi:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1-classifica dei libri più venduti del momento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2-recensioni (a cura di due siti amici, ovvero Studio83 e Recensioni di Libri) di due libri: uno famoso e l'altro emergente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3-domande e risposte sullo scrivere e, più in generale, sul mondo del libro. Le domande erano le vostre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4- abbiamo eletto uno di voi a "scrittore della puntata" (chi è... è una sorpresa) e ci siamo dati alle ciarle sul suo conto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;5- non abbiamo trascurato di spendere qualche parola su alcuni concorsi letterari di vostro sicuro interesse.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;6- ci siamo ammazzati di rock e scompisciati di grassissime risate.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A Martedì!!! Tutti su Radio (web) Tanjo!&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5609097709663720688?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5609097709663720688/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/lettere-matte-show-la-prima-puntata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5609097709663720688'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5609097709663720688'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/lettere-matte-show-la-prima-puntata.html' title='LETTERE MATTE SHOW: LA PRIMA PUNTATA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5413694861018651239</id><published>2010-05-08T03:43:00.000-07:00</published><updated>2010-05-08T04:03:17.833-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Concorsi letterari'/><title type='text'>SANGUE E INCHIOSTRO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gli amici di &lt;a href="http://scrittoridellanotte.forumcommunity.net/"&gt;Scrittori della Notte &lt;/a&gt;stanno organizzando un concorso letterario e noi di Lettere Matte non potevamo non segnalarvelo. Ecco, da copia/incolla dal loro forum, il regolamento:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Scrittori della Notte è mostruosamente felice di annunciare che il giorno 3 Maggio 2010 aprirà i battenti&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size:130%;color:#cc0000;"&gt;SANGUE e INCHIOSTRO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;a href="http://img3.imageshack.us/img3/3751/vampireyh.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 298px; FLOAT: left; HEIGHT: 448px; CURSOR: hand" border="0" alt="" src="http://img3.imageshack.us/img3/3751/vampireyh.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;div align="center"&gt;il Primo Contest Ufficiale del forum, a cui potranno partecipare tutti.Non importa se non fate parte del circuito ForumCommunity, ForumFree o BlogFree; non importa se appartenete ad un altro forum; non importa se non siete scrittori professionisti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;Il tema sul quale si baserà il Contest è&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;VAMPIRI&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Come partecipare? Semplice. Dovrai scrivere un breve racconto legato al tema &lt;strong&gt;vampiri&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Siete pregati di leggere con attenzione le seguenti regole e informazioni.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;• È necessario esprimere la propria volontà di partecipare, in qualunque modo (per esempio mandatemi un MP, oppure un'e-mail all'indirizzo sottocitato).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Il racconto dovrà essere mandato a questo indirizzo e-mail: scrittoridellanotte@live.it.Ci si può rivolgere al medesimo indirizzo per qualsiasi cosa: problemi, incomprensioni, dubbi, informazioni, ecc...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Il racconto dovrà essere INEDITO.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Il Contest durerà un mese. Sarà possibile quindi inviare gli scritti sino a mezzanotte del 3 Giugno 2010; i testi ricevuti oltre la data (eventualmente prorogabile in caso di bisogno) precisata non saranno considerati validi.La scadenza delle iscrizioni coincide con la data di consegna, per dare così modo di iscriversi anche a chi dovesse notare il concorso in ritardo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• A decretare il vincitore/ la vincitrice sarà una giuria composta da 5 persone dello Staff del forum ‘Scrittori della Notte’: Manua, Alysse, AleSun, otus ed ELEMIAH. Ciascuno di loro esaminerà uno per uno tutti i lavori, dando un giudizio complessivo da 0 a 55. Il testo con il punteggio più alto sarà il vincitore del Contest. I giudici si formalizzeranno alla seguente tabella di valutazione:&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;a) CORRETTEZZA GRAMMATICALE: 10 punti&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;b) STILE E LESSICO: 10 punti&lt;br /&gt;c) CARATTERIZZAZIONE PERSONAGGI: 10 punti&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;d) ORIGINALITA': 10 punti&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;e) ATTINENZA AL TEMA: 10 punti&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;f) APPREZZAMENTO PERSONALE: 5 punti&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;per un massimo di 55 punti.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il tema principale è ‘vampiri’, ciò nonostante si ha la totale libertà di toccare anche altri argomenti. Non si dovrà comunque andare troppo fuori tema, o verranno sottratti dei punti al racconto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Il testo non dovrà superare la lunghezza di cinque cartelle Word. Ossia, non dovrà essere più lungo di cinque pagine di Word, utilizzando il carattere TIMES NEW ROMAN e una grandezza del testo pari a 12.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Dovranno essere presenti i seguenti termini: ‘utopia’, ‘labbra’, ‘ciondolo’.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• Si può narrare in qualunque persona, modo e tempo.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;• E' vietato utilizzare nel racconto il linguaggio tipico da SMS. L'uso non corretto della lingua italiana toglierà punti al racconto.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PREMI &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Il Libro "Breaking Dawn" di Stephenie Meyer.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Due eBook a scelta di qualsiasi libro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Quadro del racconto nella HomePage.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Attestato personalizzato.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;Affilate i canini... il vostro incubo sta per iniziare.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5413694861018651239?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5413694861018651239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/sangue-e-inchiostro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5413694861018651239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5413694861018651239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/sangue-e-inchiostro.html' title='SANGUE E INCHIOSTRO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-2715351082821890849</id><published>2010-05-05T07:59:00.000-07:00</published><updated>2010-05-05T08:08:05.566-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>PLURALISMO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Andrea Righi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Selezionati"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Telegiornale.&lt;br /&gt;Donna 35/45 anni saluta pubblico e ringrazia per aver scelto la rete di cui il simbolo in basso a destra piuttosto che un'altra.&lt;br /&gt;Terremoto in un Paese lontano.&lt;br /&gt;L'uomo più potente del mondo dichiara sua impotenza di fronte a calamità.&lt;br /&gt;Esponente organismo internazionale incita alla collaborazione tra gli Stati per la ricostruzione, sollecitando maggior mano libera alle istituzioni internazionali.&lt;br /&gt;Squadra di calcio campione del mondo affronta squadra Paese colpito e simula sconfitta. Rimborsate a Paese campione del mondo le spese di organizzazione dell'evento, resto dell'incasso va in beneficenza agli sfollati.&lt;br /&gt;Cronaca nera.&lt;br /&gt;Madre di figlia strangolata ravvisa l'ingiustizia della morte di figlia strangolata.&lt;br /&gt;Assassino dichiara costernazione e dispiacere per lo strangolamento.&lt;br /&gt;Pubblico ministero dichiara pena troppo bassa.&lt;br /&gt;Avvocato difensore dichiara pena troppo alta.&lt;br /&gt;Voce telegiornale parteggia con madre, discostandosi con decisione dalla tesi che uccidere sia giusto.&lt;br /&gt;Politica interna.&lt;br /&gt;Esponente partito vincitore ultime elezioni dichiara che governo ha ben operato.&lt;br /&gt;Esponente opposizione esprime dissenso, sentenziando che sarebbe necessaria una svolta nella direzione politica che l'opposizione sostiene.&lt;br /&gt;Esponente partito che ha preso lo 0,1% dei voti sostiene che cittadini non sono contenti di questa politica, tanto che hanno rinunciato ad andare alle urne.&lt;br /&gt;Sindacalista sposta attenzione su problemi dei lavoratori, chiedendo priorità per esigenze di questi ultimi.&lt;br /&gt;Presidente Confindustria ricorda che piccole-medie imprese producono posti di lavoro.&lt;br /&gt;Esponente movimento ecologista dichiara che la questione ambientale è importante.&lt;br /&gt;Donna parla di condizione delle donne.&lt;br /&gt;Politica estera.&lt;br /&gt;Voce telegiornale sostiene che sanzioni decise dalla larga parte dei Paesi, nei confronti di un singolo Paese, sono giuste.&lt;br /&gt;Spettacoli.&lt;br /&gt;Voce telegiornale concorda con organizzatori evento musicale sul fatto che direttore d'orchestra di fama internazionale sia stato bravo a dirigere l'orchestra.&lt;br /&gt;Cantante hip hop intervistato ostenta opinioni scomode e frasi di denuncia usando gergo di chi non ha ancora raggiunto indipendenza economica.&lt;br /&gt;Vecchio cantautore dimenticato sostiene che canzoni di oggi non regalano più emozioni, mentre una volta, cioè quando lui vendeva dischi, musica leggera era in  momento di massimo splendore.&lt;br /&gt;Scienza e Tecnologia.&lt;br /&gt;Luminare esperto di elettronica sostiene senza timore di smentita che in futuro potremo usufruire di più tecnologie rispetto a quelle di cui abbiamo goduto in passato. Dichiara che è solo questione di tempo: presto succederà quello che il centro di ricerca per cui lavora aveva preventivato.&lt;br /&gt;Donna 35/45 anni ricorda pubblico di non perdere importante evento:&lt;br /&gt;film in prima serata trasmesso dalla rete di cui simbolo in basso a destra e prodotto con soldi per metà di rete con simbolo in basso a destra e per metà di Stato.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;Andrea Righi&lt;/strong&gt; è autore de &lt;em&gt;"Il triplo di dodici"&lt;/em&gt; (7° classificato al contest La Lettera Matta) e di &lt;em&gt;"Escluso il cane"&lt;/em&gt; (tra i finalisti del concorso &lt;em&gt;Scrittori per Talitha&lt;/em&gt;, prossima pubblicazione nell'antologia "Tutta quella storia"). &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-2715351082821890849?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/2715351082821890849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/pluralismo.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2715351082821890849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/2715351082821890849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/pluralismo.html' title='PLURALISMO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-5462497676961364773</id><published>2010-05-01T00:55:00.000-07:00</published><updated>2010-05-01T02:04:26.034-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sul pubblicare'/><title type='text'>QUANTO GUADAGNA UNA LIBRERIA?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Se siete su questo blog significa che in qualche modo amate i libri. E almeno una volta nella vita chi ama i libri pensa di mollare tutto, di mandare a quel paese il vecchio odiatissimo posto di lavoro, di ripartire da zero e aprirsi una bella libreria, magari una di quelle vicino alla spiaggia che stanno aperte sei mesi l'anno. Ma come funziona una libreria? Quanto si può guadagnare?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il guadagno del libraio è dato dal &lt;em&gt;margine&lt;/em&gt;. Il margine è dato dalla differenza tra il prezzo di vendita del libro (solitamente il prezzo di copertina) e il prezzo con cui la libreria ha acquistato lo stesso dal fornitore. Ah, allo sconto applicatogli, il libraio deve togliere circa un 2% di &lt;em&gt;porto imballo&lt;/em&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Es: il fornitore mi fa uno sconto del 30%, porto imballo pari al 2%, prezzo di copertina di 10 €.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il guadagno lordo (margine) su questo libro corrisponde al 28% (30% - 2%) di 10 €, ovvero 2,80€.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non tutte le librerie hanno lo stesso margine: &lt;/div&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;la GDO (o grande distribuzione, per intenderci i libri che trovate negli ipermercati) applica sconti altissimi al cliente anche su libri nuovi. E questo perchè può arrivare ad acquistare libri dal fornitore con sconti superiori al 50% del prezzo di copertina, ma anche perchè il libro viene visto non come un prodotto culturale, ma una merce di richiamo sulla quale non è fondamentale guadagnare: il cliente si va a far la spesa nell'ipermercato X perchè già che è lì si comprerà l'ultimo di Zafon al 30% di sconto... uno Zafon permette al negoziante di vendere 3 kg di pomodori, un lettore DVD, un paio di teglie, ecc... &lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le librerie di catena (es: feltrinelli, librerie.coop, Mondadori, ecc...) hanno una scontistica dal fornitore che si aggira attorno al 40% del prezzo di copertina.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le librerie indipendenti possono contare su una scontistica di circa il 30%.&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poi ci sono le librerie specializzate su fuori catalogo, libri usati ecc... guadagnano di più in proporzione, ma provate a vendere quella roba lì!&lt;/div&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non pensate che se aprite una libreria il vostro guadagno netto corrisponda al margine! Sul libro dell'esempio precedente il vostro guadagno lordo era di 2,80 €, ma a questi 2,80 € dovete toglierne una parte (una grossa parte) per affitto, stipendi, tasse, ammortamenti, mutui, ecc...&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Quanti libri ci sono dentro una libreria? Be', in realtà dipende dal tipo di libreria... però, per darvi un'idea, vi dico che nella libreria dove lavoro (libreria medio-grande) ci sono circa 35.000 titoli per 60.000 volumi totali.  Una libreria che non ha almeno un 8-10.000 titoli farebbe bene a non aprire affatto.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;I librai devono comperare per forza tutti i titoli che vogliono tenere in libreria? No. Diversi libri non sono in conto assoluto (comperati), ma in conto deposito (quando vendo un libro in c/deposito lo riordino in c/assoluto). E se mi accorgo che un libro non vende? Lo posso mettere in resa (che va comunque concordata con chi di dovere) e recuperare la spesa... ma questo andrebbe ad inficiare il mio &lt;em&gt;indice di rotazione&lt;/em&gt;. A proposito...&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Per capire bene il margine è necessario sapere anche le basi dell'indice di rotazione: faccio una media delle vendite e mi calcolo quante volte il mio "libro medio" viene venduto in un anno e a seconda di questo devo tener d'occhio i pagamenti. Se mediamente lo stesso titolo viene venduto 2 volte l'anno i miei pagamenti dovrebbero essere a 180 giorni o più, altrimenti non riuscirei ad avere liquidità per rimpiazzarli una volta venduti. Se il libro medio viene venduto 3 volte l'anno i pagamenti dovrebbero essere a 120 gg e così via. E perchè cambia il margine? Perchè se non ho liquidità devo chiedere un prestito e ci sono gli interessi.&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Es: sconto da fornitore 30%, porto imballo 2%, interessi pari al 11% (ho potuto rifornire solo grazie al prestito della banca). Ecco che il mio margine scenderà vorticosamente: 30% - 2% - 11% = 17%. E se mi si presentasse nuovamente un problema di liquidità? Devi togliere gli interessi ulteriori dal già ridotto margine. E così via. Ecco come chiudono le librerie.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Se volete aprire una libreria fatelo, ma tenete presente che non è un "salotto", è un' impresa!&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-5462497676961364773?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/5462497676961364773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/quanto-guadagna-una-libreria.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5462497676961364773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/5462497676961364773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/05/quanto-guadagna-una-libreria.html' title='QUANTO GUADAGNA UNA LIBRERIA?'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1955325623713306414</id><published>2010-04-28T08:07:00.000-07:00</published><updated>2010-04-28T08:09:36.517-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>DIO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Jacopo Carta&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Selezionati"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vecchio Remo, steso sul soffice lettino dell’ospedale, si sentì scivolare via la vita, come sabbia al vento, come acqua.  Si chiese cosa sarebbe accaduto; la paura della morte e dell'oblio lo travolsero, poi chiuse gli occhi e si lasciò andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto era nero, poi  si accese una luce: apparve una stradina argentata, e in fondo, una porta.&lt;br /&gt;Remo fece un passo avanti, spaventato. Cominciò a camminare, ma ogni passo era pesante, come se avesse delle catene ai piedi. All'improvviso apparvero delle immagini, che lasciarono il vecchio Remo svuotato.  A ogni passo, uno dopo l'altro, rivide i suoi errori. Vide, con occhi pentiti, quella volta in cui aveva detto di no a suo figlio; quella volta che aveva bestemmiato; quella volta che s'era arrabbiato con chi non aveva colpa. Si sentì uno sciocco, un povero sciocco, caduto nelle mani di qualcosa di più grande. Non aveva mai immaginato la morte in quel modo: in realtà aveva sempre evitato di pensarci.&lt;br /&gt;In vita s’era dedicato a se stesso, vivendo il presente e ignorando e scacciando il futuro.&lt;br /&gt;Ora capiva che aveva sbagliato, quanto s’era sbagliato… ma forse era troppo tardi. Facile pentirsi dopo.&lt;br /&gt;Si aggrappò alla speranza di arrivare alla porta, così bella e lucente. Continuò a camminare e a guardare ciò che aveva sbagliato e ciò che avrebbe potuto fare. Sorrise tra sé: aveva sempre creduto di essere stato una brava persona, di aver sempre fatto ciò che era giusto, di aver aiutato i più deboli, ma ora... ora capiva che si era raccontato solo delle bugie. Passarono molte ore, ma alla fine, la porta apparve dinanzi a lui. Avvicinò una mano rugosa all'uscio dorato, freddo al tatto, poi spinse la porta.&lt;br /&gt;Si ritrovò in una camera bianca, con una luce calda, ma senza sole, che sembrava provenire da un posto lontano.&lt;br /&gt;«Remo».&lt;br /&gt;Quella voce, così calda e melodiosa, riempì il cuore del vecchio di una gioia infinita.&lt;br /&gt;Si girò e vide un signore alto, vestito di bianco, che lo guardava grave. Aveva i capelli castani, lunghi e lisci, che gli cadevano dolcemente alle spalle. Gli occhi ambrati erano seri, ma in quel silenzio c'era qualcosa di buono, di dolce.&lt;br /&gt;«Sei Dio?», domandò ingenuamente Remo, con voce roca, ma già conosceva la risposta. In qualche modo un figlio riconosce un padre.&lt;br /&gt;«Lo sono», rispose il Signore.  &lt;br /&gt;Il vecchio abbassò il capo, in segno di rispetto, ma era così imbarazzato che non provò nemmeno a sfiorare Dio. Nella mente dell’uomo, però, balenarono alcuni pensieri.&lt;br /&gt;«Fai le tue domande, figlio», lo incitò Dio, con un sorriso rassicurante, che colmò il cuore dell'uomo di requie e ardore. Ma c’erano tante di quelle domande che Remo avrebbe desiderato fare.&lt;br /&gt;«Perché le guerre? Perché la fame signore?», domandò il vecchio, con espressione confusa.&lt;br /&gt;«Non io ho voluto questo. Io ho creato la terra, il male, gli animali... e poi la creatura che più amavo, che più mi rendeva orgoglioso, che più mi somigliava.&lt;br /&gt;E sai cosa accadde? Sono certo che lo sai:  l'uomo mi tradì, dopo tante raccomandazioni. E pensi che  imparò dall’errore?».&lt;br /&gt;Fece una pausa, e Remo vide che i suoi occhi si erano inumiditi.&lt;br /&gt;«No, l'uomo mi tradì ancora: con guerre… con l’odio, con la fame».&lt;br /&gt;«E tu non hai potuto fare niente signore?», domandò Remo, che cominciava a comprendere.&lt;br /&gt;«Più il tempo passava, più il vostro cuore si chiudeva a me. Ho cercato di entrare, di aiutare, di... ma non ho potuto».&lt;br /&gt;«Scusa, signore», disse Remo.&lt;br /&gt;«Mi fai sorridere, Figlio, perché il tuo cuore ha conservato la purezza».&lt;br /&gt;Sulle labbra dell’uomo apparve un sorriso timido. Il vecchio abbassò gli occhi, incapace di sostenere l'estrema dolcezza dello sguardo di Dio.&lt;br /&gt;«Ho visto i miei peccati... Mi manderai all'inferno?»&lt;br /&gt;Gravò un pesante silenzio, poi Dio scosse la testa.&lt;br /&gt;«L'inferno è per chi ha perso la bontà che si conserva ancora nel tuo animo, perciò le porte del paradiso ti saranno aperte». Il signore fece una pausa e gli mise una mano calda sulla spalla, da amico e da pari.&lt;br /&gt;Gli si avvicinò lentamente e lo abbracciò. Remo chiuse gli occhi e quando li riaprì era steso su un prato verde, con la sua famiglia che da tempo aveva perso. «Grazie signore», disse, grato.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1955325623713306414?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1955325623713306414/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/dio.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1955325623713306414'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1955325623713306414'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/dio.html' title='DIO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-1546603673351270491</id><published>2010-04-27T08:31:00.000-07:00</published><updated>2010-04-27T08:35:07.505-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>REVERENZE DI ADDIO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di &lt;strong&gt;Caterina Liuzzi&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Selezionati"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;-&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;È sempre triste assistere ad un funerale. Certo, se sei tu il morto, non lo sai che sei morto e non sei triste, ma se sei vivo è molto commovente: il morto mi fa sempre piangere, sempre. Oggi vorrei che a questa cerimonia ci fossimo solamente io e lui, il morto; niente familiari, preti, amici o conoscenti. Nessuno. Solo io. Io e il morto. Io, il morto e questa fredda terra che diverrà la tua dimora –la dimora del defunto− per l’eternità.&lt;br /&gt;Piange troppo la gente. Pensa poco, la gente.&lt;br /&gt;Soffoca il dolore e la mente sotto diluvi incessanti di lacrime amare, non si ferma a ragionare, a riflettere. Il dolore è forte, troppo opprimente. Vorrei che non ci fossero esseri umani oggi, ma solo questa brezza che nessuno riesce a percepire; questa brezza sembra la sua voce, la sua mano leggera sulla pelle, il suo respiro da contadino. Rideva sempre quando glielo dicevo. Aveva l’odore del fieno il suo alito, l’odore della pioggia sul fieno. Quando ti parlava e stavi attento all’odore del suo respiro, allora avresti voluto vivere in una colonica tra i campi. Se lo degustavi, ci vivevi proprio in quella colonica, e assaporavi il territorio che aveva dentro per pochi aerei attimi. Lui era la mia villa di campagna. Lui solo. Lui, contadino d’aria.&lt;br /&gt;Ogni volta che il fiato abbandonava il suo corpo, si trascinava dietro qualcosa della sua anima: la sua essenza, il suo odore segreto. In ogni suo sospiro era racchiuso un intero mondo che pulsava vita bucolica, serena, priva di menzogne e ipocrisie: il suo alito era una culla, una zolla di terra innaffiata, un vecchio aratro che solca i campi stanco e spossato. Quel suo respiro sempre tranquillo, quella sinfonia di palpiti cardiaci che accompagnava il lento defluire del fieno dal naso: fieno e pioggia. Il suo cuore non ha mai battuto veramente, danzava e suonava. Suonava un ukulele, o forse una cetra. Suonava che era una meraviglia e uno sarebbe stato delle ore lì, ad ascoltare quella musica e quel profumo, senza muoversi, respirando il suo respiro, immaginando la sua anima e assistendo inconsapevolmente ad uno spettacolo meraviglioso. Non si reggeva tanta grazia per tanto tempo.&lt;br /&gt;Lui, adesso, è in questo vento, perché io lo sento il fieno. E la pioggia.&lt;br /&gt;Fammi riconoscere il tuo odore ancora una volta, solo una. Fammelo sentire di nuovo prima che me lo possa dimenticare. Cosa mi resta di te, eccetto i ricordi? Concedimi qualche ultimo attimo di felicità, quella che provavamo insieme, mentre annusavo il tuo alito, e che mi hai sottratto senza chiedermi niente, neanche il permesso. Senza dirmi addio. Lasciami un tuo ultimo flebile appiglio a cui trattenermi, prima di sciogliermi nell’abisso di inutili lacrime. Il mio dolore non ti riporterà in vita e i miei pensieri riusciranno ad evocarti per ancora qualche anno. Chissà quanti…Sicuramente troppo pochi. Ora che te ne sei andato, ora che mi hai abbandonata, lasciata senza una spiegazione, io ti vedo ancora, e mi sembra di sentirti, ancora, nascosto tra la nenia di queste persone.&lt;br /&gt;Non mi rendo conto, mi sembra impossibile che tu non ci sia più. Ogni giorno torno a casa e mi viene da prendere il telefono e chiamarti, per chiedere come stai. Ogni giorno, alla stessa ora, prendo il telefono e lo fisso. Per minuti, a volte ore. Lo fisso e basta. Lo fisso sperando che squilli, sperando che ci sia tu dall’altra parte a rispondermi, a rincuorarmi. Ma tu sei qui, ora, chiuso in una lussuosa cassa di legno. Ti celebrano un funerale importante, di quelli con la parata e con le donne dal volto coperto dalla veletta nera, come trent’anni fa; di quelli con tanti fiori e biglietti e lacrime e singhiozzi. Piangerebbero tutta la vita queste persone, se ne avessero la possibilità, ma se le trattengono, le lacrime, nel corso delle settimane. Le bloccano quando guardano &lt;em&gt;Via col vento&lt;/em&gt;, le conservano per le grandi occasioni. Poi arriva la grande occasione: il grande funerale in cui sfoggiare tutta la loro tristezza e commozione. Di lacrime per loro. Cerebrale, secondo me.&lt;br /&gt;Ti hanno vestito con un elegante abito nero: sembri pronto per sposarti, per salire sull’altare e legarti ad una persona per l’eternità. Perché hai preso in sposa la morte?&lt;br /&gt;Guarda questa gente come ti tratta bene, quanto tiene a te. Sembra un negozio di fiori questo posto, un’esposizione temporanea di specie floreali rare...Guarda, tutto è per te: fiori, gente, lacrime.&lt;br /&gt;Ti trattano meglio da morto che da vivo. Pazzesco. Assurdo. Folle.&lt;br /&gt;Io sono l’ultima in parata e ti vedo oscillare su e giù, nella tua bara, incerto tra terra e cielo. Resta con noi, scegli la terra, bussa sul coperchio ed esci da lì, sereno, felice, con l’oceano di nuovo negli occhi ed una luna nel sorriso. Scegli noi, scegli me.&lt;br /&gt;Ti ricerco sempre nelle mie memorie, ma è difficile. Nessuno guarda mai bene le persone che lo circondano ed io, ingenua, ho sempre creduto che saresti vissuto per sempre. Chiudo gli occhi e vedo la tua immagine sfocata, non definita, storpiata dalle mie illusioni e dai miei sogni.&lt;br /&gt;E adesso le carcasse sono due, me e te; sentissi che rimbombo quando respiro, quando il cuore picchia disperato. Sentissi che nota stridente risuona e che silenzio la precede.&lt;br /&gt;Ricordi quando dicevo che sembravi L’estate di Vivaldi, o una musica più moderna, e tu ridevi. Ridevi sempre.&lt;br /&gt;Come ti senti mentre ti calano nella tua fossa? Ho chiesto se mi potevano calare con te, nell’oscurità della terra, ma me lo hanno negato. Capito? Mi è stato negato di morire, morire insieme a te. Senza pietà hanno sbranato un animo già afflitto e straziato, lo hanno pugnalato ancora una volta, l’ennesima, per provare la sadica soddisfazione di non vedere più uscire nulla dalla ferita, dal taglio. Si aspettavano che piangessi; loro sono le foglie autunnali adagiate sui marciapiedi deserti, io l’ultimo fiore sul ramo secco. Cosa mi rimane se non i ricordi, le foto ed una tua maledetta lettera? L’hai scritta tu quella lettera, un giorno, senza una ragione. Una lettera, un biglietto. Hai comprato un francobollo e me l’hai inviata, alla vecchia maniera; e come due secoli fa la lettera mi è arrivata ieri: ha viaggiato giorni prima di giungermi troppo tardi.&lt;br /&gt;L’estate tramutata in freddo inverno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ieri mi sono alzato all’alba per vedere il sorgere del sole. Sole potente, sole accecante, sole gelido e affascinante. Mi sono alzato alle quattro e sono uscito. L’aria era fredda, pungente, le stelle si stavano spegnendo come cerini esauriti e la luna chiudeva il suo sorriso. Il sole. La notte. Ho visto l’eterna battaglia, l’eterno tormento; ho visto il momento in cui il mondo non esiste ed il tempo si ferma. Ho visto quando il giorno non è giorno e la notte non è notte. Ho visto la struggente bellezza. Ho visto te.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Eri vivo. Lo hai scritto, ed eri vivo. Ti donerei il mio sangue, tutto, la mia anima, tutta, per ridarti anche solo un giorno di vita qui, su questa realtà. Mi hai riempito di bugie, di sogni e poi te ne sei andato, lavandotene le mani. Mi hai lasciata da sola. Mi hai lasciata per la morte, e questo non te lo perdono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’aria mi congelava i polmoni e non riuscivo a respirare; dal naso usciva brina, non aria. Sono rimasto al freddo sulla collina guardando questo spettacolo apocalittico. Un giorno ti porterò via, con me, sulla collina, a guardare questa notte finita mentre guerreggia il giorno iniziato. Ti porterò via, a vivere dove c’è il silenzio delle lucciole e delle cicale, dove si possa vedere il cielo e dove in inverno nevica, veramente. Biagio lo dice, ma tu non lo ascolti quando canta: “Adesso io e te sian diventati noi”…&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Adesso noi non esistiamo più. Sopravviviamo come corpi senza anima e senza spirito, come catasta di cellule e vene. Non è facile vivere, ma è nostro dovere, uno dei tanti, come la dichiarazione dei redditi o avere un lavoro. Un dovere. Noioso a volte, ma pur sempre un dovere, e tu ne sei fuggito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dirmi Ti Amo. Riposa, sogna e non dirmi ti amo.&lt;br /&gt;Né ora né mai.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-1546603673351270491?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/1546603673351270491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/reverenze-di-addio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1546603673351270491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/1546603673351270491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/reverenze-di-addio.html' title='REVERENZE DI ADDIO'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8425168331119634176</id><published>2010-04-22T08:11:00.000-07:00</published><updated>2010-04-22T08:20:53.738-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>PAROLE NELL'ACQUA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di Maria Gioia Musso&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Selezionati"&lt;br /&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uno&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Loro due si trovavano proprio in quel giardino e non in un altro perché proprio lì qualcosa doveva accadere o non accadere. In quel giardino c’erano alti pini che alternativamente sembravano volerli abbracciare, stringerli impedendo il respiro o respingere. Parlavano e le parole volavano. Alcune si soffermavano e diventavano fiori o farfalle, altre si scioglievano e diventavano melodie, altre ancora cadevano in terra e si mischiavano con la ghiaia e il fango,  perché era piovuto da poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Due&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Mentre parlavano, una fine pioggerella rese la scena nebbiosa ed ebbero l’impressione di essere avvolti in un involucro di plastica e sospesi sull’infinito e sull’eternità. Allora anche le parole più stupide assunsero corpo e importanza e il loro suono rimaneva a lungo nell’aria.&lt;br /&gt;Uno dei due era più loquace, l’altro si limitava a rispondere aggiungendo a volte qualcosa di suo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Tre&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Parlavano di tutto, ma proprio di tutto. Di cose stupide e profonde. Di concetti esistenziali o demenziali.  Spesso erano frasi banali, un po’ insensate anche, sia per chi domandava che per chi rispondeva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Quattro&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;"Io mi chiamo Johnny perché mia madre è inglese.  Tu come ti chiami?".&lt;br /&gt;"Il mio nome è Tabata. Non so perché. La mia nascita è un po’ un mistero".&lt;br /&gt;Dissero tra l’altro:&lt;br /&gt;"A me piace molto viaggiare. Io ho viaggiato un po’ dappertutto. Quando sono fuori dal mio ambiente mi sembra di essere padrone di ogni cosa. A te piace viaggiare?".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;"Ho viaggiato molto poco. Forse mi piace, ma preferisco ritornare".&lt;br /&gt;"Io ho avuto molte donne. Mi piace la caccia e la conquista. Tu sei molto affascinante. Quanti uomini hai fatto innamorare?".&lt;br /&gt;"Se si sono innamorati non me ne sono accorta. Ho avuto qualche storia però".&lt;br /&gt;"Io non credo all’amore e tu?".&lt;br /&gt;"Neanch’io.  Solo qualche volta ci ho creduto ed ho sofferto tanto".&lt;br /&gt;"Ti piace leggere? Io leggo assiduamente trattati, saggi e quant’altro possa arricchire la mia cultura".&lt;br /&gt;"Ho letto di tutto, ma pochi libri mi seguono nella mente".&lt;br /&gt;"Cosa pensi della vita e della morte, della caducità delle cose?".&lt;br /&gt;"E' proprio questo che mi spaventa e mi affascina".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cinque&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Poi successe qualcosa. Ognuno in cuor suo scoprì di avere una sorprendente affinità con l’altro, ma non disse niente di ciò. Continuarono a parlare indifferentemente anche se questa affinità si trasformò pian piano in apprezzamento per l’altro. Vicendevolmente con prepotenza nacque un desiderio strano di possesso reciproco. Non potettero fare a meno di stringersi forte le mani e sentirono ambedue un’ondata di energia.&lt;br /&gt;Fu allora che si guardarono a lungo negli occhi con la percezione di essersi conosciuti da sempre. Avevano convissuto per tanto tempo con un subdolo più o meno recondito senso di emarginazione e di inutilità. Ciò avveniva in ognuno dei due in maniera del tutto diversa, ma pur sussisteva. Sentirono improvvisamente la consapevolezza di essere stati catapultati al centro del creato. Ognuno dei due rappresentò per l’altro la bellezza universale.&lt;br /&gt;"Sei bellissima. Non vorrei lasciarti andare. Rimarrai, Tabata?".&lt;br /&gt;"Non saprei. Mi piacerebbe restare".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sei&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Le parole adesso avevano un ritmo più lento, poche ma incisive. Nessuna di esse cadeva per terra. Volavano come farfalle e si posavano su di loro sfiorandoli appena. Anche le loro mani erano divenute farfalle che desideravano sfiorare e le loro bocche piccole api che avevano bisogno di succhiare il nettare.&lt;br /&gt;"Ti desidero tanto. E tu?".&lt;br /&gt;"Anch’io".&lt;br /&gt;"Potremmo appartenerci per sempre? Tu cosa ne pensi?".&lt;br /&gt;"Non credo al sempre e non credo all’amore. Credo solo al momento. Non pensavi anche tu così?".&lt;br /&gt;Questa fu la prima domanda di Tabata ed anche l’ultima perché rimase senza risposta. Le parole avevano ceduto il posto alle effusioni amorose e non c’era più bisogno di parlare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Sette&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Tabata di origini incerte perché adottata, aveva vissuto sempre ai margini perché una volta era stata senz’altro rifiutata e sentiva di non poter sopravvivere a un altro rifiuto. Aveva paura un po’ di tutto, anche di fare o farsi domande.  Rispondere era più facile. Cercò di essere concisa ed evasiva il più possibile, finché le parole non presero il sopravvento ed uno strano sentimento s’impadronì di lei.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Otto&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Johnny era riuscito ancora giovane a conquistare un posto importante nella società. Pensava di non avere bisogno d’altro se non di qualche svago o di qualche avventura.  La situazione che stava vivendo era iniziata proprio con la configurazione di una semplice avventura ed aveva poi dimostrato un nocciolo rivoluzionario. Le sue domande erano per lo più provocatorie, ma l’apparente fermezza di Tabata l’aveva indotto a pensare che il suo era un gioco rischioso che poteva mettere in discussione tutto il suo precedente modo di vivere. Aveva appena capito che la sua eccessiva sicurezza era stata soltanto uno scudo verso gli altri da cui si stava staccando sempre più.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nove&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;In quel giardino cominciò a piovere forte, i due corsero al riparo e le parole divennero acqua. Si dissolsero tutte. Di esse non rimase più nulla. Johnny e Tabata si salutarono con imbarazzo e si scambiarono i numeri di telefono promettendo di vedersi ancora.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dieci&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Appena si persero di vista, cominciarono a scappare dall’altro e da se stessi, forse definitivamente. Il ricordo delle parole ascoltate e dette risuonava ancora nella loro mente. Tutto ciò che era avvenuto era difficile da dimenticare, ma essi cercarono di creare una barriera indistruttibile.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8425168331119634176?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8425168331119634176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/parole-nellacqua.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8425168331119634176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8425168331119634176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/parole-nellacqua.html' title='PAROLE NELL&apos;ACQUA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-8935028815176304717</id><published>2010-04-17T01:44:00.000-07:00</published><updated>2010-04-17T01:47:00.124-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>TROPPA CRAVATTA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di Leonardo Pagliazzi&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Selezionati"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;-&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' stato guardando la linea incredibilmente dritta del mare all'orizzonte che ho pensato di spogliarmi, finalmente, di tutto me stesso e di iniziare la mia nuova vita. Ho deciso, in definitiva, di allungare una mano a graffiare una verità sfuggente e fluida, gas quasi. Pulviscolo a tratti. Quella stessa verità che è già tornata troppe volte ad affacciarsi granitica quando ancora cerco di pensare a lei qui vicino a me e non sotto tre metri di terra, dilaniata in pezzi non più grandi di una mano. Qui muore il mio primo io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stavo aspettando, nella sala d'aspetto, in stazione. Mi ero portato un libro e quell'impercettibile voglia di abbracciarla, quella felicità latente, una leggera brezza. Ho osservato impaziente tra una pagina e l'altra l'andirivieni delle persone, delle vite e ho guardato attraverso l'ansia dei passi le paure, le felicità e gli umori e ho cercato di capire attraverso i bagagli quanto lontano o per quanto tempo, forse per sempre, le persone se ne stessero andando. Ho fantasticato sui motivi: una delusione d'amore, la ricerca di un lavoro, venti giorni di ferie, la voglia di due giorni di riposo o semplicemente l'andare e tornare dei rari pendolari. Poi, finalmente, l'ho vista attraverso i vetri, dall'altra parte dell'atrio. La sua sagoma limpida, nitida, una donna bellissima. E d'improvviso un rumore forte e solo rosso e poi nero e polvere, e silenzio. Dopo quel giorno sono rimasto sordo da un orecchio. E dal cuore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due giorni dopo sono stato convocato alla Polizia, mi hanno fatto accomodare in un luogo senza tempo, poltrone in skai, perlinato di plastica marrone alle pareti. Ho atteso con ansia e con la pelle d'oca, ormai non sono più capace di stare fermo, ad aspettare. Si è trattato di un attentato, mi ha detto poi un funzionario di polizia, uno di quelli con troppa cravatta. Uno di quelli che la cravatta la portano anche quando non ce l'hanno annodata al collo. Uno di quelli che non sono abbastanza signori per portare così tanta cravatta. In definitiva persone le cui parole o non hanno senso o sono false, persone che coprono verità di cui, presumibilmente non sono a conoscenza, ma che le coprirebbero anche se conoscessero tutto per fila e per segno. Quei tipi che in televisione, nei programmi d'inchiesta, si celano sempre dietro alle maschere del non sapevo, ho solo eseguito gli ordini. Don Milani diceva già molti anni fa che l'obbedienza non è più una virtù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E comunque è stato un attentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinceramente, quando mi sono reso conto che la stazione era praticamente rasa al suolo c'ero arrivato anche da solo che forse tutto quello non era successo per un banale corto circuito. La matrice dell'attentato è di destra, mi hanno anche detto, come se questo mi dovesse in qualche modo rasserenare o mi potesse aiutare a capire. E se fosse stata di sinistra, la matrice, cosa sarebbe cambiato? Vengo da una famiglia piccolo borghese e non mi sono mai occupato di politica da militante. Qualche discussione a scuola, da ragazzo, qualche presa di posizione a favore o contro guardando il telegiornale o ascoltando il giornale radio. Niente di che, non mi interessa. Fanno sempre quello che vogliono chiedendo di avallare il loro potentato una volta ogni cinque anni col voto, niente di più. Noi non siamo degli elettori, siamo degli avallatori. Forse è per questo che non comprendo, non afferro il perchè uno decida un giorno, così, di mettere una bomba che ucciderà a caso, innocenti tra innocenti, madri e figli, mariti e mogli, nemici, affaristi, incensurati, ladri e balordi. Hostess, studenti e insegnanti. Prostitute. Persone, in definitiva. Umanità complesse e migliaia di anni di civiltà umana. In tutto questo fa veramente differenza qual è la matrice?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I suoi genitori hanno chiesto a me di andare a vedere la salma. L'ho riconosciuta da un anello che le avevo regalato, d'altra parte ero sicuro che lei fosse li, l'avevo vista. Col senno di poi avrei voluto non essere arrivato in tempo in stazione, tardare per un ingorgo in auto, cadere dalle scale e farmi trasportare in ambulanza al più vicino pronto soccorso, fermarmi a prendere un caffè appena troppo lungo, accostarmi ad ammirare un'altra donna e perdermi tra le curve dei suoi capelli, via da noi.  Avrei voluto non essere lì, non vederla attraverso i vetri dell'atrio nella sua sagoma così limpida, nitida, bellissima per poi poter nascondere la speranza di averla ancora qui dietro alla parola “dispersa”. Anche se non per sempre almeno per un po'. “Dispersa”, almeno per il tempo necessario a riuscire a svegliarmi senza voltarmi pensando di vedermela di fianco, ancora immersa tra le braccia fragili degli ultimi minuti di un sonno destinato a perdersi in granelli come quelli che attraversano la luce tagliente del sole tra le persiane. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso sto cullando il mio dolore qui, in questa casa di 40 mq di fronte al mare. Ci venivo fin da quando ero piccolo. Solido baluardo della mia famiglia piccolo borghese. Per fortuna siamo fuori stagione e non ci sono troppe persone a cui dover riferire perchè sei da solo, e Roberta quest'anno non è venuta, ma non è che vi siete lasciati, le donne tutte uguali, ma cos'è sei diventato sordo e tutto l'abbecedario di stupidaggini e incomprensioni da vicinato becero. Il sole è ancora caldo, ogni tanto. Ho pure provato ad immergermi un po' nell'acqua fredda e mi piace stare lì a intorpidirmi. In pochi giorni sono  arrivato a immergermi fino all'inguine. Resto un po' li fermo, immobile, ad aspettare che la mente si distenda in preda a leggera mancanza di ossigeno, indispensabile ad altre parti del corpo. Alla sera fumo marjuana, mi fa stare meglio e mi spolvera via quel poco di depressione che ogni tanto si annida, negli angoli bui della mente. Vivo qui da due mesi ormai, ho lasciato detto al lavoro che sto facendo convalescenza. Non so se questo accucciarsi nell'anima si possa chiamare così, di sicuro so che sto cercando di aiutarmi più di quanto non abbia mai fatto altrimenti prima, ieri, nell'altra vita. Quella prima di questa, quella che è finita, attraversata da caramelle e da ginocchia sanguinanti e biciclette, magliette sudate appiccicate alla pelle e mare, ombrelloni e ragazzine, studio, libri e maestri e genitori. Tra schiaffi e botte e fionde e calci a palloni. Tra primi amori, primi baci e  primi passi, tra passeggiate e ritorni e incontri più o meno fortuiti e una pineta dove distendersi e dormire, subito dopo il pranzo della domenica. Una vita soprattutto attraversata da lei e dalle sue mani, dalle sue voglie, dalle sue fobie e paure. Dalle sue stringhe e dai suoi stivali. Dalle sue collane e ciondoli e occhiali colorati. Dai suoi capelli, quelli corti e quelli lunghi e dai suoi vestiti, soprattutto quelli a fiori. Una vita attraversata da lei, in tutta la sua bellezza e la semplicità. Una vita, la mia prima, finita il due agosto 1980, alla stazione di Bologna.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5053484083329284272-8935028815176304717?l=letterematte.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://letterematte.blogspot.com/feeds/8935028815176304717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/troppa-cravatta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8935028815176304717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5053484083329284272/posts/default/8935028815176304717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://letterematte.blogspot.com/2010/04/troppa-cravatta.html' title='TROPPA CRAVATTA'/><author><name>Kito</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06152865076288124613</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://3.bp.blogspot.com/-peI5HWKWOoM/TWQhr761LEI/AAAAAAAAAL0/dLC2KmGovy0/s220/kito.JPG'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5053484083329284272.post-927391056762859972</id><published>2010-04-16T00:33:00.000-07:00</published><updated>2010-04-16T00:39:54.790-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I Racconti'/><title type='text'>IL TACCUINO</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Racconto di Barbara Cannetti&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Collana "Gli Imperdibili"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;-&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;“Giacomo, oggi vado alla vecchia casa, pensi tu a portare e ad andare a prendere la bimba all’asilo?”, chiese Catia al marito.&lt;br /&gt;“Certo ma non fare troppo tardi stasera” , le rispose Giacomo.&lt;br /&gt;“Ok”, disse Catia. E dopo un bacio frettoloso a marito e figlia, partì.&lt;br /&gt;Aveva tante cose da rivedere, rivalutare, salutare, prima che la casa in cui era cresciuta fosse venduta. Voleva ripercorrere il viale del suo passato attraverso i cunicoli scavati nella memoria delle cose e, proprio per questo saluto, si era presa due giorni di ferie. Sua madre, già da alcuni anni, aveva lasciato la casa per andare a vivere in un residence per anziani. Diceva che aveva troppo dolore alle gambe per continuare a star dietro ad una casa così grande ma Catia sapeva bene che il male di cui soffriva si chiamava solitudine. Ne soffriva da quando il marito se ne era andato di casa senza  un saluto, una sera come tante, dei quindici anni di Catia. Lei lo aveva aspettato, come sempre, per un abbraccio di bentornato. Ma quella sera l’attesa si condensò in una cena raffreddata, in un’ansia che – ora dopo ora – si colorava di mille emozioni ed altrettanti interrogativi: la paura che gli fosse successo qualcosa, venne scacciata prepotentemente da una sensazione di abbandono, di perdita, di vuoto, di solitudine… Già da tempo Catia aveva scoperto che il matrimonio dei suoi genitori era un gesto riparatore. Solo sua madre, davanti all’altare, portava l’amore per il marito assieme ad una pancia ingrossata che faceva bella vista sotto l’abito bianco ed il lungo velo di pizzo antico. Catia, però, mai avrebbe pensato che suo padre sarebbe fuggito anche da lei. Rimase sola con sua madre in quella vecchia casa piena di ricordi e di domande irrisolte fino al giorno in cui sposò Giacomo.&lt;br /&gt;E quando proprio tutti se ne furono andati, la bella casa dallo stile sobrio ed elegante, lasciata a se stessa, presto subì lo stesso senso d’abbandono che aveva provato lei da ragazza.&lt;br /&gt;Catia pensava a tutto questo, mentre guidava in direzione nord; quando arrivò di fronte al vialetto d’accesso, notò che l’agenzia a cui si era rivolta, aveva già apposto il cartello con la scritta VENDESI.&lt;br /&gt;“Non perdono certo tempo”, pensò Catia, sapendo che lei, invece, ci aveva messo anni a decidersi e  che questo sentimentalismo si era trasformato in degrado che attaccava ogni cosa, a partire dall’inferriata arrugginita del cancello.&lt;br /&gt;“È un peccato” – aveva detto l’impiegata dell’agenzia immobiliare – “se avesse deciso prima, avremmo potuto chiedere molti soldi in più”&lt;br /&gt;Sono solo le rughe del tempo, si disse Catia posando lo sguardo ora sugli alberi che, a ridosso dei muri di cinta, erano cresciuti a dismisura, intrecciando i loro rami in una sorta di aggrovigliato abbraccio, ora sull’acciottolato scompaginato, ora sull’intonaco che si staccava in più punti come se, sotto di esso, il tempo facesse forza con una leva…&lt;br /&gt; Anche ora, di fronte all’ingresso, Catia non riusciva a staccarsi dal passato: sapeva che quella di dover risistemare i documenti relativi alla proprietà e dare un’occhiata in giro per controllare che tutto fosse a posto, era solo una scusa per scavare, controllare, frugare. In realtà vi era ben poco di razionale in quel suo sopraluogo; si trattava piuttosto di un bisogno di rituffarsi, ancora una volta, in quegli anni duri ma, allo stesso tempo, così importanti prima che qualcuno, violando quel luogo, cancellasse la sua infanzia per sempre.&lt;br /&gt;Catia, del resto, aveva sempre sentito l’urgenza di dare una motivazione al tempo della dimenticanza e dell’abbandono; proprio per questo decise, inconsciamente, di cominciare la sua ricerca dalla soffitta dove da sempre dormono le cose in disuso. Aprendo la porta dell’ingresso, le si spalancò un mondo fatto di mobili addormentati, nascosti sotto grandi teli ingialliti, impolverati, intaccati dalle ragnatele. Dopo aver attivato il contatore della luce, Catia si diresse decisa verso le scale. Divorò uno dopo l’altro i gradini di legno che, scricchiolando sotto il suo peso, la accompagnarono fino in cima, là dove si ricordava esserci una piccola porta laccata di bianco. La serratura, aggredita da una chiave estratta da un grande mazzo tintinnante, cigolò sui cardini arrugginiti. All’interno, il buio non era totale, come si era aspettata: una ribelle lama di luce filtrava dal mondo esterno fin dentro quello scrigno di passato, dove tutto appariva senza tempo, sospeso, statico. Solo un piccolo nido di rondini, entrate chissà da dove, ricordava la vita in quel posto. Catia, nel vederlo, sorrise, pensando a quegli inquilini abusivi che abitavano, chissà da quanto, la pace del sottotetto.&lt;br /&gt;Dopo aver aperto gli stipiti e le lastre di vetro per permettere all’aria di entrare dal piccolo abbaino, Catia iniziò a guardarsi attorno. Dopo qualche ora di annoiate ricerche, in una cassapanca rosa dai tarli scovò un vecchio taccuino dalla nera copertina cerata e dai fogli a quadretti bordati di rosso, ricoperti da una fitta ed a tratti incerta calligrafia, dalle ampie lettere svolazzanti.  Incuriosita, Catia iniziò a leggere. E subito, attraverso la geografia di quelle parole affidate ai fogli, si ritrovò scaraventata nel trapassato remoto, nel passato più recondito della sua infanzia… Aveva trovato il diario di nonna!&lt;br /&gt;Catia accese la luce per vedere meglio e cominciò a leggere, curiosa di ritrovare in quelle parole l’affetto di nonna.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Nel mondo che s’agita dentro di me, scopro enormi continenti che vagano alla deriva ed, a volte, si scontrano. Sono le paure che mi scuotono, squassano, sconquassano, come i colpi di tosse che nessun rimedio è riuscito a sopire. Ho così compreso che  timore ed incertezze si mangiano tutto quel che è immenso, incommensurabile, infinito, lasciando solo quel che, semplicemente, galleggia, restando a galla come può, traballante come zattera senza vista di costa, inconsistente come papere di legno gettate nel fiume. E così diventa pesante perfino quel che è etereo come i torrenti d’aria che scompaginavano i miei capelli di ragazza, permettendo ad una piccola Perseide - tra di essi rimasta impigliata - di gettare l’ultima scintilla di luce sulla mia anima... Lo sanno tutti, ma sembra che nessuno voglia ammettere che la paura di soffrire diventa buio, morte prima del tempo, inconsistenza… So che il mio destino è segnato, ma vorrei avere la possibilità di parlare a Catia di tutto questo. Ma non posso. I suoi genitori non me lo permettono; preferiscono che non sappia, Ed io, ogni volta che la prendo in braccio mi domando se sia davvero troppo piccola e fragile per sapere… Non ho risposte certe, ma non posso rischiare di turbarla perché mia figlia non me lo perdonerebbe. A parole è facile affermare che la vita va vissuta bene, intensamente, profondamente e che non ha senso cercare di rimanere ad essa attaccati un giorno in più, un inutile giorno in più… Ed invece ho scoperto, sulla mia pelle, che la paura di morire diventa vero e proprio deterrente a questo modo di pensare così alto e nobile. Non penso si tratti di egoismo, perché non mi giudico un’egoista.. Semplicemente noto che lo sguardo di chi soffre o ha accanto a sé lo spettro del dolore, è in grado di spaventare chiunque e può giungere a scardinare qualsiasi certezza e gettare benzina su ogni insicurezza. Tutto ciò che è terreno, perciò, si ridimensiona, cambia forma o aspetto. L’essere umano ha paura e  s’accorge così  che, anche un solo, esile sospiro in più può permettere ad un’anima di redimersi, ad un cuore di aprirsi, ad una mano di sfiorare un volto… Mi piacerebbe vivere l’intensità dell’ultimo istante con la pace dell’anima e con la consapevolezza di aver vissuto bene ogni istante della  vita.  È sempre quello, infatti, il pensiero che mi domina: riuscire a  calmare questo  turbinio di incertezze per ritrovare la pace. Ma ho paura, anche se sono fortunata ad avere il tempo per  lasciare eredità di me a chi mi circonda, prima che giunga l’attimo in cui s’annullano spazio e tempo, ieri ed oggi, prima che tutto si dissolva e la paura s’apra a nuova speranza. Presto me ne andrò… Unico vero rimpianto è quello di non avere il tempo per preparare a dovere Catia. Tutti sono pronti ma lei? Spero solo che i suoi genitori abbiano ragione e che nel loro rifiuto di dirle la verità si racchiuda un desiderio di  protezione nei suoi confronti e non invece, come temo, la solita scelta di comodo. E spero che un giorno lei, anche se non saprà mai quali sono i miei sentimenti, mi perdonerà per non averla salutata come nel mio cuore già è avvenuto tante volte… perdonami piccola mia. Nonna ti adora…”&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Catia non riuscì ad andare oltre; mentre leggeva, copiose e brucianti lacrime avevano iniziato a scendere lungo le guance, annebbiandole gli occhi. Ma era dentro al cuore che quelle parole avevano lasciato lunghi e profondi solchi.&lt;br /&gt;All’improvviso, ricordò.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Cosa succede a nonna?” chiedeva Catia, non capendo tutto il fermento che vedeva attorno a lei.&lt;br /&gt; La nonna, quel giorno, si era messa a letto e non parlava più. Catia, dall’alto dei suoi quattro anni, non sapeva che pensare: vedeva l’andirivieni di gente che dava  un’occhiata nella stanza di nonna Lucia, per poi uscire in silenzio, stropicciando un fazzoletto tra  nervosismo di mani.&lt;br /&gt;Nessuno si interessava a lei ed  alle sue domande stupite e curiose.&lt;br /&gt;“ Per favore Catia, stai tranquilla e non far rumore. Vai fuori a giocare per favore!” le diceva la mamma.&lt;br /&gt;“Hai sentito la mamma? Vai” ripeteva il papà. Già quello era strano, pensava la bimba, perché di solito il suo papà non dava mai ragione a nessuno. Scossa da quello strano fermento, Catia si intrufolò nella stanza della nonna. Nessuno se ne accorse. Catia pensava fosse  un gioco, quando vide la nonna distesa sul letto rifatto. S’accorse subito che non indossava la camicia da notte, ma quello che l’anziana donna chiamava ‘il vestito buono’,  ossia l’abito che metteva solo  la domenica per andare in chiesa. I capelli rinchiusi in una crocchia, spuntavano dal  velo nero che aveva sul capo. Tra le mani giunte, incrociate sul petto, tratteneva il suo vecchio rosario, in una instabile presa. Nonna  non si muoveva, non sorrideva, non sussurrava filastrocche, né sgranava preghiere. Sembrava addormentata, ma il viso tradiva una strana rigidità che non le apparteneva, sempre pronta come era a sorridere con la sua bocca sdentata. Attorno, una strana danza di ombre si disegnava per poi venire subito cancellata e ricostruita in nuove sagome dai giochi delle candele accese attorno al letto. I  battenti chiusi, contribuivano  a dare alla stanza un aspetto cupo.&lt;br /&gt;“Nonna” – disse Catia titubante – “perché stai sul letto?”&lt;br /&gt;Non ricevendo alcuna risposta, Catia s’avvicinò chiamandola di nuovo: ”nonna?”&lt;br /&gt;Poi le scosse il braccio ma, sentendola fredda come il ghiaccio ed immobile tra tutte quelle forme che s’avvicinavano sempre più, strisciando minacciose lungo il muro, s’impaurì e scappò via. Non parlò  a nessuno di quella  visita, né disse nulla quando i suoi genitori le raccontarono  che nonna aveva dovuto partire per un lungo viaggio e che non sapevano quando sarebbe tornata a casa. Da quel giorno, però, Catia, soffrì di terribili incubi. Si svegliava all’improvviso, impaurita, con il terrore dipinto negli occhi. Solo il tempo l’aiutò a dimenticare, stendendo veli di brumose giornate su quello strano, incomprensibile episodio e sulle bugie dei suoi genitori. Sapeva bene che nonna non era andata via da sola ma che qualcuno o qualcosa l’aveva costretta: mai, altrimenti, lei l’avrebbe lasciata così, senza un saluto, senza un ultimo abbraccio, come fece suo padre alcuni anni dopo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Catia chiuse il diario che profumava ancora di borotalco e lavanda, proprio come l’abbraccio di nonna. Si rese conto che era molto tardi: il tramonto stava spegnendo il sole nell’orizzonte infuocato. Doveva affrettarsi perché, di lì a poco sarebbero rientrati suo marito con la piccola Lucia e non voleva che, arrivando, trovassero la casa immersa nel buio che avanzava a grandi passi, la stessa oscurità che  allungava le ultime ombre sui muri e sui suoi ricordi. Chiuse le imposte, spense le luci, staccò il contatore, percorrendo a ritroso tutte le azioni che aveva compiuto al suo arrivo. Catia si sentiva strana, scossa; ma avvertiva che non si trattava della stessa sensazione di quando, da bambina, sentiva il peso della scomparsa senza saluti della nonna. O della solitudine provata da ragazza, quando il padre dec
